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Già che siam dietro a celebrare dei ventennali.

La prima volta che ho sentito Vulgar Display of Power è stato nel walkman di Checco durante un’occupazione. Stavano discutendo di qualcosa che a quel periodo sembrava incredibilmente importante, roba per cui avevamo fatto scioperi e striscioni e che ora non riesco a ricordare nemmeno, privatizzazioni, sponsorship, quelle merdate lì. Dice “senti qua” e mi suona in cuffia un pezzo che inizia con ONE TWO THREE FOUR urlato a squarciagola e finisce con lui che urla FUCKIN’ quattro volte e poi qualcosa tipo FUCKIN’ ON HEAVEN’S DOOR, che penso sia uno scherzo contro i GnR che avevano pubblicato la cover l’anno prima. Mi sta un po’ sul gozzo che prendano per il culo i Guns’n’Roses, ma Francesco li odia e quindi è possibilissimo. In qualsiasi caso mi faccio doppiare il disco e me lo ascolto spesso perché non ho poi tanti dischi da ascoltare. Un annetto dopo mollo il rock mainstream e mi butto sulle robe più pese, quel disco lì rimane nel mangianastri, la cassetta sembra un po’ sfaldarsi ad ogni ascolto, dai titoli scritti dietro imparo che in realtà quello che urla alla fine è il titolo del pezzo e cioè Fuckin’ Hostile. Il disco lo compro nel ’98, l’anno del mio primo lettore CD. La foto che sta dietro è tra le cinque-sei foto rock più belle di ogni tempo.

L’ultima volta che ho sentito Vulgar Display of Power è stata due mesi fa, all’incirca. Stavo sistemando dischi e ho messo su A New Level per sentire come suonava. Sono andato avanti una settimana a sentire solo Vulgar, come tutte le volte che lo ripesco, e succede spesso (parto sempre da New Level, manco Mouth For War facesse schifo). Vulgar compie vent’anni oggi: è stato inciso dai Pantera nella loro migliore formazione, che in un certo senso è l’unica: Rex Brown, Vinnie Paul, Dimebag Darrell, Phil Anselmo. Terry Date in cabina di regia, quel suono di chitarra assurdo. L’ultima volta che ho visto Checco è stata giovedì sera, abbiamo cura di berci una birra tutte le settimane, sempre nello stesso posto. Le birre in realtà sono quasi sempre tre. Ora passo da casa e lo metto nello stereo, c’è il sole, guido piano ma abbasso il finestrino. Phil Anselmo è il mio Bruce Springsteen, da allora e per sempre. Dedicherò idealmente l’inizio di Walk alla buonanima di Dimebag Darrell, tutta Fuckin’ on Heaven’s Door a Francesco detto Checco, che era in classe con me e quindi io mi son beccato un altro soprannome. Il resto del disco è dedicato a tutti quelli che hanno passato vent’anni interi ad ascoltarlo un numero di volte che definire imbarazzante è un puro e semplice eufemismo.

7 Risposte a “Già che siam dietro a celebrare dei ventennali.”

  1. Ti stavo aspettando, che al liceo circodato da metallari col chiodo lavato da mamma e gli Whitesnake nelle orecchie quel disco era l’unica arma pesa di difesa.

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