Maria Antonietta @ HanaBi, Marina di Ravenna, 19/06/2012

Abbiamo lasciato Maria Antonietta dopo i preliminari, vale a dire con un disco in uscita, un singolo con video opinabile e i testi in anteprima su Rockit. Va bene tutto. Nel frattempo il disco è uscito (l’ho ascoltato un paio di volte, non ho una buona opinione in proposito) e Maria Antonietta ha iniziato a girare dal vivo. Le cose da allora si sono evolute, qualcuno ha perso la verginità al MiAmi e via di questo passo. Ieri sera è capitato di vederla e boh, giusto per saldare un paio di conti. Per prima cosa Maria Antonietta non è per niente il primo esempio che ho in mente se mi si parla di “brutta musica italiana”. Maria Antonietta è una ragazza che porta in giro un live opinabile fatto di pezzi opinabili e conditi di un immaginario opinabile (e a volte pure offensivo, voglio dire, se linee di testo tipo ma sono ancora bella ed è tutto quello che ho ma adesso sono forte ossa che non puoi spezzare ti piacevo di più quando mi potevi scopare gesù cristo se fossero rivolte al maschile farebbero fioccare accuse di sessismo e fascismo, probabilmente infondate ma nondimeno); lo fa onestamente e con un’attitudine che il musicista indiepop italiano medio non sa manco dove stia di casa. Per prima cosa non ha un gimmick, e non ha manco un vero e proprio canovaccio: si presenta sul palco con due buzzurri, suona in un modo che somiglia vagamente ai Pixies e ci tira fuori il meglio che può. A volte sembra ubriaca. Non risparmia le cartucce, suona senza rete di protezione, funziona meglio chitarra e voce, sembra avere margini di miglioramento. Ha un pubblico casuale, nessuno si muove durante i pezzi (manco Quanto eri bello, verso la fine), applaudono alla fine dei pezzi, nessuno si sgola. Non è abbastanza per essere la cosa più bella in circolazione, ma se mi dovessero chiedere un esempio di brutte cose che succedono nella musica italiana, uhm, penso all’atteggiamento nei confronti del proprio pubblico e della propria musica che ha certa altra gente, anche molto più rispettabile, che ho visto su questo palco (tutto sommato l’unico mio vero collegamento col Paese Reale) e mi vengono i brividi. Piuttosto ben vengano Maria Antonietta, il suo immaginario da Carmen Consoli dell’era Alfano e quel vestitino che sembra pescato da un generatore automatico di vestitini di Maria Antonietta.

(la foto l’ho rubata a pressappoco, sono convinto non s’incazzeranno)

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