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Tanto se ribeccamo: SWING KIDS

Gli Swing Kids esistono e agiscono in un sistema di pensiero che non è ancora pronto a comprenderne interamente le mosse, cosa piuttosto funzionale per un gruppo accacì. Mettono in piedi un’estetica ex-novo che prende in parte dai conterranei Unbroken (da cui proveniva il chitarrista Eric Allen) e in parte da tutto il movimento art-punk di San Diego -Gravity et similia. La parabola della loro esistenza (dal ’96 al ’98 circa) è documentata da una manciata di uscite raccolta in un singolo CD da Three One G, l’etichetta del cantante Justin Pearson. È musica tosta, talmente piena di riferimenti che sembra non averne affatto: una specie di hardcore jazzato molto primitivo e urlato quanto possibile. Non hanno fatto così tanto casino in vita, ma la loro esistenza ha determinato l’ascesa di tutta una fetta di postpunk che ha iniziato a suonare storto ed emotivo, oltre a vestire pantaloni skinny e magliette strizzate che ancor oggi stanno addosso a certi hipster. La stagione italiana che (intorno al 2000) prese le mosse da loro e dai loro parenti più prossimi fu una delle più belle e importanti del nostro punk, oltre che probabilmente l’ultima di cui mi sia importato davvero qualcosa. L’influenza di quella manciata di pezzi è semplicemente incalcolabile.

[vimeo http://vimeo.com/5009203]

A dire il vero gli Swing Kids si erano già riuniti circa due anni fa, un paio di benefit per raccogliere soldi da donare alla famiglia di Allen (morto suicida nel ’98).  Nel frattempo Justin Pearson è diventato una semi-rockstar:  Locust, Holy Molar e l’immancabile spin-off elettrocafone All Leather. fa le comparsate sul palco coi Bloody Beetroots (conclusione più che logica) e continua a girare il mondo con dei Locust artisticamente in caduta libera almeno da New Erections (anche se il side-project Retox a me non dispiace: puro karaoke, ma in forma. Sul sito c’è il disco in download libero). 31G non produce nuova musica da non so più quando. Dal sito dell’etichetta, diventato nel frattempo poco più che il blog del padrone, arriva tuttavia la notizia che nel celebrare i 15 anni di attività della loro agenzia di booking, i rimanenti Swing Kids se ne andranno in giro per l’europa a nome Blue Note (che era una loro canzone, oltre che tutto il resto delle cose che si chiamano Blue Note), performing the Swing Kids songs e probabilmente all’incasso di due lire più che meritate. Nel frattempo qualcuno mi mandi una mail con i titoli di cinque gruppi o dischi di questo genere usciti negli ultimi tre anni che valga DAVVERO la pena di ascoltare al di fuori di parentele o militanze, perché mi sa che me li son persi alla grande. disappunto(o)gmail.com.

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