Venticinque anni.

Testo alternativo per l'immagine, es. “La Monna Lisa”

Quando trovai (al negozio di dischi più caro e bastardo della mia città) la cassetta di Reign In Blood, che era il disco con Angel of Death, dovetti chiedere i soldi a mia mamma per comprarla. In copertina c’era un caprone che faceva il saluto romano. Mia mamma non era mai stata questa fan di Satana e non ha mai avuto un senso dell’umorismo molto sviluppato. Anche io ero un buon fan di Gesù ai tempi, niente di eccessivo ma comunque un buon fan. L’avevo cercato e l’avevo puntato perché era il disco con Angel of Death, di tutti quei viaggi stile trasgressione-metal-sangue-morte-ribellarsi me ne sbattevo i coglioni già da diverso tempo. Angel of Death l’avevo conosciuta nell’unico disco metal che possedevo, che era un nastro chiamato MISTA METAL che mi era stato passato da un tizio dei boyscout che aveva provato ad ascoltare il rock duro prima di decidere che non faceva per lui. La cassetta conteneva uno dei misti più scriteriati e casuali della storia delle cassette. I titoli li aveva scritti in stampatello quasi-gotico un tizio che non aveva abbastanza cognizione di causa da evitare di chiamarli MEGADEATH. Il pezzo degli Slayer era seppellito verso la metà del lato B e aveva questa cosa che venendo poco dopo un pezzo degli ACDC che non ricordo ma poteva essere Hell’s Bells, ecco, per me gli Slayer erano una versione vietata ai minori degli AC/DC. Pace all’anima loro. Vivevo in un mondo non-slayeriano: non avevo amici che mi potessero doppiar cassette, dividere la passione, progettare un giro a milano a vedersi un concerto, cose così. Mi feci comprare dalla mamma il disco col caprone che faceva il saluto romano (ok, era il braccio sinistro ma insomma) e iniziai ad ascoltarli in solitaria. Da allora ho ascoltato Reign In Blood un numero di volte che fa cagare addosso dal ridere solo all’idea, perché io sono uno di quelli che i film se li riguardano e i dischi se li riascoltano, e insomma probabilmente ho ascoltato Reign In Blood più o meno quanto ho ascoltato tutti gli altri dischi metal che possiedo. Continuo a vivere in un mondo non-slayeriano, non divido la mia passione con quasi nessuno, a volte sbrocco con la mia fidanzata e la costringo ad ascoltare un paio di canzoni. Lei in genere commenta che sì, bellissimo ma continua a tifare per Gesù. Io ho smesso. Credo non sia colpa di Jeff Hanneman, e credo anzi che quasi tutti noi abbiamo imparato dagli Slayer soprattutto la gioia che può darti ascoltare qualcuno con cui non sei d’accordo, e anche che Satana nazismo e omicidio sono tendenzialmente buoni argomenti di discussione e che insomma, quando piove sangue piove sangue. Sì, in sostanza gli Slayer non ci hanno insegnato nulla che mi sia stato utile nella vita. Però quel disco col caprone che fa il saluto romano c’è stato accanto in momenti in cui accanto a noi non c’era nessuno e in momenti in cui accanto a noi non volevamo nessuno, ad urlare tutte quelle cose brutte sbagliate e scandalose e senza senso che non riusciamo più manco a contare le volte che ce l’han salvata, la vita.

 

Venticinque anni fa, il sette ottobre, usciva il disco più bello e pesante e maligno e violento della storia della musica. E noi siam sempre qua a parlarci addosso.

9 Risposte a “Venticinque anni.”

  1. La cosa bella di questo post è che mi rivedo in tutto, ma “reign in blood” non l’ho mai sentito per intero.

  2. Ma il capro non sta facendo il saluto romano, che si fa con la destra, casomai incita quelli che lo trasportano oppure la tiene appoggiata sulla testa decapitata di quello sfigato.

  3. Adesso ve la faccio prendere male come voi bastardi quando sono tipo i 300 anni dall’uscita di Nevermind e commentate cazzate tipo “Mh, sì, carino, meglio In Utero però”.

    Dunque su Reign In Blood: mh, sì, carino, ma molto più malvagio Deathcrush, molto più pesante e definitivo Undisputed Attitude (che poi è in realtà il disco pigliainculo degli Slayer, nel senso che è quello che voi hipsters fingete di preferire solo per differenziarvi in una società di Eguali).

    Tutte cazzate ovviamente: gran disco immortale, anche se non ve lo meritate avete ragione. A me gli Slayer una cosa me l’hanno insegnata: che si può essere cristiani anche bestemmiando Il Cristo. Ed ecco perché mi sono sposato in chiesa!

    Buona Pasqua a tutti!

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