tema: “La mia collezione di dischi”. Svolgimento:

Tre fratelli che vivono tutti insieme in una camera sola. La collezione è partita da “quello di mezzo” (io sono l’ultimo dei tre), io osservavo dal basso dei miei dieci anni. La collezione era sua, ovvio, ed era tutti di vinili (non sto a perdere tempo su “oh quanto erano belli i vinili, oh quanta nostalgia”, si si erano belli ma occupavano anche tanto spazio, insomma per certi aspetti mi mancano ma per altri no ma andiamo avanti), per cui la collezione si è ingrandita grazie al Fratello Centrale (d’ora in poi lo  chiamerò così), io per altri 3/4 anni ho osservato, ascoltato ma non contribuito. Il Fratello Grande ha acquistato qualcosa nel suo anno di leva obbligatoria, da Fossano ogni tanto andava a fare delle piccole gite a Torino, il lato divertente è che era partito per i militari con delle cassette della PFM e ritornava a casa in licenza con Dark Continent dei Wall of Voodoo, doveva avere conosciuto qualche commilitone bello cazzuto, non c’è dubbio, perchè quando è passato al militeassolto il suo massimo era Fossati. Comunque sia il Fratello Grande avrà contribuito con 5 massimo 6 vinili in tutto.

Passano gli anni e inizio ad acquistare anche io. Inizio piano piano, poi mi faccio prendere, prendo le mie fisse con i generi musicali che incrocio con quelle di Fratello Centrale. Nasce “la collezione” che si sposta da un ripiano della libreria e si appoggia per terra, tra il letto e il muro. Si argina con due o tre cassette da frutta ed una ventina di di vinili nel ripianetto sotto il mobiletto dello “sterèo” (ampli luxman, casse bose, piatto thorens, puntina stanton e akg. tutto del 1979, tutto ancora funzionante, tutto da Fratello Medio). Qualche anno dopo arriva il Casette Deck Teac, le C90 vanno impilate in un ripiano improvvisato nell’angolo corto della camera. Il compact disc arriva nel periodo in cui il deck Teac inizia a fare le cose a metà, cioè il play lo accetta ma di riavvolgere non gliela fa più. Il compact disc costa 24 carte da mille, il vinile ne costa 15, non ricordo l’anno e non ricordo bene il primo che ho acquistato ma secondo me è John Mellencamp con “big daddy”, è del 1989 ed è un acquisto che negli anni successivi ho reputato riprorevole mentre lo ascoltavo di nascosto (per un periodo ho letto Dynamo e Il Buscadero. Monografie sui Minor Threat che alternavo con 20 pagine 20 sulla The Band).

Da quel momento si va avanti in parallelo su tre formati (cassette, vinili e cd) che riempiono spazi in metodologia “alla cazzo”. Ci si incazza tra di noi (con Fratello Medio) su robe che mancano, che non si trovano, “messe via” male, 2 vinili nella stessa busta, cassetta dentro altra portacassetta, cassetta con titolo ma sopra c’è altra roba. Era poi solo colpa mia, io ribattevo da moccioso del cazzo, perchè ero veramente un adolescente del cazzo: non compravo mai cassette nuove, Fratello Medio andava da Bait e Borghi di Bologna comprava 2 o 3 pacchi da 10 di C90 Sony CHF e io scroccavo. Quando non ce n’erano più prendevo qualche cassetta in ultima fila e “ci andavo sopra” senza dire niente e scrivere niente. Adesso mi merito mia figlia che mi prende due cd dalla collezione, li appoggia per terra (sul lato buono) e pattina sul gres porcellanato del soggiorno. Devo scontare questa pena e me la merito.

Arriva metà degli anni 90 e Fratello Medio mi fa dito medio: mette casa da solo e si deve dividere il tutto. Il 70% del vinile è suo per cui nessun problema. A questo viene aggiunto tutto il vinile che ho comprato io per rispetto e per ripagare la pazienza portata negli anni (ero già un pò meno testa di cazzo, insomma con il passare del tempo è un pò vero che si cambia). Le cassette: si sceglie liberamente (“la vuoi tu? la prendo io?”). Per i CD ha vinto la regola del “se io ricordo di averlo pagato io è mio” e non ci sono stati problemi. Da quel momento in avanti, sia da solo nella cameretta dai miei che con famiglia nella mia attuale casa, ho mantenuto solo cd con questa regola di ordinamento: in basso la musica “che incontra di meno i miei gusti attuali”, andando verso l’alto il gradimento migliora. Nessuna altra regola, solo il colpo d’occhio ed evitare accostamenti del cazzo o che possono scazzottarsi tra di loro, tipo che gli Stereo Mc’S sono in basso ma lontani dal John Cougar Mellencamp che sta sulla stessa fila, 3 ripianetti più a destra. Tutti quelle compile Trip Hop lontane dai Portishead visto che questi ultimi potrebbero offendersi. (Quando ho visto il film “Una Notte al Museo” ho ragionato su come mi ero già fatto un viaggio del genere anni prima). Ogni anno tiro fuori tutto, aspiro la polvere e rimetto in ordine, in basso quello che ascolto di meno per poi salire.

(Paolo Barbieri)

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