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autodafé

Quando è uscito Out of Time avevo nove anni e Losing My Religion mi sembrava una gran palla; c’era qualcosa in quel pezzo che mi irritava, non so se fosse la voce o la progressione di accordi o che altro, ogni volta che partiva stavo male. Quel giro di chitarrina avrei presto imparato a detestarlo peggio del rumore delle unghie sulla lavagna, spuntava fuori a qualsiasi ora in qualsiasi canale radiotelevisivo, e quando non era quella era Shiny Happy People con la vocina querula della cantante dei B-52’s, e l’effetto unghie sulla lavagna aumentava esponenzialmente. Il video di Drive però era bello, e anche il video di Everybody Hurts, e Man on the Moon e The Sidewinder Sleeps Tonite lanciate da Marco Biondi su Radio Deejay mi tenevano compagnia mentre finivo i compiti o aspettavo che fosse pronta la cena, alla fine forse Automatic for the People è in fondo l’unico album dei R.E.M. che io abbia anche solo lontanamente amato. Ricordo un’intervista su Rockstar a ridosso di Monster in cui Stipe affermava di essere “punk”, per me il punk era un’altra cosa e passai oltre, vagamente infastidito, tanto comunque non riuscivo a cavar fuori niente, assolutamente niente da quelle canzoni; addirittura a Let Me In preferivo tutto Sleeps with Angels di Neil Young se proprio si doveva parlare di dediche randomiche e assolutamente gratuite alla buonanima di Cobain e altri amici morti assortiti, ed è tutto dire. L’estate prima dell’uscita di New Adventures in Hi-Fi ricordo il tam tam mediatico sul fatto che i R.E.M. fossero ai tempi il gruppo più strapagato di sempre, con un contratto nuovo di zecca di 80 milioni di dollari o qualcosa del genere; il primo singolo E-Bow the Letter una spietata fresatura di maroni come poco altro nella vita, il video scuro e sfocato con Patti Smith cadavere ambulante e tutte quelle pareti verdi al pomeriggio su MTV, la scuola era ricominciata da poco, che gran tristezza. E Bittersweet Me non era meglio, però nel video c’era Valeria Golino ed era costruito tipo finto trailer per un finto film, non ricordo più bene. Un mio compagno di classe aveva comprato il CD e me l’ero fatto prestare; che palla sovrumana, anche se lui diceva che era bello e io ci provavo, ci provavo in tutti i modi a farmelo piacere ma era più forte di me, bastavano le prime sommesse note di How the West Was Won and Where It Got Us ad ammazzare l’entusiasmo. Non riuscire ad apprezzare i R.E.M. mi faceva sentire escluso dal grande gioco della vita, tagliato fuori dal club più fico ed esclusivo dell’universo. Sapevo e sentivo di starmi sbagliando, di continuare a non afferrare qualcosa che invece era sotto gli occhi di tutti, eppure nemmeno la notizia che Bill Berry lasciava per problemi cardiaci mi scosse particolarmente, e il video di Electrolite pure mi scivolò addosso lasciandomi solo la vaga consapevolezza che stava avvicinandosi il Natale. Daysleeper non era male; basso profilo, video sottilmente inquietante, mi piaceva. Anni più tardi sarei diventato esattamente quella canzone ma allora non potevo saperlo, e Up credo di non averlo mai ascoltato dall’inizio alla fine nemmeno una volta. Imitation of Life mi è esplosa in faccia; avevo cominciato da poco l’università e vai tu a capire perché quel ritornello stile le prime cose di Morrissey solista era esattamente ciò che volevo sentire in quel momento. Il resto del disco non era altrettanto buono ma che trip allucinanti con il video, roba da perderci il sonno ancora oggi… nel frattempo avevo recuperato un poco alla volta i dischi del periodo IRS dietro consiglio di una tipa tossica a cui andavo dietro; l’unico che ho continuato ad ascoltare anche dopo che mi era passata è Murmur, ma non riuscivo mai ad andare oltre Talk About the Passion perché nel frattempo trovavo sempre qualcos’altro di più interessante da fare. E comunque la versione che preferisco di Radio Free Europe non è dei R.E.M.: l’hanno fatta i Mats in un concerto al CBGB’s per cui darei un braccio per esserci stato (già il bootleg è tra le cose più belle che ho ascoltato in tutta la mia vita). I dischi da Around the Sun in poi non li ho sentiti; loro non li ho mai visti dal vivo, e pure qualche anno fa sono venuti a suonare a venti minuti da casa mia. A parte Daysleeper non c’è un loro testo che sia uno che mi dica qualcosa a proposito della mia vita; ora che imparo del loro scioglimento non riesco a provare niente, è come se fosse morto un lontano parente di cui non mi è mai fregato un cazzo, e non riesco a evitare di sentirmi profondamente in colpa per questo.

8 Risposte a “autodafé”

  1. condivido più o meno tutto tranne il finale.
    Per me i REM sono quella band che, inspiegabilmente, mi dispiace finisca pur non avendola mai seguita fuori dai passaggi radiofonici o televisivi. Gli ho sempre riconosciuto una certa grandezza che esulava da quanto io e la loro musica potessimo andare d’accordo, ed è qualcosa che non credo di provare per altre band.
    Almeno, al momento non me ne viene in mente nessuna di paragonabile.

  2. Se odiate la musica non fatevene una colpa, ragazzi.

    Ovviamente grandissimi R. E. M., mai stato davvero un “fan” e questo, oltre al fatto di essere ormai in età da marito, mi dà la possibilità di guardare lo scioglimento con un certo distacco.

    Non amo nessuno dei loro album successivi ad Up (i migliori direi Reveal e Accelerate, ma c’è almeno un grande pezzo in tutti), quelli precedenti mi piacciono davvero tutti e non saprei scegliere i miei preferiti – se ne devo dire solo tre (che è un numero tondo) dico Lifes Rich Pageant, Automatic for the People e New Adventures in Hi-Fi (la noia è una distensione dell’animo, ma definire noiosa E-Bow the Letter mi pare, ecco, non proprio l’analisi più felice mai letta).

    A questi darei 10, agli altri pre-Reveal tutti 9 tranne un 8 a Reckoning, Green e UP. Ma vaffanculo a quella mezzasega di me stesso, sto dando un 8 a dischi che contengono South Central Rain, You Are the Everything, Walk Unafraid, me lo posso ficcare dove sapete voi, quell'”8″.

    Credo che il loro ormai lo avessero fatto – del resto ormai sono cresciuto, c’è poco da fare. L’unico vero peccato è che non li rivedrò mai più dal vivo, è stato davvero un privilegio.

    Highlight della mia vita con i R. E. M.: fuori da uno stadio nel nord Italia, credo Padova, credo 2003 o giù di lì, alla fine di una giornata afosissima con più di 40 gradi, dopo un lungo viaggio, una lunga giornata sotto il sole, un lungo concerto dei R. E. M. Mi incammino con degli amici verso la stazione (parecchi chilometri da lì), e attraversiamo un parcheggio, enorme, deserto, tranne che per una macchina che è ancora lì parcheggiata, coi finestrini abbassati, e dallo stereo esce Half the World Away.

    Highlight numero due: sono passati quasi 10 anni, il me stesso di allora non c’è più, non ci sono quegli amici, ho una moglie che non conoscevo allora e mentre ascoltiamo Half the World Away ricordo tutto questo.

  3. A CAUSA DEL SUO CONTENUTO PATETICO LA LETTURA DEL SEGUENTE COMMENTO E’ ALTAMENTE SCONSIGLIATA (Proudly trolled by Ashared Apil Ekur)

    Rem si legge “rem” e R. E. M. è “arr i emm”?
    I dischi I. R. S. (l’ho detto giusto?) sono belli, quelli dopo fino ad up hanno qualche singolone (con merdate annesse), poi lammerda pura.
    Un gruppo da vicolo cieco, hanno scopiazzato da tutti, un pizzico di personalità e sono arrivati ad un punto morto della musica pop, si può dire che ce l’hanno fatta. Nessuno è stato influenzato dalla loro musica, al limite dallo stereotipo band indi americana di amiconi che tentavano di trasmettere, che pure è una balla visto che il periodo in cui nessuno se li inculava è durato uno o due anni, dall’uscita del primo lp al ny times una settimana. Alla faccia dei guided by voices.
    Inoltre è noto che i testi dei re- sorry R. E. M. non parlino di niente, ad inizio carriera stipe provò anche a sparare balle sulla musicalità delle parole a favore del significato, ma è evidente come non abbia mai avuto niente da dire. Gardering et naaaaaig!
    Sono contento che si siano sciolti, ma avrebbero dovuto farlo dieci anni fa.

    Il vero problema ora è l’ansia che mi causa stipe senza marcatura, scommetto che le telefonate stanno già cominciando (e non saranno nemmeno intercettate)! Burial->for tette, 4tette->Yorke, Yorke->Stipe e BAM! Cagata post? dubstep? pitchforkiana su youtube.

    Vic chesnutt è morto, i rem si sono solo sciolti, tranquilli!

  4. >A CAUSA DEL SUO CONTENUTO PATETICO LA LETTURA DEL SEGUENTE COMMENTO E’ ALTAMENTE SCONSIGLIATA (Proudly trolled by Ashared Apil Ekur)

    È una cosa bellissima, mi hai tirato su la serata grazie!
    :3

  5. Questo post sui R.e.m. è veramente qualcosa di allucinante. Va beh diciamo che possono piacere oppure no. In ogni caso Bill Berry (giusto per la cronaca) non si è ritirato per un problema cardiaco. Ha avuto un aneurisma durante il Monster Tour in Svizzera nel 1995. Saluti e ascoltati un disco qualsiasi per intero da Murmur a Naihf che fai solo bene e impari qualcosa di musica.

  6. Ti parrà incredibile, ma ti do ragione. Merito la pena. Non riuscire ad apprezzare i R.E.M. è una croce che mi porterò addosso finché campo. Arrossisco fino alla punta dei piedi per ognuna delle frasi che ho scritto, ma affermare il contrario di quel che ho detto avrebbe significato mentire. Brutto non riuscire a capire le cose belle anche quando te le infilano su per il culo.

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