RED SPAROWES – “The fear is excruciating, but therein lies the answer”

Red Sparowes - "The Fear is Excruciating..." Per quei pochi che non li conoscessero veloce riassunto: nati come supergruppo (dicesi supergruppo una unione di musicisti provenienti da almeno due band molto famose che MAI riesce a eguagliare in qualità i gruppi originali) composto da gente che ha nel curriculum robe come Isis, Neurosis e Halifax Pier, i Red Sparowes fecero centro con l’ottimo debutto “At The Soundless Dawn”. Non che inventasse nulla, ma sapeva porsi tra post-rock un po’ Explosions in The Sky e postcore Isis/Neurosis in modo convincente, riuscendo a trovare un buco piuttosto personale in quello stretto spazio. Il secondo lavoro “Every Red Heart Shines Toward The Red Sun” risultava invece leggeremente più dilatato, il tutto quindi sembrava accentuare la componente atmosferica delle (comunque presenti) consuete alternanze post-rock languido con chitarre riverberate/muri di chitarra, e questo nuovo “The fear is excruciating, ma il titolo è sempre lungo” è ancora più lontano dagli Isis, pur mantenendone comunque dei richiami. Come già nel secondo, la sensazione è che ormai la cifra qualitativa dei RS sia quella di una band che va col pilota automatico e si muove agevolmente negli stilemi che propone, che forse non ci dirà mai qualcosa che non sappiamo già ma che comunque quello che fa, lo fa bene. Anche in questo caso, qualche passaggio è leggermente prolisso e non va oltre il discreto sottofondo ma (specialmente verso il finale) c’è spazio per momenti davvero molto riusciti. Come già accennato, rispetto al passato c’è da rimarcare, nella sostanziale continuità del sound, una tendenza meno aggressiva e un maggior indugiare in momenti addirittura delicati/malinconici, a tratti si sentono gli *shels (pubblicità progresso: di questi prendete “Sea of the dying dhow”), anche. Insomma, il lavoro è discreto, non so quanto longevo, ma comunque discreto. Vedete voi se fa al caso vostro.

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3 commenti su “RED SPAROWES – “The fear is excruciating, but therein lies the answer”

  1. questa recensione però non risponde all’unico grande quesito in merito alla faccenda, e cioè come mai Jack Sparrow ha due R e i Red Sparowes una R sola.

  2. @kekko, perché sono “i paserotti”. simpaticoni.
    comunque, a tratti, sembrano quasi felici. dico, ma dove andremo a finire se anche i post-rock-ambientalisti ci diventano felici? dovremmo togliere certi tasti dalle chitarre di questa gente.

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