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Tanto se ribeccamo (the INFINITE LOAL issue): FEAR FACTORY

La storia LOAL-metal più LOAL-metal degli anni 2000? Quella dei Fear Factory. Il gruppo di cui più volte avete letto QUESTE ORRIBILI PAROLE in una recensione/intervista dedicata. Nonostante l’opinione comune dello staff di Bastonate (o quantomeno la mia opinione) sia che già Obsolete era di troppo, i paladini del techno-metal del cazzo hanno continuato a sfornare dischi fino ad oggi. Il problema è che ai tempi di Digimortal, AD 2001, quasi tutti decisero che di sentire sempre lo stesso riff era ora di basta, e si beccarono stroncature anche dalla loro sorellina –e comunque era un disco molto più riuscito del precedente, o comunque un po’ meno paraculo.

Il disco andò così di merda che il gruppo si spaccò sull’onda del fallimento: Burton C. Bell uscì sbattendo la porta a inizio del 2002 e il gruppo decise di non proseguire, sciogliendosi de facto nello stesso periodo. Roadrunner pensò, ehi, celebriamo la cosa e facciamo uscire il loro miglior disco di sempre. Tanto ce l’abbiamo nel cassetto. Il disco si chiama Concrete ed è una specie di embrione grind/industriale di Soul Of A New Machine, registrato da Ross Robinson e messo ad invecchiare dentro la scrivania di qualche A&R sfigato, una cosa DAVVERO fuori di senno con versioni tiratissime di pezzi che andarono su Soul più pezzi inediti sul genere –così disturbato ed anacronistico che non impressionò un cazzo di nessuno a parte me.

E comunque il gruppo rimase sciolto e i membri iniziarono anche a parlarsi dietro –con questo schema un po’ à la Pantera. Dino Cazares, in particolar modo, si applicò molto nel gettar merda addosso agli ex-compagni; al punto che –ehi! gli altri smisero di guardarsi in cagnesco tra di loro e riformarono la band passando il bassista alla chitarra e mettendo al basso un ex-Strapping Young Lad. Che è un po’ come Rock Star, il film dico: se il bassista se ne va, fai entrare al suo posto il bassista di una cover band.

Per sottolineare l’intenzione palingenetica e profondamente innovativa all’interno della band, il disco della reunion venne intitolato Archetipo. Il sottotitolo Sì, volevamo  rifare Demanufacture pari pari; no, non ce l’abbiamo fatta non è stato incluso nella copertina, probabilmente per motivi di font. Manco un anno dopo uscì Transgression, un altro disco nuovo su cui persino i membri della band hanno qualcosa da ridire.

Siamo dalle parti del 2006. Nel frattempo i membri della band decisero di dare fondo alla loro creatività con i side-project. Wolbers ed Herrera in particolar modo si dimostrarono estremamente lungimiranti, dando vita a un gruppo di nome Arkaea che suona, uhm, la stessa identica musica dei Fear Factory. Mentre Burton C. Bell riuscì a chiudere il cerchio, partecipando al momento più triste e ridicolo dei Ministry (The Last Sucker) con delle parti vocali, tour compreso. Verso metà del 2009 arriva una notizia shock: Dino Cazares e Burton C. Bell si sono riconciliati sono pronti a ripartire con i Fear Factory, con un nuovo bassista e un nuovo batterista (Gene Hoglan, un altro ex Strapping Young Lad).

WOW! E gli altri due Fear Factory? Non sono stati informati, e comunque ‘sti gran cazzi (libera interpretazione di qualche comunicato stampa). Il problema è che i FF non si sono mai sciolti. E quindi? E quindi niente. Avvocati. Non è nemmeno chiaro chi abbia fatto causa a chi, tra l’altro: sembravano essere stati Wolbers e l’altro, ma a quanto pare erano Bell e Cazares ad aver minacciaoto un’ingiunzione. O forse no.

Mentre chiunque nel rock-rama sta cercando di capirci qualcosa, a partire da Blabbermouth (che è più o meno l’house organ della Fear Factory inc.), la realizzazione del disco nuovo dei Fear Factory (nel senso di Bell e Cazares) va avanti spedita e tranquilla, con tanto di data di pubblicazione, copertina (quella sopra, tra l’altro DIOCRISTO una scopiazzatura di UN LORO DISCO) e tracklist annunciate e persino un pezzo nuovo su youtube. Che sembra confermare i sospetti che potevamo avere dieci anni fa su un nuovo disco dei Fear Factory, ma in un modo un po’ più glamour. Ad incorniciare l’idea che sia la cosa fatta più a cazzo di cane di tutta la storia del rock (ad eccezione forse del Devin Townsend Project), il sito e il myspace dei Fear Factory riportano in bella mostra notizie degli Arkaea -probabilmente il webmaster lo paga Christian Olde Wolbers.
Che devo dire. Almeno Max e Igor Cavalera quel disco di merda l’han fatto uscire sotto un altro nome.

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