Lista probabile dei dieci pezzi più belli usciti negli anni novanta.

Qualche settimana fa NME ha pubblicato una lista delle migliori cento canzoni degli anni novanta. Non è la miglior lista possibile, comunque ha dato lo spunto per farne qualcuna tra noialtri. E quindi oggi e nei prossimi giorni vi potrebbe capitare di trovarne nei blog di musica: i nostri dieci pezzi preferiti degli anni novanta secondo una logica che cambia di volta in volta e con due uniche regole fondamentale, cioè DIECI e usciti negli anni novanta.

UNSANE – THIS PLAN (da OCCUPATIONAL HAZARD, Relapse 1998)
Primo posto fisso: gli Unsane del loro disco più metal, mamma sta tirando pugni alla porta chiusa a chiave urlando di abbassare il volume, io sto pensando alla sofferenza umana, stringo il pisello barzotto e sono a un passo dall’orgasmo. Fazzolettini sulla destra. Forse è successo mercoledì scorso.

BRUTAL TRUTH – PREY (da SOUNDS OF THE ANIMAL KINGDOM, Relapse 1997)
Non ho mai pubblicato il MATTONI che avevo in mente su questo pezzo, sembrerebbe. Comunque è un campione preso a caso da un’altra traccia del disco (Average People) in cui Kevin Sharp urla PREY su un riff di chitarra stortissimo. Il campione viene ripetuto pari pari per qualcosa come ventidue minuti e sgretolato progressivamente dal mixaggio fino a che diventa sostanzialmente un pattern di rumore bianco. Dispiace quasi che esista una parte di disco non composta da Prey che toglie minutaggio a Prey.

SHELLAC – DIDN’T WE DESERVE A LOOK AT YOU THE WAY YOU REALLY ARE? (da TERRAFORM, Touch&Go 1998)
L’unica cosa sicura è che avrei messo un pezzo da At Action Park, ma credo che questa nel complesso sia più adatta allo scopo generale che è quello di celebrare il fatto che noi siamo diversi da voi e che Bob Weston può tirarla lunga con quelle due note per il doppio del tempo senza farcela pesare manco un pochetto.

EARTH – TEETH OF LIONS RULE THE DIVINE (da EARTH2, Sub Pop 1993)
Ventisette minuti col cazzo dritto. Li metto a rappresentare tutto il grunge col pezzo meno grunge della storia della musica non grunge.

RED HOUSE PAINTERS – KATY SONG (da RED HOUSE PAINTERS, 1993)
In realtà a questo punto avrei voluto piazzare una cosa tipo degli 883, però che palle questa cosa dell’eterno ritorno degli 883, quindi avrei messo Nikki – L’Ultimo Bicchiere ma non sarebbe andata a buon fine e quindi mettiamo un corrispondente americano di quello stesso genere di rimpianto e decadenza senza voler andare a scomodare i Dinosaur Jr per il solo motivo che insomma, boh. E poi mentre stavo a compilare la lista mi sono trovato nel sito di Billy Anderson e pare che ‘sto disco qui dei Red House Painters l’abbia registrato lui tra una fangata sludge metal ingestibile e l’altra. Appena lo trovo originale chiedo conferma.

MELVINS – BORIS (da BULLHEAD, 1991)
I Boris si chiamano Boris per via di un pezzo dei Melvins che suona tipo i Boris, almeno credo. A celebrazione di tutto quel che è giusto e importante celebrare nella musica che ci piace a noi. Tra poco esce il disco nuovo, sai che novità.

COWS – SEXY PEE STORY (da SEXY PEE STORY, AmRep 1993)
A questo punto mi sembra abbastanza giusto continuare a non inserire canzoni rap o elettronica o italiani sbarazzini o italiani suicidi o niente del genere, continuo piuttosto a menare il can per l’aia, pagare il tributo ad AmRep come miglior etichetta di sempre e vaffanculo.

SOCIAL DISTORTION – DEAR LOVER (da WHITE LIGHT WHITE HEAT WHITE TRASH, Epic 1996)
La prima traccia di quello che forse è ancora il loro miglior disco e/o la massima espressione della cafonaggine romantica da uomo vissuto di Mike Ness. La regola fondamentale per la prima volta è che bisogna avere un volume altissimo in cuffia e abbastanza tempo per potersi sentire tutto il disco senza interruzioni.

PANTERA – FUCKIN’ HOSTILE (da VULGAR DISPLAY OF POWER, Atco 1992)
Che all’inizio pensavo dicesse Fuckin’ on heaven’s door e fosse uno spoof dei GnR, lunga storia, un po’ l’ho già raccontata, ma qui ci sta dentro soprattutto per via del pezzo, ecco.

THE GET UP KIDS – HOLIDAY (da SOMETHING TO WRITE HOME ABOUT, Epitaph 1999)
La fidanzatina mi ha lasciato e sto chiuso in cameretta a mangiare la cioccolata. Tredici anni dopo sei un obeso, ma come prezzo è abbastanza equo.

ALTROVE:
musica noiosa
junkiepop
infetta

 

15 thoughts on “Lista probabile dei dieci pezzi più belli usciti negli anni novanta.

  1. ma come, nessuno ha ancora fatto partire un flame epico? nessuno ha ancora postato la propria lista?

    comunque 10 son davvero troppo pochi, dai, c’è il rischio che gli hipster si deprimano perché in soli 10 pezzi non riescono a dimostrare tutta la propria cultura musicale e la propria ironia.

  2. ma il bello è che devi ridurre il campo per forza, tipo niente rap altrimenti son già venti e niente elettronica altrimenti vai a trenta o almeno a venti tra rap ed elettronica. e poi niente chitarrine demmerda e niente questo e quello.

    • ma infatti è da ieri che ci penso e la lista più corta che m’è venuta è di 20 e mi fa sembrare un adolescente brufoloso sfigato depresso e un po’ smieloso (esattamente quello che ero negli anni 90).

  3. Pingback: Dieci pezzi degli anni Novanta, ovvero Tanto alla fine vince Vasco | musicanoiosa

  4. Rammstein-Sehnsucht (Sehnsucht, 1997)

    Korn-A.D.I.D.A.S. (Life is peachy, 1996)

    Marilyn Manson-The beatiful people (Antichrist Superstar, 1996)

    Him-The heartless (Greatest lovesongs vol. 666, 1997)

    Death SS-The serpent rainbow (Do what thou wilt, 1997)

    Vasaria-Raven sky (Vasaria, 1997)

    Type 0 Negative-My girlfriend’s girlfriend (October rust, 1996)

    Christian Death-She never woke up (Pornographic Messiah, 1999)

    Moonspell-Abysmo (Sin/Pecado, 1998)

    Anathema-One last goodbye (Judgement, 1999)

    Sono usciti tutti più o meno nel 97/98, ovvero quando ho iniziato ad ascoltare un certo tipo di musica. Poi c’è stato un decennio di morte e devastazione totale in campo musicale e spero che tra dieci anni nessuno faccia questo tipo di liste per gli anni appena passati.

  5. Pingback: Ten – dieci pezzi sparsi | :: tostoini.it ::

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