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L’agendina dei concerti (Bologna e dintorni) – Aprile (parte 1)

Aprile sarà anche più crudele dei mesi (almeno secondo T.S. Eliot) ma sicuramente – assieme alla prima metà di maggio e tutto novembre – è uno dei periodi di maggiore fermento per quel che riguarda l’attività concertistica dalle nostre parti; il clima temperato invoglia a stare fuori, la città non si è ancora trasformata in quel gigantesco implacabile forno crematorio che costringe chiunque ne abbia la possibilità alla fuga repentina, le giornate si allungano e le sessioni d’esame sono ancora ragionevolmente lontane. Largo dunque a una serie di concerti che farebbe desiderare il dono dell’ubiquità anche ai sordi. Si parte mercoledì 7 aprile con una doppia niente male: bisogna attraversare il confine spingendosi fino al Sidro club a Savignano sul Rubicone per rincontrare i redivivi Fatso Jetson e magari scroccare qualche cartina lunga ai ragazzi di Vincebus Eruptum. Per chi invece vuole rimanere dentro le mura c’è il minifestival Metal Punx United all’Atlantide.
Giovedì un’altra doppia da far tremare i polsi: da Asheville, North Carolina approdano allo Spazio SI gli ottundenti duelli chitarra-batteria degli Ahleuchatistas, dal 2003 una delle più esaltanti realtà math-impro-noise sul mercato, con dischi su Cuneiform e Tzadik, centinaia di live micidiali all’attivo e la benedizione di John Zorn come lasciapassare per i più diffidenti. Apre dj Balli, il più temibile, versatile e scientifico generatore di rumori molesti a cui Bologna abbia dato i natali negli ultimi decenni. Organizza Offset, neonata associazione con il fine di continuare a portare in Italia la musica di ricerca a 360°, a cui dobbiamo la devastante accoppiata FM Einheit + Massimo Pupillo al Locomotiv e l’intera tournée italiana dei Ruins (RUINS ALONE qui e SAX RUINS a Roma e a Milano). Non bastasse, allo Scalo San Donato va in scena il lisergico stoner RAWK degli spinellosi Maya Mountains e il chirurgico assalto hard bass dei nostri beniamini WeAreContraband. C’è di che diventare sordi (ma felici).
Venerdì sarà l’ora degli eroi con i Negura Bunget piazzati a suonare sotto il ponte di Via Libia, uno sgabuzzino senza neanche un nome da anni teatro delle feste di laurea più selvagge e delle dancehall più invereconde. Un regalo prezioso e insperato per chi se ne intende. Parlando di dancehall, sabato i palati più esigenti si potranno saziare con una jam che si preannuncia epica tra le fetide pareti dell’XM24: dalle 22 fino al mattino, attrazione principale il voluminoso King Kong. Per i più bellicosi invece scatta l’assalto hardtekno-frenchcore di quelli molesti al Redrum. Decompressione domenica al Locomotiv con i Massimo Volume che sonorizzano La caduta della casa Usher.

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