Tanto se ribeccamo: SWANS

 

Si riformano gli Swans. Che già detta così è come imparare che Gesù Cristo ha deciso di fare un nuovo tour promozionale, a 55 anni, per festeggiare il ventennale della sua crocifissione. Il problema poi è che, di fatto, dei vecchi Swans (di qualsiasi incarnazione dei vecchi Swans) nella attuale formazione c’è solo Norman Westberg; gli altri sono tale Chris Pravdica dei Flux Information Sciences (una delle band più interessanti del catalogo Young God ma che c’entra con gli Swans quanto Rocco Siffredi con il catechismo), Kristof Hahn, bassa manovalanza per quindici minuti nell’era di mezzo e anonimo strimpellatore con gli Angels Of Light, Phil Puleo, batterista nel final tour poi anch’egli Angels Of Light, infine il possente e neanderthaliano Thor Harris, fido scudiero di Gira negli Angels Of Light. In pratica, gli Angels Of Light sotto mentite spoglie. Manca Jarboe, che è come se se i Ministry si riformassero senza Paul Barker. Se tornassero insieme Bob Mould, Greg Norton e un frocio paffuto al posto di Grant Hart e pretendessero di chiamarsi Husker Du. Manca Bill Rieflin, manca Algis Kizys, manca Roli Mosimann. Mancano “spalle” fondamentali come Jonathan Kane, Vinnie Signorelli o Ted Parsons, ognuno a modo suo assolutamente determinante nel definire via via una nuova fase del suono Swans. La differenza tra questo e uno qualsiasi dei progetti recenti di Michael Gira? Il nome, soltanto il nome, capace di evocare lancinanti quanto subdole nostalgie ai reduci e al tempo stesso far sborrare nei pantaloni imberbi festivalieri pieni di grana che si eccitano al solo pensiero di poter dire io c’ero all’ennesimo triste baraccone come eravamo per mongoloidi senza una vita propria, come se bastasse un penoso revival a compensare l’appuntamento mancato con la vita. In tutto questo non c’è da biasimare l’uomo, anzi bisogna capirlo: quando aveva un senso gli Swans non se li inculava nessuno, ora è anche giusto che passi alla cassa con la reunion accontentaidioti performing the album White Light from the Mouth of Infinity al Primavera del cazzo. Glielo auguro, di fare il giro dei festival estivi più danarosi e remunerativi, se lo merita, è il minimo risarcimento per quindici anni di sangue e lacrime e rospi ingoiati in seno agli Swans, e quasi altrettanti di irreprensibile operato in quell’infernale incubo che è l’industria musicale (la sua Young God resta uno degli esempi più commoventi di integrità, autogestione e visione personale dopo la Dischord). Tanto i dischi non li compra più nessuno, e il mondo è pieno di mentecatti che alla fine è giusto spremere: con l’onestà e la coerenza non ci paghi le bollette. A ognuno il suo.

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10 commenti su “Tanto se ribeccamo: SWANS

  1. Bella “l’ennesimo triste baraccone come eravamo per mongoloidi senza una vita propria”, con permesso me la rivendo quando verranno a raccontarmi dei prossimi concerti reunion.

  2. Myriam il said:

    sti gruppi che si riformano con altri musicisti……!!!!!!! grrrrrrrrrr
    e sui gruppi che si riformano con le line up originali si potrebbe dire: gallina vecchia non fa buon brodo
    ma Grant Hart non era frocio paffuto?
    e la Young Gods non aveva fatto un po’ di soldi vendendo Devendra alla XL?
    tra le etichette “esempi più commoventi di integrità, autogestione e visione personale” ci metterei anche la Constellation, bless them.

  3. Ma che minchiata.
    No no, mi dispiace, qui avete toppato.
    Perchè nel “non c’è” non avete piazzato anche TUTTI e dico TUTTI gli ex Swans? A parte Jarboe tutte queste “fondamentali” spalle di cui parlate non sono durate che l’arco di un paio di dischi, quindi che Gira riprenda a suonare con Norman Westberg è a tutti gli effetti il ritorno dell’unica vera collaborazione fondamentale (poi “fondamentale” per modo di dire, gli Swans erano roba di Michael Gira ebbasta). Jarboe lo è molto di meno, sarà un caso che dischi DELLA MADONNA (cazzonesò… Cop? Filth? YOUNG GOD?) gli Swans li hanno fatti anche senza Jarboe ma non senza Westberg? Ora, passi che anche io diffido delle reunion, ma constatato il fatto che Gira non se ne è fondamentalmente mai andato, e dischi di merda sputtanati non ne ha mai fatti, chi se ne fotte se il prossimo esce a nome Angels Of Light o Swans? L’ha detto lui stesso, è un passo in avanti non uno indietro, e considerata tutta la stima per l’integrità dell’artista che sbandierate, che motivo avete di non credergli? Io los timo troppo per pensare che sarà “l’ennesimo triste baraccone come eravamo per mongoloidi senza una vita propria”, e anche ascoltando le preview dei nuovi pezzi sul sito dela young god niente mi fa pensare ad uno squallido ritorno indietro.
    Piuttosto, se dovete insultare qualcuno, insultate gli Sleep che continuano a fare concerti ma con Jason Roeder al posto di Haikus!

  4. D’accordissimo con Birsa, anche se tra i turnisti, perchè di tali si tratta, bisogna anche vedere se ne è stato pescato uno – e dico uno – adatto allo stile degli swans nella performance live.
    Mi metto tra gli imberbi anche se ho 28 anni, ma se permetti, vedere michael dal vivo che canta le canzoni degli swans, anche se in modo (si prevede ma non è detto) farsesco, è meglio che non vederlo in tutta una vita. Le mie perplessità sono più che altro sul repertorio. La sua voce è cambiata tantissimo invecchiando, penso che certi pezzi non potrà cantarli più allo stesso modo, vedi God Damn The Sun che è stata reinterpretata in altra chiave armonica negli ultimi anni perchè quel tono così basso non lo raggiungeva più

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