HEALTH + JAPANDROIDS @ Locomotiv (Bologna, 24/5/2010)

 

I Japandroids dal vivo hanno il tiro, la foga e la passione di band che potrebbero diventare la nostra vita, elementi purtroppo drammaticamente assenti dai loro sciapi dischetti pitchfork-friendly per mentecatti. Sono in due ma suonano come una band al completo con tanto di doppia chitarra tastiere e coro, riempiono agevolmente il vuoto del locale (poco più di una cinquantina i presenti, annichiliti dall’allucinante microclima interno al Locomotiv) con suoni crassi e pieni e ritornelli da urlare a squarciagola; nella loro urgenza tutta di stomaco e budella arrivano addirittura a ricordare i Latterman (in assoluto il gruppo più viscerale dello scorso decennio), e credetemi l’accostamento non è una bestemmia. Il cantante/chitarrista Brian King si muove con la velocità e l’imprevedibilità di una pallina da flipper, la coordinazione di un epilettico sotto antipsicotici e la grazia di un uragano dentro una fabbrica di miniature; il batterista David Prowse non è altrettanto coreografico, le tirate a perdifiato sullo strumento non glielo consentono. Vanno avanti per neanche mezzora ma è più che sufficiente per uscire a riprendere a respirare con la stessa sensazione che devono aver provato gli spettatori dopo i Butthole Surfers al Whisky a Go Go. Live band a dir poco eccezionale (infatti stanno girando tutti i festival estivi che contano, courtesy of la longa manus di shitfork che mantiene viva l’hype), il solo limite è nel repertorio, che – ohimè – su disco torna a suonare come poco meno di una sterile, inerte scoreggetta.
Segue live tribaloide (prima), fuzzoso (nel mezzo) e danzereccio (poi) degli Health, che a metà concerto si chinano tutti quanti simultaneamente sulle rispettive pedaliere per un’orgetta di feedback distorto portata avanti ben più del necessario. Il nostro fotoreporter Giacomo era sul posto e questo è quanto.

 











3 thoughts on “HEALTH + JAPANDROIDS @ Locomotiv (Bologna, 24/5/2010)

  1. Ma come mai solo adesso l’articolo su questo concerto?
    P.s.: A me i Japandroids piacciono moltissimo anche su disco e mi ricordano per alcuni aspetti i magnifici Van Pelt.

  2. distorsioni spazio-temporali incomprensibili alla psiche umana. avrei pronto un pezzo sul concerto degli Exploited del 1 maggio…

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