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RIP – Zecharia Sitchin (1920-2010)

mancarone.

L’assiriologia non è  mai stata così sola. Il regno delle fregnacce nemmeno. Piangete o Veneri e Lamassu infernali, ZECHARIA “RESPECT” SITCHIN ha lasciato questa Fertile Mezzaluna di lacrime (su una navicella partita dalla ziqqurat di Ur e diretta a Nibiru) il 9 ottobre scorso ma, per un complotto anarco-insurrezionalista di Nasa, CIA, Pinotti (l’ufologo col compasso) e diverse tribù amorree coalizzate insieme la notizia ci giunge solo oggi, ovviamente per mezzo di una tavoletta d’argilla consegnata a mano da un messaggero che abbiamo preso in ostaggio, dal momento che in Mesopotamia si usava così.

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Ma se per raccontare gli usi e costumi a cazzo di cane di antichi Sumeri, Assiri e Babilonesi bene o male ci sono ancora degli studiosi seri in vita (non a lungo, ma insomma), certo con Sitchone se ne va il più grande contatore di balle cuneiformi della storia, l’unico capace di non capirci un cazzo di cuneiforme (siamo molti nel club) ma di usare la sua ignoranza per dare fondamento a illegibili opere sugli Alieni e la Creazione del mondo. In sostanza un Martin Mystère davvero esistente.

Al dolce ricordo del vecchio Zack e di quanto ci ha fatto rodere il culo perché lui vendeva milioni di copie mentre gli assiriologi veri no (mai capito l’appeal de Il Pianeta degli Dei rispetto a un Mesopotamische Rechtsurkunden und Verwaltungstexte, Erstes Teil: Tafeln aus Kar Tukulti Ninurta), dedico questo noiosissimo video da me girato nel cimitero reale di Ur – prima o poi ve la racconto – e la foto di una speciale foto dalla mia collezione privata da cui si capisce che, come del resto era chiaro, Sitchin aveva ragione.

ANA WARKAT UMIM Zack!

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