IL LISTONE DEL MARTEDÌ: i dieci gruppi/artisti/pensatori/cazzismi peggio rovinati dalla loro fanbase.

Con questo pezzo inauguriamo quella che vorremmo essere una specie di rubrica fissa del martedì, nella quale buttiamo su una lista di dieci nomi ad argomento musica e derivati, a volte mettendoci persino uno spiegone, non necessariamente come questo. Accettiamo richieste, tanto non ce le mandate.

La prima lista della lista riguarda artisti che non necessariamente odiamo, anzi in molti casi adoriamo in segreto, ma dei quali NON PARLIAMO MAI in termini positivi per paura di venire considerati dei loro fan. La lista verrà spezzata in due tronconi, il secondo dei quali se vi va grassa arriva domani.

ANDREA PAZIENZA

Che poi è il motivo per cui oggi c’è questa lista: qualche giorno fa è stato l’anniversario della morte e Valerio Mattioli ha scritto un articolo anti-Pazienza su Vice, in seguito al quale sono usciti fuori i ratti del TE NON CAPISCI UN CAZZO DEI FUMETTI E DELLA VITA E DEL PAZ. IL PAZ è l’equivalente fumettistico di quello che mi rappresenta IL FABER in musica, vale a dire che per prima cosa il fanatismo nei suoi confronti è figlio di un disperatissimo senso di appartenenza non si sa bene a cosa -probabilmente a due generazioni (’68 e ’77) da cui grazie a dio ci siam dovuti chiamar fuori perchè i protagonisti delle generazioni di cui sopra ora stanno abbarbicati a delle cattedre di discipline inesistenti tipo semiotica della gestione emotiva del nulla e da lì sopra mollano i loro diciannove _e sono pure generoso_ con cui ti massacrano una media del 23 ottenuta sudando grosso su libri di cose esistenti e concrete come il diritto internazionale- e seconda cosa i suoi fan tendono a parlare a sproposito e a chiudersi a riccio ogni volta che piove qualcosa contro AL PAZ, il che tutto sommato succede sempre troppo poco spesso. e purtroppo c’è tutto questo bagaglio culturale aggregato per cui IL PAZ sembra sempre bastare a se stesso al punto che la maggior parte della sua fanbase lo considera il più grande artista di fumetti di ogni tempo con la mano destra mentre con la sinistra schifa e schiva i fumetti ad ogni passo. cioè in altre parole NOI lo sappiamo che andrea pazienza era bravo, siete VOI i fanatici con qualcosa da nascondere. Scommetto un terzo dei miei accessi che il vostro fumetto preferito extra-Pazienza è Maus. (kekko)

PIER PAOLO PASOLINI

C’è stato un momento, attorno al 2007 o2008, incui la Risposta era: PIER PAOLO PASOLINI. In ogni luogo, a qualsiasi ora, qualcuno stava dicendo PIER PAOLO PASOLINI, e quel suo dire era la Risposta, accigliata e profetica, ai Mali dell’Italia, o di Roma, o al degrado della modernità, del berlusconismo, del calcio corrotto o, più generalmente, a qualsiasi cosa. PIER PAOLO PASOLINI, di destra o di sinistra?, comunista problematico, acuto scrittore, osservatore, PIER PAOLO PASOLINI di Accattone e ANNARELLA e degli SCRITTI CORSARI, corsaro anche lui, in fondo, di un mondo letterario e intellettuale che mai lo aveva accettato, e alle spalle lo pugnalò, ghignando, in realtà, ghignando dentro, mentre in superficie simulava le lacrime alla scoperta del suo assassinio, che altro non fu poi che l’odioso e perfetto delitto FASCISTA, nel senso che i fascisti che lo uccisero riuscirono a farlo dissimulandolo perfettamente da ammazzamento tra marchette. LA RANA tace in carcere. La FALLACI, bella, forte, toscana, piangeva PIER PAOLO PASOLINI anche se poi nel 2008 era diventata l’anti-PIER PAOLO PASOLINI, a motivo di un libro in cui, anni addietro, disprezzava i musulmani a cazzo di cane, come manco un post su bastonate, solo avendo lei toccato un argomento che non si può toccare (i musulmani) tutti si erano improvvisamente resi conto che era una testa di cazzo di scarso talento, come tutti gli altri intellettuali italiani del resto, che però parlano male solo dei FASCISTI e degli EBREI e perciò sembrano bravi, come tutti gli intellettuali italiani, ovviamente, ad eccezione di PIER PAOLO PASOLINI.

PIER PAOLO PASOLINI tanto disse, tanto fece, che finì pure in un disco di Morrissey. IL MOZ, vecchia checca, non se l’era lasciato sfuggire: e già che c’era, nel disco ci mise pure ACCATTONE (cioè sempre PIER PAOLO PASOLINI) e pure ANNARELLA, però qui pronunciata Maghi Niani, dando perciò un tocco magico all’album, che poi è il più clamoroso fraintendimento di Roma dopo Mangia, prega, ama e To Rome With Love (ALLEN) – quindi all’epoca era il fraintendimento n. 1 -, cioè tutte opere che falliscono nell’individuare la vera essenza della Capitale che è: una città di merda! Tutti falliscono nel definire Roma, la vedono romantica, bella, papalina, storica, quando in realtà è una fogna, da cui provengono tutti gli orrori della terra. Tutti falliscono, ma attenzione, tutti? No! Uno ci ha preso, e quell’uno è: ALBERTO FORTIS! Ahah, scherzo. Fortis cazzaro, milanese, sedia di lillà. Quell’uno è l’Unico, PIER PAOLO PASOLINI, PIER per la Via, PAOLO per la Verità, PASOLINI per la Vita. PIER PAOLO PASOLINI VIVE, vive negli ammonimenti della Repubblica, vive negli spettacoli teatrali, nelle velleità di Roma Est. PIER PAOLO PASOLINI, una vita. PIER PAOLO PASOLINI a fumetti. PIER PAOLO PASOLINI scritto e diretto da ASCANIO CELESTINI, PIER PAOLO PASOLINI musicato da Nino Rota, PIER PAOLO PASOLINI cantato da Petra Mangoni.

PIER PAOLO PASOLINI dalla parte dei poliziotti
PIER PAOLO PASOLINI comunque apprezzato dagli studenti, che hanno letto
PIER PAOLO PASOLINI che scriveva a favore dei poliziotti eppure loro CITANO
PIER PAOLO PASOLINI capendo la profonda contraddizione
PIER PAOLO PASOLINI degli Scritti Corsari
PIER PAOLO PASOLINI dei giovani coi capelli lunghi
PIER PAOLO PASOLINI Annarella, Sergio Citti, Accattone.

Al Pigneto una volta ci abitava PIER PAOLO PASOLINI che ha lasciato la sua traccia CORSARA sulla Casilina, sul trenino delle laziali demmerda, sul bar NECCI dove PIER PAOLO PASOLINI andava a bere il caffè e qualche anno fa c’era ancora il vecchio Necci che ti raccontava di aver conosciuto PIER PAOLO PASOLINI. Oggi PIER PAOLO PASOLINI non è altrettanto onnipresente e attuale che qualche anno fa, anche se le parole PIER PAOLO PASOLINI, vergate a fuoco nella coscienza di un paese FASCISTA che l’ha ucciso ma non si può uccidere la memoria né tantomeno PIER PAOLO PASOLINI. (ashared apil-ekur)

FABRIZIO DE ANDRÈ

IL FABER è troppo IL PAZ del cantautorato italiano. A un certo punto stai lì ad insultare qualcuno che non capisce un cazzo di musica e questo qua ti tira fuori IL FABER, e poi c’è quel secondo di silenzio nell’aria e qualcun altro che dice cose tipo “ah, beh, IL FABER non si discute” e tutti capiscono che quello che non si discute sia il fatto che tutti quanti abbiamo degli scheletri orribili nell’armadio e nessuno ci regala un cazzo di niente. Da qui in poi l’estensione del nostro fanatismo posticcio ed immeritato per IL FABER ad una serie di cantautori problematici e privi di fascino e MORTI tipo Piero Ciampi o Luigi Tenco o Rino Gaetano demmerda, mentre gli hipster del sentimento patriottico si stringono a corte canticchiando il testo di Dolcenera o di una qualsiasi canzone di Dolcenera o peggio ancora rinnovano di anno in anno il proprio vinicio capossela interiore spruzzandogli sopra baffi e riccioli pretestuosi e facendosi sborrare in bocca il talento dei vari Brondi o Brunori o CHE NE SO, altra gente di cui non ho ascoltato una nota. Ultimamente tra l’altro va un sacco citare Tiziano Ferro o peggio ancora Cesare Cremonini come sinonimo di QUALITÀ nell’orizzonte sonoro di un paese preso in ostaggio dalle canzoncine cuore amore. Ma MORITE e ridatemi la mia vespa 50 special, i miei vent’anni e una ragazza che tu sai avere stuprato sulla collinetta del MiAmi. Sono tutte facce della stessa medaglia, espressione che peraltro non so cosa significhi, tutto questo solo perché era buono a scrivere un testo e s’è venduto per tutta la vita un’idea di romanticismo degli ultimi e dei reietti che –diciamocelo- è fichissimo possedere in cofanetto triplo con estratti del sontuoso tour con quei riccardoni della PFM. (kekko)

TOOL

Non voglio ricominciare daccapo a menarla coi fan dei Tool, soprattutto perchè ho paura che mi arrivi in risposta un commento costruito usando la serie di Fibonacci e io i commenti a bastonate li leggo ancora. Sotto la voce Tool comunque siamo propensi ad archiviare gentaglia come David Lynch e svariati altri autori il cui lavoro è stato rovinato da un novero di adepti che hanno voluto dare la loro interpretazione in merito, una specie di sindrome di Marcel Duchamp però applicata a niente (quindi per certi versi figo, ma insomma, ho dischi pagati coi miei soldi in casa) (kekko)

ALFRED HITCHCOCK

Ingiustamente relegato in questa lista per via dell’esistenza di un nutritissimo nocciolo duro di fanatici autocertificati che in realtà sono fanatici del libro di Truffaut, e quindi in qualche modo fanatici di Truffaut (il che già di suo è un modo sbagliato di affrontare il cinema, voglio dire, cazzo, lo so a cosa ti riferisci, ti sto solo ignorando). Ed è assolutamente plausibile, nel senso che a me è successo, trovare una ragazza che sbrocca per tutti quei mentecatti del giro WesAnderson/SofiaCoppola/Gondry e dichiara (con tutta l’innocenza che Dio ha dato in dono ai peggiori carnefici della nostra storia) che Hitchcock è il suo regista preferito. Ma te rendi conto. E quindi che in qualche modo l’unica maniera che abbiamo per liberarci di tutti i Wes Anderson di questa terra è iniziare ad estirpare il male dalle radici e buttare Hitchcock in blocco nel cestino, lui e la sua cazzo di sindrome da Ingrid Bergman cronica. (kekko)

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30 commenti su “IL LISTONE DEL MARTEDÌ: i dieci gruppi/artisti/pensatori/cazzismi peggio rovinati dalla loro fanbase.

  1. guccini è compreso nei mostri creati dal deandreismo però ancora vivi, assieme a de gregori battiato e fausto rossi

  2. suttree il said:

    no scusate mi sono lasciato prendere dall’ira la sua fanbase è solo un male in più che si aggiunge alla sua esistenza, quindi non ci può entrare

  3. Birsa il said:

    Ao ma gli SLAYER? Francis Bacon? Gli Isis? David Foster Wallace? Il rap in generale?

  4. qualunque link a vice fa abbassare la qualità dell’articolo a -10. su che scala non lo so, ma basta con vice, cazzo dai.. e non per la fanbase, ma proprio perché fa defecare granate di merda a spruzzo.

    comunque finora grande lista, attendo con ansia la seconda tranche

  5. non credo. morgan, artisticamente parlando, è merda di cane. i fan di un artista di merda hanno sicuramente qualcosa da nascondere, ma d’altra parte mica stiam qua a legar le scarpe ai millepiedi. morgan non è rovinato dai suoi fan, si rovina ampiamente con le sue mani.

  6. gianni il said:

    Penso che l’idea dell’articolo era carina, ma e’ davvero scritto male e quindi questo fa del tutto un vero brutto articolo.
    Ovvia l’ incompetenza dell’autore e per alcuni tratti di cattivo gusto.
    percio’, invece di fare il giornalista d’ arte, consiglio, un sano e mentalmente non impegnativo lavoro da lavapiatti o simili.

  7. Gentile Gianni,
    registriamo senz’altro la Sua critica. Ad un primo scrutinio ci sembra comunque che il Suo livore contro il congiuntivo e il nostro blog siano eccessivi.

  8. Pingback: tanti auguri a noi | BASTONATE

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