Tema: “La mia collezione di dischi”. Svolgimento:

Ho cominciato molto presto. Mio padre e’ maestro di pianoforte e mio zio collezionista di dischi, per cui il mio primo mixtape risale a quando avevo sei anni. Ve lo giuro, sei (6), ho le prove. Una BASF da 46 composta per meta’ da mio padre che suona il pianoforte e per l’altra meta’ da dischi trovati nella collezione di mio zio. Da li’ ho preso il ritmo, e ho cominciato a farmi un mixtape ogni tre mesi, con quello che trovavo in casa. Pure la mia babysitter, mossa a pieta’, inizio’ a procurarsi qualche disco per me da un amico dj. Quando ho avuto un’eta’ sufficientemente credibile ho iniziato a fare richieste alla radio, roba che non avevano quasi mai. Poi, sempre grazie a mio zio, ho imparato a collegare il mio stereo al videoregistratore: la notte lasciavo una TDK da 180 registrare a oltranza su Videomusic, il pomeriggio dopo la riguardavo e riversavo su musicassetta quanto di interessante. Andavo due volte la settimana nell’unico negozio di dischi della mia citta’, anche solo a sfogliare compulsivamente, finche’ i proprietari non impararono i miei gusti e iniziarono a tenermi da parte la roba senza che io la chiedessi. E ci prendevano una volta su due. Il primo lettore cd nel ’92. Pagai il primo cd originale 32.000 lire e pensai “ladri”. Poi iniziai a prendere i libri della Arcana e fu la morte: mi facevo ispirare alla cieca e partivo per Bologna e/o Milano a fare la spesa di cose che non trovavo da me. Al liceo ero un trafficone: prestavo, mi facevo prestare, copiavo, mi facevo copiare, e la collezione cresceva a dismisura. Ci ho provato eh, a tenerla in ordine alfabetico? Ma poi ogni volta che volevo comprare una cosa che iniziava per “A” sbuffavo, e allora li ho divisi per genere/sottogenere. Ho smesso di fare mixtape a 19 anni, e poco dopo li ho buttati quasi tutti (questione di spazio). Non ho mai fatto mix-cd, non avevano senso. Poi credeteci o no, ma ho iniziato a leggere riviste di musica solo a 20 anni. Prima sentivo che di dischi
ne compravo gia’ abbastanza senza bisogno di ulteriori suggerimenti, poi chi lo sa cosa mi e’ successo. I blog sono arrivati poco dopo, e uno di essi era mio. Grazie a (in ordine cronologico) Altavista/Napster/Audioglobe/Kazaa/Soulseek/Torrent/Google ho fatto su una collezione di mp3 da camparci quattro vite ininterrotte. Pero’ continuo a preferire i cd: mi si e’ rotto l’hard disk due volte, e se volete rischiare di perdere la vostra intera collezione in un colpo solo fatelo pure voi. Se proprio vogliamo fare numeri ne ho circa 1200. Il pacco di quando ascolti tanta roba pero’ e’ che se poi ti capita di trasferirti a Londra vorresti vedere circa tre concerti ogni sera: ho retto un paio d’anni a ritmi invidiabili, poi sono morto. Nel
tardo 2008 mi si e’ rotto lo stereo, e’ preso un crampo al laptop e mi hanno licenziato. Di conseguenza per un po’ sono andato cosi’, cold turkey. Ho finito per aprire un blog su un argomento diverso. Ora mi dedico a quello, e non mi aggiorno piu’ musicalmente da quasi tre anni. Tanto di arretrati ne ho a voglia. Ho anche diversi vinili in casa, e un giorno giuro che comprero’ il giradischi.

(Nanni Cobretti)

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Tuttora, io per l’industria musicale non esisto, per il motivo che non compro nulla da loro più o meno da vent’anni – salvo qualche cosa da regalare, di solito a Natale. Persino se mi va di ascoltare uno di quei vecchi dischi che possedevo, preferisco rubarlo da qualche parte piuttosto che cercarlo in quel solaio. Sì, sono uno di quelli che ha ucciso la musica, sono io. Non è che ne vada fiero. È una cosa che certo andava fatta, ma che comunque non avrei potuto impedirmi di fare: la musica mi piaceva, ma a un certo punto cominciò a costare troppo.
(Leonardo)

Ricordo quando avevo WinMx e scaricavo con la 56k, guardando con ansia la barra dei download scollegandomi appena raggiunto il 100% per non far arrivare bollette troppo salate. Io continuavo a ripetermi che quando avrei avuto qualche soldo in più della mia misera paghetta mensile, avrei comprato almeno un disco al mese ma poi arrivò la FNAC e i negozi di dischi cominciarono a chiudere uno dopo l’altro.
(Blindbend, credo l’autore si chiami Federico)

Per anni la mia collezione di dischi si è potuta tranquillamente riassumere con la discografia completa degli oasis, singoli compresi (e ad oggi possiedo ancora tutti i loro dischi). Sì, ascoltavo anche altre cose e possedevo anche dischi diversi ma erano più che altro dei palliativi tra un disco degli oasis e l’altro.
(Bazinga!)

 

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