Tutta la vita è una grassa bugia // Le grandi falsità che si dicono sulla musica, parte I – nn. 1-5

All the truth in the world adds up to one big lie
(Bob Dylan)

1) Il rock non è morto, c’è ancora musica interessante e valida quanto quella del passato

Di tutte le schifose bugie ripetute allo sfinimento dagli appassionati di musica, ci sembra svettare sulle altre l’affermazione che, al giorno d’oggi, esca ancora musica degna dei classici del passato, contro i quali ci siamo tutti scagliati nella nostra troppo prolungata adolescenza.

Diciamoci la verità: è tutto falso. Quali dischi sono usciti negli ultimi dieci anni che abbiano avuto la stessa dirompente importanza* (sull’importanza: vedi n. 2) dei vecchi classici? Nessuno. Voglio sperperare: facciamo negli ultimi 15. Ok, Kid A. 20? Kid A, Nevermind, In Utero. New Adventures in Hi-Fi, Mellon Collie… Esageriamo, ci mettiamo anche qualche nome minore grunge (Pearl Jam), qualche piccolezza misconosciuta (D’Angelo, Slint)? Ecco una selezione di album usciti nel solo 1967: The Doors, omonimo; Rolling Stones, Between the Buttons, Miles Davis, Miles Smiles (gennaio); The Byrds, Younger Than Yesterday; Jefferson Airplane, Surrealistic Pillow (febbraio); Aretha Franklin, I Never Loved a Man the Way I Love You; The Velvet Underground & Nico, omonimo (marzo); John Coltrane, Expression; The Electric Prunes, omonimo; Nina Simone, Sings the Blues (aprile); The Jimi Hendrix Experience, Are You Experienced (maggio); The Beatles, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band; The Small Faces, omonimo (giugno); Pink Floyd, The Piper at the Gates of Dawn; Frank Zappa, Lumpy Gravy; Tim Buckley, Goodbye and Hello (agosto); The Beach Boys, Smiley Smile; The Kinks, Something Else; Captain Beefheart, Safe as Milk (settembre); Buffalo Springfield, Again; Nico, Chelsea Girl; Pearls Before Swine, One Nation Underground; Nina Simone, Silk & Soul (ottobre); Cream, Disraeli Gears; The Beatles, Magical Mystery Tour; Love, Forever Changes (novembre); The Jimi Hendrix Experience, Axis: Bold as Love; Rolling Stones, Their Satanic Majesties Request; The Beach Boys, Wild Honey; The Who, Sell Out; Bob Dylan, John Wesley Harding; Leonard Cohen; Songs of Leonard Cohen (dicembre).

Nello stesso anno sono usciti album inediti di Elvis, Stevie Wonder, Grateful Dead, David Bowie, Frank Sinatra, Roy Orbison, James Brown, Johnny Cash e Chuck Berry. Non ho voluto approfondire la questione jazz (oggi ci attacchiamo ai Supersilent). La lista, puramente esemplificativa, di cui sopra, prova insindacabilmente che quanto esce oggi è lo spettro di una traccia di una pallida imitazione dell’epoca in cui il rock ancora esisteva.

*2) La musica è importante. Quello che fanno i gruppi rock è importante.

D’accordo, non parliamo di importanza sul piano personale (per me sono rilevanti le cose fatte da dimenticati re assiri, ad esempio, e le feste che mi fa il mio cane quando torno a casa), ma quante volte, davvero, quello che ha suonato, scritto o detto un musicista ha in effetti avuto una qualche influenza sulla società? Quante volte, tra queste, c’era di mezzo la morte? Quanto questioni non legate alla musica? Vostra mamma sa chi è Kurt Cobain? E Marilyn Manson? La musica che dà senso alla vostra vita è pressoché irrilevante.

3) Hai abbastanza ragione, ma la musica è importante in quanto ha una qualche influenza su altra musica che ha una qualche influenza su quanto venuto dopo

Basterebbe il devastante trittico in sequenza innegabilmente diretta Dr. John -> Tom Waits -> Capossela per mostrare che il gioco delle influenze è in effetti un disfacimento. Ma, se questo non basta, aggiungete pure Mannarino alla catena. E, se non basta ancora, fottetevi! Davvero, ragazzi: vedete qualche merito nel fatto che i Velvet Underground abbiano influenzato i Sonic Youth e i Sonic Youth i Liars e i Liars alcuni gruppi della provincia italiana? E, se avessero saputo dei Mars Volta, i Can avrebbero forse continuato a suonare? Ok, i Can hanno saputo dei Mars Volta, e li hanno apprezzati: ma erano vecchi, e drogati, e in ogni caso, c’è bisogno di aggiungere qualcosa a Halleluwah? Se potessi tornare indietro nel tempo, e scegliere una persona una da uccidere, tra Hitler, Stalin ed Ivan il Terribile sceglierei senz’altro Neil Young, in sostanza primo colpevole – con le sue stonature e le chitarre rozze – dei Pavement, a loro volta condannabili per tutto l’indie rock, ossia per tutti quelli che, dei Pavement, hanno colto solo il: “wow, ma allora si può anche non saper suonare!”, e da lì il diluvio. L’influenza più devastante della storia della musica, e la seconda peggiore della storia dell’arte (Fellini e il cinema non si battono; manco Warhol ha fatto peggio). Amate dire, citando chissà chi, che in pochi hanno comprato l’esordio dei Velvet Underground, ma tutti quei pochi hanno formato un gruppo. Ed ecco il più grande demerito di Lou Reed.

4) Scaricare dischi si può ed è bello

No, è vietato dalla legge ed è abbrutente, e

4b) Scaricare dischi è uguale a comprarli

Voi ragazzini di merda mi fate girare i coglioni come nessun altro. Il tempo cambia, le persone cambiano: ma voialtri illetterati nativi digitali, nativi nel senso di indigeni, ossia negri, e con la sveglia (rotta) al collo, non mi convincerete mai che nelle vostre radioline in streaming ci sia la stessa raggiante virtù di un giradischi, o lettore cd, mi accontento, che riempie di Altri Valori il grigiore della vostra casa e, rompendo i coglioni ai vostri vicini, uccide il dolore, con Coltrane ®. Ho scaricato dischi quando ero stupido, e quando sono arrivato a un milione di dischi – mai ascoltati – li ho cancellati tutti, e con cinquanta euro ho comprato quelli usciti nel ’67 (v. punto 1). D’accordo, potreste obiettare, ma vuoi che non valutiamo i dischi prima di comprarli?, e la risposta è no, illiberali pirati dei caraibi – non Johnny Depp, ma quelli veri, brutti e somali e sparati dai marò -, perché al ristorante si paga anche se la pasta era scotta. L’unica vera alternativa che esiste a comprare un disco dei Pontiak è non comprare un disco dei Pontiak, l’unica alternativa, intendo, che sia logica ed etica, voi illogici seguitori di Croce (complimentone: probabilmente, l’unico libro che abbiate mai comprato è Bananas di Travaglio, e manco l’avete finito – o lo avete scaricato?), amorali spettatori di Santoro, usufruttuari di megaupload, emule, library e correi dei loro disonesti guadagni; siete come le scimmie di Gibilterra, ladre di patatine, ma molto peggio, in quanto primati non innocenti: siete leghisti, siete lusi, siete gli affamatori dell’editoria e i ributtanti ladri dei poveri, siete scippatori da autobus, tassisti che modificano il tassametro, feccia mp3. Spazzatura scaricata da internet, senza manco il sacchetto nero.

5) La musica rumorista e d’avanguardia e non basata su canzoni è meglio di quella basata su canzoni

Se Nick Cave nei suoi primi tre dischi non avesse messo delle cover, in quei dischi non ci sarebbe neanche un pezzo. Ok, vi faccio passare Tupelo, anche se non è vero. Ciò che è vero è che quando vado all’Init ed è pieno di ragazze che fanno ondeggiare la testa al non-ritmo del frastuono più atroce, assumo ciò come prova (le donne non capiscono di musica) che tutta la questione del noise riguarda aggregazione giovanile, accoppiamento, forse, senz’altro estetica di borgata (quei borgatari estromessi dal branco, intendo) o universitaria, ma non ha niente e ancora niente a che fare con la musica. When I feel so broke up/I wanna go home. Che poi questa gente finga di apprezzare anche i Pere Ubu, bè, è appunto una finta: buttano tutto nel mucchio del rumore, e si aggregano nelle pretestuose occasioni dei concerti. Ed ecco spiegato il perché di certi dischi hardcore, o dei side-projects di Alec Empire: sono solo pretesti e bugie. Il noise è un pretesto, ed è una bugia.

La seconda parte di questo astuto saggio sarà pubblicata non si sa quando, forse mai

65 thoughts on “Tutta la vita è una grassa bugia // Le grandi falsità che si dicono sulla musica, parte I – nn. 1-5

  1. Ma per fare un discorso del genere bisognerebbe aspettare il nuovo degli swans (lòlno). Non ascolto dad rock e tutti quei dischi del 67 li ho comperati al marco-polo a 15 anni quando leggevo ondarock, poi ho smesso. Non so se è un bene comunque.

  2. Accetto la definizione solo se la stessa è nel senso che Gesù Cristo è sempre meglio di Travaglio, altrimenti la derubricherò come insensata

  3. Bon Iver è molto giù nella catena che parte da Neil Young e va a finire in merda già dal 1993 circa

  4. Bè, ti stai semplicemente perdendo la musica (il che non so se è un bene, in effetti, ma tendenzialmente sì)

  5. Ma semplicemente non mi va di scoparmi una della generzione 47, preferisco una dell’87: esattamente come per la musica.

  6. sì ma diocristo gli interpol e poi mettiamoci pure a citare il garage pop altezza 2002 e a fare la gara a chi ce l’ha più piccolo, che ormai gli smartphone hanno deciso essere inutile anche per i cellulari.

  7. comunque a me i pavement sembravano tecnicamente preparatissimi, tanto per dare l’idea.

    ah, i liars fanno cacarissimo, ci tenevo a dire la mia a riguardo.

  8. Non ho capito un cazzo di ciò che hai scritto (ti esprimi come un bonobo), ma ci tengo a precisare che ritengo gli Interpol un gruppetto senza valore, sebbene i pezzi NYC e il primo di Antics sono le uniche due cose al mondo che mi facciano piangere insieme ad alcune pagine scelte del Dottor Zivago

  9. Però nel ’67 citare Miles Davis non va bene, per il semplice fatto che si parla di rock, musica che lui non faceva. E poi la storia dell’etica nella musica ha rotto il cazzo. La musica è roba che suona, l’etica non c’entra un cazzo, è robbba da sparapose.

  10. Ok, togli Miles Davis, non cambia un cazzo. Comunque se si toglie il non-rock dal discorso tipo togliamo di mezzo tipo il 50% dei dischi rilevanti dal 1995 in avanti (Aphex Twin, Radiohead – Kid A, ecc.). E poi è molto relativo dire che il quintetto elettrico di Miles Davis non facesse rock.

    Invece la tua ultima frase è completamente insensata, è come dire, l’etica non c’entra con l’omicidio, l’omicidio è robba de cortello

  11. Interessante, ma non tutto ciò che dici è vero.
    Se la pasta è scotta al ristorante, io la mando indietro.
    Se il vino sa di tappo, lo mando indietro.

    Fai bene a comprare musica del 67, quella sai che è buona già a prescindere.
    Io invece ho deciso di non ascoltare altro che la musica dell’anno in cui vivo, scarico un fottio e compro un fottio, dopo aver ascoltato.

    E lo dico da musicista che la sua musica la regala da quasi dieci anni ormai.

  12. diciamo che su molte cose sono d’accordo, ma se ritieni Kid A l’unica cosa di fondamentale accaduta nel rock (progressive compreso, immagino) negli ultimi 15 anni, vuol dire che parliamo di due rock differenti. Non mi va di iniziare discorsi in merito a questo tipo di argomenti e con questo tipo di persone (non è un’offesa: è che ti vedo molto assertivo quindi ognuno rimarrebbe comunque delle proprie opinioni), quindi mi permetto di non abilitare le notifiche di nuovi commenti e di salutarti fin d’ora

  13. Mica è sbagliato regalare la musica o qualunque cosa si faccia, e ok, l’esempio del ristorante – come mi hai mostrato – non era felice. Boh, credo che il senso si capisse, trova tu un esempio migliore, non so: quando un film al cinema è brutto dopo chiedi indietro i soldi? Paghi solo se ti va? Ma nemmeno questo è esatto: il punto è incredibilmente semplice, troppo semplice, talmente semplice che se lo si prova a spiegare ne vengono fuori strane teorie illogiche. Succede anche a me, eviterei.

    Lavoro in una casa editrice, un paio di anni fa abbiamo avuto il culo di pubblicare un libro il cui autore ha vinto il nobel pochi giorni prima dell’uscita: qualcuno ha pensato bene di metterlo in pdf on-line, e il libro ha avuto 287 copie vendute contro, se non ricordo male, 5600 download. In culo a me, tra le altre cose.

  14. Ma no, non è vero, sono praticamente l’unica persona che ammette di sbagliare se gli viene mostrato. Quindi sei il benvenuto! Sono assertivo con chi dice cazzate, quindi perché dovrei dialogarci?, e in genere il mio tono è abbastanza ironico.

    Non credo in effetti se Kid A o gli altri che ho detto siano gli unici usciti, non ci ho riflettuto a lungo, ma il punto che credo sia difficilmente contestabile sia trovare, in questi 10 o 15 anni, altrettanti dischi altrettanto rilevanti di quelli usciti nella non meglio definita “età dell’oro” (inutilmente accademico sarebbe dare definizioni: siamo su Bastonate, famo a capisse, non è importante se l’epoca dei classici sia finita il 7 marzo del ’71 o il 45 ottembre del 2006). E fai caso al fatto che ho citato un solo anno, cioè, un solo, singolo anno!

    Poi – è discutibile, ma sono abbastanza convinto della mia opinione – secondo me è importante valutare le cose grossomodo nello stesso campo di azione, ossia il mainstream o perlomeno il decentemente distribuito e riconosciuto a livello mondiale. Fallibile e parziale come tutti gli assunti, ma sai, penso che “There’s no Michelangelo coming from Pittsburgh”, per dirla con Andy Warhol nelle parole di Lou Reed! 😉

    Anche perché, se cominciassimo a mettere dentro tra i “fondamentali” di oggi gruppi come/del livello di – a caso – Oneida o Liars, allora negli anni ’60 – sempre per dire – dovremmo considerare anche tutte le varie “Nuggets”, giusto? Tutte le avanguardie minori, le cose tipo la ESP, il free-jazz meno noto (Clifford Brown, Leo Smith…). Sarei felice di essere smentito perché vorrebbe dire che mi sono davvero perso qualcosa.

  15. MA nel ’67 il quintetto elettrico non esisteva, visto che la prima elettrificazione avviene l’anno dopo con Miles In The Sky. E più che rock tende al funk.

    Ed è vero, chi se ne frega dell’etica nella musica? Mica è un modo di vivere, è roba che suona. Il discorso di scaricare/comprare è lo stesso discorso di non rubare la roba. Io non rubo la roba e compro i dischi. Ma fine del discorso, questa “etica della musica” mi fa venire in mente i metallari che “il metal non è solo musica è uno stile di vita” e poi non sanno spiegarti quale sia questo stile di vita.

  16. Secondo me il tuo discorso fila liscissimo in una direzione ben precisa, su cui concordo al 100%. Il rock culturalmente, oggi, conta meno, ma molto molto infinitamente meno che nell’epoca d’oro.

    A livello di immaginario collettivo la rock star in grado di guadagnarsi i titoli sui giornali, la mega-esposizione in radio o in tv e via dicendo ad oggi non esiste… c’è lady gaga, ma ve li vedete thurston moore o chris spencer al telegiornale delle 8? dai, non scherziamo.

    Il pezzo “rock” che ho sentito più spesso in radio ultimamente è gold on the ceiling dei black keys, un gruppo che mi piace da morire da anni, ma chi cazzo sa che il cantante dei BK si chiama Dan Auerbach, che ha fatto uscire tempo fa un disco solista, che i BK sono solo un duo e gli altri che ti capita di vedere dal vivo son turnisti, etc etc etc? Io, qualche altro pirla e chi legge pitchfork.

    Quindi ashredapilcazzononpoteviscegliereunnomepiùfacile hai ragione da vendere, se, da quel che ho capito il tuo punto è “il rock non ha più la rilevanza di una volta” e non “il rock di oggi fa schifo musicalmente parlando”.

  17. Però Clifford Brown il free-jazz non l’ha mai suonato, visto che è morto prima che il free-jazz emettesse i primi vagiti. Clifford Brown era peraltro un musicista hard bop perfettamente mainstream al tempo, ed è stato forse il singolo trombettista più influente e determinante per lo sviluppo dello strumento dalla metà degli anni ’50 ad oggi. Insomma, non lo ridurrei ad una piccola gemma per collezionisti, visto che chiunque frequenti il jazz lo vede come una figura di grande importanza. E’ che il genere chi arriva al jazz venendo dal rock si piglia questa trambata col free-jazz e lì resta, senza andare avanti o indietro, senza considerare che il free-jazz stesso è ormai morto e i suoi insegnamenti sono stati ampiamente metabolizzati e fanno parte del continuum del jazz nel suo complesso.

  18. Ok su Miles

    Per il resto: il mio discorso riguarda esattamente la questione dello scaricare/rubare, dell’etica legata in altro modo alla musica non solo non ho parlato, ma non ho manco idea di che cosa possa essere

  19. Hai ragione, Clifford Brown è un mio clamoroso lapsus per Clifford THORNTON – Tutto sommato forse si capiva, visto che ho scritto qualcosa che suona come “Musicisti minori tipo Louis Armstrong” – Vabbè, ci siamo capiti

    Il resto del tuo discorso può essere vero o falso o un po’ vero e un po’ falso ma credo non c’entri

  20. Sì ma mi pare una cazzata dare la colpa ai VU e a Young di tutti i gruppi demmerda usciti negli ultimi 20 anni, la colpa va data ai gruppetti senza talento che hanno intasato il mercato…gli imbecilli un modo per sfangarla lo trovano sempre, se non ci fossero stati loro magari si sarebbero attaccati a, chessò, i Grateful Dead e adesso avremmo undicimila gruppi clone dei Phish. Ragionando così dovremmo andare indietro nel tempo fino a Robert Johnson e ammazzarlo prima che arrivi a quel crocevia col diavolo 😀 ci tengo comunque a dire che hai fatto discorsi molto interessanti!

  21. “Il rock culturalmente, oggi, conta meno, ma molto molto infinitamente meno che nell’epoca d’oro.” Esattamente. E’ un male? Mah, secondo me no. Sull’ultimo post del mio blogbs, che ho scritto proprio ieri, parlo proprio di questo, in qualche modo.

  22. Quella era una battuta, con un piccolo fondo di verità – ossia che ci sono alcune cose che generano tendenzialmente imitatori peggiori di altre. Non so perché, forse perché si tratta di cose apparentemente facili da imitare, o forse, più precisamente, che è relativamente semplice imitare in modo puramente formale.

    Per dire: per imitare Coltrane devi necessariamente studiare musica e applicarti; per imitare Broetzmann, magari pensi “wow, allora posso fa’ solo casino cor sassofono e viè bene uguale!”

    Accennavo a Fellini: quanti cloni di Fellini, nel senso di gente che ha pensato “ci metto la donna baffuta, il cannone da circo, invento una storia strampalata = faccio arte!” abbiamo subito e subiamo? Per dire, imitare Scorsese è già più difficile, ha un aspetto formale, credo, molto difficilmente imitabile.

  23. voglio solo dirvi che MI FATE SCHIFO, non tutti, dico alcuni di voi che hanno una chiara idea sia sul miles davis del ’67 che su quello del ’74. un’altra cosa che MI FA SCHIFO è pensare che qualcuno usi impunemente la parola JAZZ sul mio blog come se ne sapesse qualcosa, cosa che evidentemente no altrimenti sarebbe su http://www.borguez.com o non so che altro a commentare il cosmo e la figa (tipo io mi ci linko periodicamente, scarico robe e poi fingo conoscenza per impressionare le ragazze e i graphic designer. ora non salti fuori che bastonate è letto anche da ragazze e graphic designer). E l’ultima cosa è che l’etica nella musica è LA COSA. io molto francamente preferirei chiudermi mentalmente a riccio, menarla con la militanza e avere a che fare con i blind guardian piuttosto che avere guilty pleasures e cultura generale ed avere tre minuti di fotta alla notizia che c’è un tributo indie agli 883 in download gratuito su rockit. per dire.

  24. Due cose che non sai:
    1) Sono una ragazza e un graphic designer
    2) JAZZ

    Oh, comunque io te l’ho sempre detto che era un errore farmi scrivere, è stato come arruolare Churchill nel partito comunista sovietico

    PS Questo post è pertanto la prova che il tuo blog si anima solo quando si parla di questioni class-rock bolse e noiose

  25. M’importa un cazzo, io pur sapendo tutte queste cose e leggendo bastonate e il cosmo e la merda etc etc w gli Zeke che “Kicked in the teeth” è la ragione per cui la musica esiste. E dio majale.

  26. “Per il resto: il mio discorso riguarda esattamente la questione dello scaricare/rubare, dell’etica legata in altro modo alla musica non solo non ho parlato, ma non ho manco idea di che cosa possa essere”.

    Ok, allora siamo d’accordo pure qui.

  27. Appena ci vediamo a londra io e te dobbiamo fare una bella chiacchierata, ho un paio di cose da dirti. Quando siamo usciti dagli arcimboldi 4 anni fa non eri dello stesso parere. Dovresti vergognarti, la tua visione retrofuturista della musica è quanto di più sbagliato e concettualmente vecchio possa esistere. Studia la storia davvero invece di sparare stronzatone a nastro. STUDIA.

  28. Mortacci tua

    La mia multiforme personalità in costante evoluzione è foriera di novità e opinioni sempre cangianti. Perché, cosa sostenevo quattro anni fa oltre al fatto che Neil Young era il signore iddio?

    Che nome è Gallarate mon amour!? Milan merda.

  29. Così era per rendere omaggio alla ridente brianza. Avevamo discusso della sua influenza ed importanza, non della sua rilevanza negativa. Sputare sui pavement poi, bah. Insomma FREGNACCIARO!

  30. “Istituto luce al neon” ti squalifica per sempre come indie

    Mi pare che ti ho anche regalato Love Cry… Fatica sprecata

  31. Infatti tu non sai della a nuova deriva Hipster.
    Love Cry è la assieme a tutti glia ltri dischi Jazz che mi hai fatto inizire ad amare tu.
    Quindi, dopo questa parentesi strappa lacrime, tornatene dalla fogna da cui sei venuto.

    Io sono in un hotel molto carino vicino all’alexandra palace, ti aspetto per il the delle cinque.

  32. Vicino all’Alexandra Palace? A pulciaro de periferia! Io con la mia signora andiamo in un hotel a un milione di stelle a Soho, tipo

    HO FATTO I SORDI

  33. Due robe:
    1- La storia dei dischi d’una volta lascia il tempo che trova come tutti i discorsi basati sullo “stavamo meglio prima”. Io vivo convincto che tutto ciò che è stato prima e dopo gli anni novanta sia il male, ma son conscio di essere un po’ limitato.
    Dipende come misuri l’impatto. L’impatto dei Finley (sostituisci con nome a caso) su un’intera generazione nata quindici anni dopo di me è devastante. L’impatto di Vasco su come viene concepita la musica nel nostro paese pure. Ma nessuno di questi due prodotti vale sta discussione.
    2- Scaricare è brutto e via dicendo. Sono d’accordo. Qualcuno però dovrebbe anche smettere di far incidere dischi a chi cazzo capita come e quando cazzo capita, a sto punto. Perchè se nel negozio di dischi (RIP) il disco da comprare è sepolto in mezzo a centomila merdate, statisticamente non lo comprerò mai, perchè al quarto acquisto-merda smetto di provare a trovarlo e morissero tutti.
    Siccome però sono anche per la possibilità di ascoltare quello che si vuole, indipendentemente dalla “qualità” (mi piace ascoltare merda), preferisco un sistema che faccia pubblicare tutti e comprare tutti, sistema che si basa sull’ascolto preventivo.
    Volendo entrare nello specifico del tuo discorso: i 5600 download del libro non sarebbero MAI stati 5600 acquisti. Ad andar bene arrivavi a 300 invece che 287.

  34. Ok, 5600 download non sarebbero stati 5600 acquisti, ma credo che tu sia un po’ troppo ottimista

    Diciamo che 700/1000 copie ce le aspettavamo, ecco

    Sul tuo punto 1 non ho osservazioni particolari

    Sul punto 2, credo che tu sia ottimista, ancora una volta. La gente non scarica perché è esasperata dalla musica brutta, ma semplicemente perché è facile e indolore, e a nessuno frega un cazzo delle conseguenze. Anche perché lo stesso principio “Miles Davis lo compro/I Pontiak li sento prima” di per sé non significa un cazzo, capisco il meccanismo mentale ma lo trovo ugualmente indifendibile.

    Sto guardando una serie tv scaricata in questi giorni: perché, per come, per quale profonda ideologia di rivolta o credo religioso? Nun me va de pagà, ecco tutto!

    Sono troppo severo con me stesso: compro dvd perché vedo molto raramente film e serie tv, in questo caso il dvd non esista e non credo esisterà mai. Tuttavia, ammetto anche che lo avrei comprato perché sono pigro, non pezzente di indole, e comprarlo mi costa meno fatica che cercare i sottotitoli in lunghe notti insonni. Tuttavia, è ovvio che se volessi vedere un film diverso al giorno probabilmente non li acquisterei. Perché? Perché nun vojo pagà!

  35. Io amo le comodità e stare a 100 mt da alexandra palace è una comodità. Sono contento che tu sia diventato ricco. Tanto Mario Monti arriva pure per te.

  36. Il problema dello scaricare la musica è già stato risolto definitivamente in questa sede con: “Deve esserci stato un giorno, alla fine del medioevo, in cui anche l’ultimo negozio di spade ha chiuso”

  37. Diciamo che quando al cinema ci sono cinquecento film da vedere mensilmente forse il modo migliore per fare disaffezionare il pubblico al media “cinema ” è proprio far pagare il biglietto ad ogni entrata.
    Quando la scelta è ampia, il rischio è che diventi troppa e che, quindi, la maggioranza delle persone scelga di non scegliere. Il discorso non può perciò esser banalizzato a “voi teenager di merda avete ucciso un mercato” ma vanno trovate tutte le cause della rovina.

  38. Mettiamola così: se da domani impedisci il download restano troppi dischi perchè io possa comprare senza portare a casa una schifezza. Sia questo il disco di una band mai sentita prima, come il disco della band che seguo da vent’anni. Quando ero al liceo non avevo internet, non scaricavo un cazzo, ma tutti i gruppi che ho “scoperto” arrivavano da cassette copiate da compagni di classe e annessi fratelli maggiori.
    Non è che tredicenne sono andato una mattina al mio negozietto dietro casa chiedendo di Molella e, siccome era finito, ho comprato i nofx. La cultura e la passione te le fai potendo permetterti di sbagliare qualche scelta, che per un ragazzino equivale a non dover buttare 20 euro ogni volta che gli prude di ascoltare un disco che non conosce.
    Per dire.

  39. il che non toglie che il passaggio dalla spada alla carabina ha reso l’uomo una fighetta senza talento e mestiere in balia degli orsi bruni, che l’umanità ha dovuto sterminare preventivamente o mettere in cattività per evitare che ci aggredissero e prendessero il comando. qualcosa di analogo è successo con la reunion dei refused.

  40. OH DAVVERO, KID A? Cioè, meno male che non ci sono più i classici, allora… CAZZO COSA MI TOCCA LEGGERE.
    Kid A è un classico.
    Dioporco.
    Odio il rock, tantissimo.

  41. no, tranquillo. cioè a parte ok computer e l’ultimo e l’esordio dei metallica che paradossalmente è sempre un disco dei radiohead.

  42. Ok, te la spiego: se Kid A è un disco classico del rock, meno male che non ci sono più i classici e odio il rock.
    Got it?
    Perché vi lamentate di una cosa bellissima come la morte della musica, io proprio non lo so.

  43. Ma i classici del rock esistono e sono tali ben aldilà e malgrado le tue sarcastiche convinzioni

  44. in merito al download la penso esattamente come te, quindi: merda e piscio su chi scarica. Sulla musica post 67 invece ed ovviamente no. Perché ci sarebbe tutto il discorso sui tempi di fruibilità di un disco – notevolmente ridotta rispetto solo a 15 anni fa – che è la causa principale del minor impatto che esso ha sul pubblico, e di conseguenza sulla percezione che esso ha – il pubblico – della rilevanza di un’opera contemporanea rispetto ad una “classica”. La sensazione è che al giorno d’oggi esistano più musicisti che fruitori; nei ’60 c’erano 1/10 degli artisti presenti sul mercato oggi, ergo: meno dischi, più tempo per fruirne, più tempo per apprezzare i capolavori. Oggi è tutto relegato nell’underground, nel mondo “indie”; i capolavori escono, ma sono sommersi dalla innumerevole merda che li accompagna e dall’indifferenza del pubblico beceramente scaricante che distrattamente li ascolta e poi passa ad altro. Sono cambiati i tempi ed i modi d’ascolto e con essi il tempo di vita di un disco. Il tuo mi sembra il luogo comune del luogo comune, oppure una semplice provocazione ad hoc per i coglioni come me che a mezzanotte di mercoledi/giovedi non hanno di meglio da fare che cascarci. E comunque, tra il luogo comune “il rock è morto dopo il 67” e “ma no, il rock non è morto” preferisco il secondo: che per me il 7″ degli Indian Wars e le fusa del mio gatto sono tanto tanto importanti. E st’aria da hipster scazzati di tutto e tutti m’ha cacato lu cazzo. Ah, e a vedere all’Init un grande come Mark Sultan c’ero solo io, boia della madonna.

  45. O meglio: c’è tanta bella musica in giro, smetti di lagnarti che è una cosa da hipster in fissa con l’autenticità, il vintage e il quando c’era lui (kurt cobain). Non si possono fare certi discorsi e contemporaneamente rivalutare gli 883 in quanto TRVE, a meno di essere… com’è quella parola… hipster!

  46. Sintesi del post: ‘Una volta qui era tutta campagna, ho fatto quattro guerre, il buongiorno si vede dal mattino, non posso scoparmi le sedicenni perchè data la mia età è illegale, comincio a fare cilecca, ormai i doposbronza mi durano due settimane, l’erba del vicino ha le cime più grandi, se ti scarichi un cd sei uno stronzo se ti capiavi le cassettine ah bei tempi quello era figo’

  47. Basta co sto hipster, basta! Non so cosa cazzo voglia dire, quando ho smesso di ascoltare la musica ancora non si usava questo termine!

    Tra l’altro la mia tesi (ammesso che tu abbia ragione su quel discorso numerico che fai: oggettivamente non so se è così o meno, o QUANTO sia così) è che se si toglie il piccolo dettaglio del successo e della diffusione e dell’impatto e della mitologia, non resta molto. Non ci sono rivoluzionari senza la rivoluzione (Trotskij). I Fugazi non sono Hendrix, i Fugazi non sono neanche i Nirvana, e la cosa peggiore è che i Black Lips non sono manco i Fugazi.

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