Altro @Dylan, Pesaro (o Fano, boh) – 31/08/2012

L’ultima volta che ho visto gli Altro dal vivo è stato a un Musica nelle Valli nel quale i With Love suonavano ancora l’arcòr (più o meno), i FBYC cantavano in inglese, il bassista dei Disco Drive era Pomini e gli El Guapo non avevano ancora generato dieci gruppi diversi.” L’avevo scritto qui e non me lo rimangio, anche se potrei rimangiarmi il resto delle cose che ho scritto. La redazione, cioè sempre io, è tornata a vedere gli Altro dal vivo dopo otto anni di stecchetto in occasione della presentazione del nuovo settepollici che esce per i nostri personali eroi di ToLoseLaTrack e si chiama Primavera, da qualche parte sarà in streaming o in fridaunlò (citiamo IlBillLaimbeer che fu ospite di striscio da queste parti e che ci svela essere il fridaunlò uno stato della mente). La facciamo corta: gli Altro dal vivo sono una di quelle band, e se ce n’è una in italia sono loro, che li vedi e torni a casa e chiami due amici e metti su un gruppo.
Ora, io non ho mai avuto un gruppo. Le mie uniche esperienze di produzione di musica sono dei giochetti che facevo con i nastri e due macchinette a scrocco, delle cose coi drones di chitarra e basso che grazie a dio l’uomo non ha mai sentito, un gruppo inesistente di nome Energumen di cui parlavo nei forum per vedere se qualcuno millantava di averlo ascoltato e quattordici minuti con un tizio di qua vicino a cui dissi “c’è potenziale” e poi mi accolse con un muro di amplificatori allucinante mettendomi paura e facendomi appendere gli strumenti al chiodo per sempre, tanto manco ce l’avevo un basso mio. Nel corso degli anni tuttavia mi sono fatto abbastanza idee su cosa sarebbe giusto o sbagliato tra le varie cose che può fare un gruppo rock e mi sono fatto una specie di decalogo che NON sarà il nostro listone di questo martedì ma che, insomma, non avendo ambizione di suonare applico semplicemente come una sorta di codice etico sulla base del quale giudico gruppi e dischi nel mio tempo libero. PRIMA REGOLA il gruppo è fatto di tre o quattro persone al massimo; SECONDA REGOLA non è che stai lì a fare a gara su chi è il più violento e millenarista ma il gruppo suona fortissimo; TERZA REGOLA non hai un manager o un’agenzia di booking o diocristo qualsiasi altro mangiapane a tradimento stile quelli che ti curano l’immagine e le agenzie di stampa, a meno che tu non sia diciamo il Teatro degli Orrori e/o disponga di diecimila fan sfegatati a cui puoi dire di votare a destra e loro lo farebbero. QUARTA REGOLA il gruppo stampa in vinile e CD e altri formati fisici e regala gli mp3, perchè il fridaunlò è uno stato della mente e comprare le canzoni a un euro su iTunes è immorale sia per chi vende che per chi ascolta; QUINTA REGOLA il gruppo fa concerti ed esce per qualsiasi cifra a qualsiasi condizione e anche in prudente perdita, amministrandosi per quanto possibile, togliendosi di bocca il pane e il Galaxy Tab per suonare una data in più e diventare abbastanza decente dal vivo da non far rimpiangere i soldi che i tre sfigati accorsi pagano alla cassa; SESTA REGOLA il gruppo consta di almeno un ciccione; SETTIMA REGOLA il gruppo non partecipa a nessuna cosa che non sia fare dischi e concerti, eccezion fatte le cose che gli sembrano molto interessanti. OTTAVA REGOLA il gruppo suona e incide musica che abbia un motivo qualsiasi di essere suonata e incisa, evitando di metterla insieme ad altra musica che non ha motivo di; NONA REGOLA il gruppo non ama essere fotografato e scoraggia la pratica pur non facendone un’ossessione, DECIMA REGOLA il gruppo esiste per un arco di tempo limitato, a meno di non tenerselo come gruppo della domenica per il resto della vita ed evitare di fare a spallate col mondo della musica.
Niente di che, insomma. Sono regole che vengono applicate inconsapevolmente dalla maggior parte dei gruppi nella prima fase di vita, a parte la seconda (drammaticamente assente nel pop contemporaneo), e che al primo sussulto di popolarità chiunque si aspetta vengano disdette in nome di una paga che comunque arriva alla radice quadrata rispetto alle aspettative. Se qualcuno continuasse a seguire pedissequamente il codice, magari interpretandolo con la sua personalità e continuando ad ostinarsi a parlare solo quando c’è qualcosa da dire, nel giro di qualche tempo avremmo dei nuovi Altro da coccolare. Essendocene pochi o nessuno, mi tengo volentieri gli Altro vecchi e qualche infortunio di forma della band, li vado a trovare una volta ogni dieci anni e torno a casa riprogettando il mio gruppo da zero (aiuterebbe saper suonare uno strumento, ma finchè non avrò imparato non sorgeranno dubbi sul fatto che io sappia o meno tener fede alle mie aspettative su ciò che dovrebbe essere un gruppo) e stupendomi che Baronciani e soci non siano ancora coperti dalla legge Bacchelli. A fine concerto qualcuno dice una cosa tipo “gli Altro son davvero un gruppo punk”. Di solito a chi dice queste cose mi viene voglia di menarlo, stasera no. Voglio dire, si prendono pure il lusso di non fare Pitagora.

3 thoughts on “Altro @Dylan, Pesaro (o Fano, boh) – 31/08/2012

  1. abbiamo licenziato la drum machine e siam rimasti in due. più che altro s’è licenziata da sola, ha deciso che preferiva suonare in una cover band dei big black. cazzo, le altre regole le rispettavamo tutte però.

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