STREAMO – Serena Maneesh – Abyss in B Minor

Seguendo questo comodo ed agevole link, e non so per quanto tempo ancora, potrete godere di un’anteprima legale di una cosa che -conoscendovi- vi sarete già scapicollati a procurarvi illegalmente, AKA il disco nuovo degli scandinavi Serena Maneesh (ho sempre pensato fossero svedesi, ma sul myspace c’è scritto che vengono da Oslo -suppongo che alla fine della fiera vengano da Cleveland o posti del genete). Esce su 4AD, e in questi casi un mio vicino di casa commenterebbe con un laconico “ciou”. Ve la faccio spiegare una volta che passate di qua. Una delle regole fondamentali dei blogger: quando non hai idee fai un post a punti, ragion per cui proviamo a metterne insieme una decina, tanto per non sembrare gente che se ne frega ad ogni costo. Viva voi.

  • hanno un disco d’esordio davvero bello.
  • sono uno dei due gruppi rock coccolati a man bassa dal giro Smalltown Supersound. L’altro, per capirci, sono i Jr Ewing.
  • hanno un secondo disco appena arrivato nei negozi.
  • mio fratello mi ha chiesto una compilation di pezzi trucidi anni ’80 e sto temporeggiando.
  • continuano ad essere una delle principali ragioni per fare dei distinguo tra neo-shoegaze merdoso e neo-shoegaze decente -senza i SM la seconda categoria sostanzialmente non esisterebbe.
  • parlando di MBV, siamo ben oltre all’omaggio. siamo più dalle parti del sì dai vedi un attimo quanta gliene riusciamo a vendere ancora.
  • si vestono di merda.
  • questa cosa dell’iniziale maiuscola è sopravvalutata.
  • c’è un pezzo che non c’entra un cazzo con quello che c’era prima, chitarrine psichedeliche marce su una base prog brutta e drogata tipo fan dei primi King Crimson, si chiama DIWSWTTD ed è stato palesemente composto per il LOAL o il WTF.
  • da lì in poi la musica inizia a smettere di saccheggiare i MBV e diventa sfattanza pura, stile i pezzi dei Talk Talk che non vi ricordate nei dischi post tutto dei Talk Talk.
  • alla luce del pezzo in questione, la scelta di pigiare i pedali e saturare le chitarre non è affatto malvagia.
  • siate profittevoli e divulgativi, ma comprate i dischi che vi piacciono e bevete meno spriz. e già che ci siete domenica votate IL BENE.
  • buonanotte.
  • queste stelline sono davvero umilianti. è colpa di wordpress.

2 Risposte a “STREAMO – Serena Maneesh – Abyss in B Minor”

  1. Posto che la mia dura esperienza con i Serena Maneesh è durata forse lo spazio di un download interrotto diversi anni fa (mi disturbano molto i gruppi che cantano in una lingua non loro, tranne pochissime eccezioni come i Can – ma almeno chi cantava non era tedesco, via – ed altre che ora non mi vengono in mente, ma probabilmente si tratta di gruppi chiave del rock che fingo di apprezzare per dovere accademico), ci tenevo a dire che detesto e odio lo shoegaze e il post-rock e che non c’è nulla nel mondo musicale che mi arrapi meno, tranne forse (ma forse) le band italiane tristanzuole. Le band italiane, detto per inciso, sono pressoché tutte tristanzuole, no-talent, inservibili e neanche divertenti, e pure se lo fossero hanno dischi incisi male, introvabili e costosi e pretenziosi e io le odio.
    Oh.

    Comunque quello che ci tenevo a dire è che ho visto i My Bloody Valentine dal vivo uno o due anni fa e hanno fatto CACARE, cacare al cazzo, cacare in culo, e io li disprezzo e li odio anche per essere stati tra i capostipiti di un genere apprezzato da stronzi, perché orecchiabile-pop ma facile da suonare al contrario del pop vero, solo che questa facilità data da quel rumoraccio a cazzo (questo vale soprattutto per quelle palle secche dei Jesus & Mary Chain, che hanno anche la colpa supplementare di venire regolarmente tradotti Gesù e Maria Catena sulle orende-malscritte-noiose riviste in italiano. Quelle in straniero non le leggo perché non so’ straniero) viene interpretata come genialità, quando è semplicemente una scusa per suonare pop quando non si è in grado, che contrariamente a quanto pensano i ragazzini suonare pop tipo i Beach Boys tutti cristallini e fanciulli dorati è difficile in culo. Tipo tutti quei pezzi minori dei Beach Boys prima maniera, quelli che si chiamano tutti Surfin’, bè sono tutti meglio di una sola singola edizione qualsiasi del PrimaveraSound. Restituite la musica al suo vero scopo, ossia l’intrattenimento giovanile senza pretese! E se avete pretese andate in conservatorio oppure affanculo.
    A parte Dylan, i Pantera, Lennon solo e Alice Cooper il pop-rock non è arte e non serve a nient’altro che ad addobbare le vostre camerette (io non ho una camera ma una casa invece nella quale a tarda sera risuonano al massimo i miei ruttoni post-cena o i dischi dei Kraftwerk in tedesco).

    Vabbè, come dice giustamente kekko quando non si hanno idee si ha pur sempre una lista, ed ecco perciò una lista di gruppi che odio e che fanno schifo al cazzo (il numero tra parentesi indica gli anni che ho passato fingendo di apprezzarli con eventuali dettagli aggiunti):

    – Radiohead (3, 1993-1996; poi li ho odiati fino al 2001; altri 7 anni di finzione fino all’acquisto di quell’ultimo capolavoro della perdita di tempo che sta bene ndo sta, cioè inascoltato in mezzo ai vinili di musica classica anni ’80 di cui ogni casa è misteriosamente dotata). Hanno recentemente preso una pericolosissima piega-Radiohead anche i Liars. ATTENTI.
    – My Bloody Valentine (15 circa)
    – Tutto il post-rock (4-5), un paio dei Mogwai mi piacciono
    – Jesus & Mary Chain (15)

    E comunque vale sempre quello che sostengo da decenni e cioè: boh, comunque sti cazzi.

  2. tra l’altro una cosa che mi son sempre chiesto è perchè non li traducano come LA CATENA DI GESU’ E MARIA. ecco.

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