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Il download illegale della settimana – Namanax

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Namanax era la denominazione tramite la quale Bill Yurkiewicz (membro fondatore degli eccezionali Exit 13 nonché padrone di Relapse records) dava sfogo al suo amore per il white noise più estremo e incompromissorio; l’esordio Multi-Phase Electrodynamics (una sola traccia di 35 minuti) e il successivo Cascading Waves of Electronic Turbulence (due tracce rispettivamente di 11 e 47 minuti), entrambi registrati live in studio, pur simpatici e realizzati con evidente passione, erano poco più che accorate riproposizioni dello stesso identico canovaccio tanto caro a realtà quali Incapacitants, C.C.C.C. o il primo Merzbow, quello più esasperatamente monolitico e fieramente monocorde fino alla noia nera. È con l’ingresso in formazione di Kipp Johnson (synth) e – soprattutto – James Plotkin (chitarra ed effetti) che le cose si fanno estremamente più interessanti: Audiotronic, pubblicato nel luglio 1997 da Release Entertainment (divisione “sperimentale” di Relapse che – ohimè – da qualche anno pare sia stata messa in stand-by), è un disco che ridefinisce fin dalle fondamenta il concetto stesso di “massimalismo”. Assolutamente impressionante per potenza del suono e gran dispiego di basse frequenze, roba da far scappare via piangendo i Sunn 0))) (e pubblicata, è bene evidenziarlo, almeno un tre-quattro anni prima che questi ultimi scoprissero l’acqua calda iniziando a plagiare gli Earth), il programma propone una continua e ininterrotta colata di drones capaci di rimescolare le viscere anche se ascoltati a volume minimo, un tripudio di vibrazioni da far tremare i peli sullo stomaco al più scafato degli ingegneri del suono. Un saggio di tecniche di registrazione (producono gli stessi Yurkiewicz e Plotkin, due vecchie volpi del mixer), ma anche un lavoro di straordinario rigore formale ed estetico: raramente un disco di drone music è altrettanto ben congegnato e altrettanto sinceramente emozionante.
L’ultima emissione a nome Namanax è il più che discreto Monstrous dell’anno successivo, curioso concept album ispirato ai personaggi dei film dell’orrore del passato (con tanto di Frankenstein impazzito in copertina) dove il marchio abbandona quasi totalmente l’assalto drone a favore di samples, sfrigolii e scariche elettrostatiche al limite delle microwaves; da allora più nulla, anche se regolarmente circolano voci riguardo a un fantomatico comeback, e da marzo 2007 esiste pure una pagina myspace del gruppo. Con la medesima lineup dei Namanax sono usciti anche due trascurabili album sotto la denominazione Solarus: Empty Nature (1997) e Crystallized (1998) propongono un dub liquido e onirico, molto “laswelliano” nella forma ma non nei contenuti (che invece ricordano, ai limiti del plagio, gli Scorn di Colossus), indubbiamente gradevole come sottofondo per una allegra serata tra tossici, ma poco altro.

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