Road II Sanremo II – STRATEGIA DELLA TENSIONE EVOLUTIVA (Bastonate meets SpadrillasInDaMist on Jowanotti for 2013)

e sangue nelle vene

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avvertenza: per leggere questo pezzo sono necessari otto minuti e trentacinque secondi. Potete calcolarli schiacciando PLAY qui sotto.

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Kekko kicka-off e kommissaria alla Kossiga una strategia della tensione evolutiva

Ho ascoltato Tensione evolutiva una dozzina di milioni di volte e forse non è il punto d’arrivo della musica di ogni tempo ma sicuramente la musica italiana non avrà altre possibilità di dire qualcosa. Dentro Tensione Evolutiva c’è tutto, TUTTO, non c’è niente fuori da Tensione Evolutiva, è insieme di se stessa. Tensione Evolutiva è Tutti i miei sbagli dei Subsonica in botta d’assenzio a Sanremo, assenzio nel senso della canzone dei Bluvertigo non ancora scritta ma già influente per Casacci e Boosta, ma con un sapore più tipo GamGam style di Mauro Pilato e Max Monti ridoppiati da Gabriele Cirilli e al contempo remixati da Gabry Ponte in occasione del Giorno della Memoria, e in più c’è tanto Jovanotti classico dentro, soprattutto quello che ai tempi di Fango andava da Fazio a dire che la sua più grande influenza era Werner Herzog che per puro caso stava nella scaletta della puntata dopo di lui. L’avete ascoltata? ci siete in fissa? esistono punti più alti raggiunti dalla commistione di autorità autoriale italiana di merda alla Battiato ed elettronica sempre alla Battiato ma peggio?

Mi è partito un invio inconsulto, e mentre sto continuando il redattore Accento Svedese mi informa che tra le varie cose della vita c’è stato un affaire tra la non-ancora-moglie di J e Giuseppe Cruciani. Riprendo dunque su questo punto e rifletto sui casi della vita e sul fatto che, dicevo, è curioso che ci sia stato questo affaire tra Cruciani e la futura moglie di J (tra l’altro confermato da un giro su Internet, MA COME FAI A SAPERE QUESTE COSE Accy, dove li passavi gli anni novanta, fuori dalle riviste metal?), è curioso in parte perchè le uniche cose che ascolto ultimamente a parte i cazziatoni dei miei parenti e la tensione evolutiva portata avanti dal pubblico di Bastonate, ecco, l’unica cosa che riesco ad ascoltare in radio sono gli occasionali passaggi di Last Friday Night e Diamonds, Tensione Evolutiva ogni volta che la passano e in ultimo La Zanzara in un momento di botta d’assenzio assoluta per via delle elezioni, e credo che in effetti l’unico modo per migliorare Tensione Evolutiva possano essere un remix di Congorock (peraltro già esistente, peraltro migliorativo, lo sentivo giusto oggi su Spotify mentre la mia coinquilina che in realtà sarebbe insomma mia moglie se avessi il coraggio di chiederglielo ascoltava Imitation of Life aggiungendo frequenze pop casuali in un mashup maestoso che era appunto, in sè, il miglior pezzo pop della stagione 2012-13) e un testo alternativo scritto da David Parenzo in modalità rosico nero con accento padovano, possibilmente mimando la zeppola.  Comunque, dicevo, questa mattina ennesimo doppio passaggio di Tensione Evolutiva, la quale diventa sempre più esaltante man mano che aumenta il grado di assuefazione come una droga non imperfetta.

e sangue nelle vene

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Sull’onda dell’entusiasmo per Tensione Evolutiva, sia l’originale che i remix, ho provato a ripercorrere un po’ all’indietro la storia del beat all’interno della musica leggerissima italiana. L’unica altra arma che ho è un Ibiza-reboot di Non c’è di Laura Pausini uscito per un best of all’inizio degli anni duemila che cresce in un modo simile ad Hung Up di Madonna, anche questo un paio d’anni prima che uscisse Confessions on a Dancefloor (da cui insomma è evidente che lo staff di Madonna ha plagiato non solo i Daft Punk ma anche la Laura Pausini). Ma alla fin fine anche i quattro quarti de La Notte, il miglior pezzo dei Modà e non solo in generale ma anche riferito a quella tega del pezzo di Arisa arrivato penosamente (forse) secondo al Sanremo vinto appunto da Emma Marrone in parte perchè presentato da Gianni Morandi e in parte perchè il pezzo di Emma era scritto da Kekko dei Modà (quando fu il momento di ringraziare a fine festival s’è scoperto che Emma Marrone non sapeva bene chi le avesse scritto il pezzo, diocristo è passato un anno e sembra esser successo ai tempi delle guerre puniche). O le dichiarazioni di Mietta che nella seconda metà degli anni novanta diceva che le sue più grandi influenze in quel momento erano Bjork, il cinema di Werner Herzog e un certo oscuro ghostwriting di Amedeo Minghi perchè dal vivo immagino che a Mietta non l’avrebbero mai fatta uscire dal palco senza cantare Vattene Amore o Canzoni, come i Civ che dichiaravano di essere COSTRETTI a cantare pezzi dei Gorilla Biscuits in Europa per non essere presi a sassate dai fan. Amedeo Minghi poi meriterebbe un capitolo tutto suo, grandioso autore di canzoni spleen-pop da hit parade italiana fine anni novanta, ma sto perdendo il filo. Dicevo il reboot di Non c’è, La notte dei Modà, Ivana Spagna prima della svolta sanremese, Jo Squillo e Sabrina Salerno DURANTE la svolta sanremese (Siamo Donne, grazie per la puntualizzazione care), Christian Zingales in blocco, Mistero di Enrico Ruggeri (grande pezzo-cassa con tendenze epic metal, forse davvero il miglior pezzo dance mai suonato a sanremo a parte i Subsonica), tutta l’immondizia prodotta in blocco dai Bluvertigo e rivomitata in versione Siamo Autori/Siamo Donne dall’ignobile Morgan solista, compresi i reboot del Faber il quale chissà quanta cassa ci avrebbe dato se in una cassa non ci fosse finito lui, tutta roba mimata da quella canzone di Giorgio Gabber sulla destra e sulla sinistra (qualche mese fa girava un reboot apocrifo di Marco Mengoni che cresceva in modo simile a Hung Up di Madonna).

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Poi in realtà (il capoverso è per fare respirare il pubblico, parlerò anche qui della stessa cosa) c’è un capitolo a parte sulla italo-dance che ha provato a mettere il piedino a Sanremo nella sgradevole persona dei vari Eiffel65 (sempre meglio che i Bluvertigo btw), Francesco Facchinetti (di lui sono meglio pure i Bluvertigo e Morgan solista). Poi ci ha provato Alexia, ma va ricordata più per il pezzo di Alexia che diceva I want your money honey i don’t want your body, il berlusconismo non l’abbiamo mai pesato quanto dovevamo ma dubito comunque che Alexia fosse un tipo da festini ad harcore, o meglio dubito che avrebbe mai passato la door selection di Emilio Fede e Mariano Apicella. Ora che ci penso i pezzi-cassa nella musica leggerissima italiana ci sono sempre stati. Non attacco nemmeno il capitolo 883, tanto per dire (c’è un momento ne La Regola dell’Amico quando parla dei lampi d’odio in cui sotto parte una cassa stile french house a dir poco TORRENZIALE, non risentiremo una roba così torrenziale fino ad Around The World, Hung Up di Madonna e Don’t Stop the Music di Rihanna che data indietro fino al pezzo di Michael Jackson da cui copia tutto. E ci sono svariati altri capitoli che non apriamo, il più torrenziale dei quali è Vasco Rossi remixato ufficialmente dagli USURA ai tempi di Delusa, Vasco Rossi a cassa dritta e Radio4 della molto peggiore Rewind (David Parenzo vocal mix). In tutto questo ha sicuramente più senso il Jovanotti di Tensione Evolutiva, già detto contenere dentro tutto, TUTTO, non c’è niente fuori da Tensione Evolutiva, è insieme di se stessa (pensate solo a Jova che in piena cassa balla come Ian Curtis poco prima di essere fermato e forse pestato da una volante della polizia di (perchè?) New York e cammina sopra i tizi che limonano in mezzo alla rivolta, il tutto in sette secondi scarsi). Comunque, e questo lo chiedo ad entrambi ma soprattutto al redattore Ill Bill Laimbeer, ha senso questa cosa che Jova abbia alle spalle una carriera di 25 anni in cui ha esplorato QUALUNQUE genere musicale suonato da QUALUNQUE essere umano in QUALUNQUE parte del mondo (non ha mai fatto black metal norvegese ma c’è un sottotesto power metal negli anni di Vasc(o))) e delLa Mia Moto, e non ha mai fatto impro-jazz ma ha tenuto per diverso tempo Giovanni Allevi imboscato nella backline e vessato dagli altri musicisti del gruppo, gruppo ignaro di essere responsabile in questo vessare di aver dato una delle più orribili sciagure narrative della musica pop italiana, evidente colpa da aggiungere alle tante del Jovanotti pre-Tensione Evolutiva, la quale sempre più suona come un’ammenda un’abiura un tesoro una mappa dei nostri riflessi migliori), abbia messo le mani avanti in politica e fondato una corrente religiosa quasi-laica in Penso Positivo, il tutto senza mai prendersi il disturbo di imparare a pronunciare la lettera S? A che pro?

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Accento Svedese agguanta la traccia e passa al timone

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Pro-Tools, direi. Anzi, tanto per cominciare dico solo:

– Il fratello di Jovanotti – Bernardo Cherubini, non quell’altro deceduto in un incidente aereo (pace all’anima sua) – che partecipa al reality show Il Ristorante nel 2005, uno dei più brutti reality mai realizzati in Italia (e forse nella storia dell’umanità). Tanto per dire, c’erano anche Giucas Cappella e Tina Cipollari.

Lulli, il bambino che recitava la parte dell’utile idiota – ossia era per Jovanotti quello che Spadino è stato per Fonzie – in 1, 2, 3 Jovanotti su Italia 1 e che dopo fece pure la pubblicità dello Spuntì (che tra l’altro faceva piuttostop schifo perché pareva fatto col cartone. Ma lo vendono ancora?).

-Jovanotti stesso che, invece, recita la parte del presidente di una casa discografica presso cui fa un provino Max Pezzali in Jolly Blue, il film degli 883 che probabilmente hanno visto in tre (Pezzali, Repetto e Cecchetto).

Ecco, queste tre cose possono servire a spiegare e chiudere definitivamente il discorso della cassa dance nella musica leggerissima italiana (“Benvenuti a Radio Super Energia! E adesso, ragazzi e ragazze, presentiamo la più resente sensasione, la nuova banda svedese di House, Refused, con la fortissima canzone Refused Party Program. Hardcore-techno-mega-mix!!!”, come dicevano i Refused in botta di disco italiana all’inizio di Liberation Frequency – la cassa dance è stata la vera guerra di liberazione della musica leggerissima italiana) e a passare di colpo a parlare di altro, senza soluzione di continuità.

Comunque, ammettiamolo anche se fa male: quella di Jovanotti è la miglior reunion del 2012. Quasi quasi spendo 80 euro cadauno per andarlo vedere/sentireascoltare nel tour in cui per la prima volta suonerà negli stadi, quasi quasi evado l’Imu a giugno per pagarmi venticinque anni di successi di Jovanotti suonati live. A me Tensione Evolutiva piace un sacco, davvero. Roba del genere è parecchio ardita (sia nel senso di coraggiosa che degli Arditi del Popolo) per la scena pop italiana di oggi, riesce a sembrare colta (anzi, cerca disperatamente di sembrare colta e presso un certo pubblico ce la fa pure – per la precisione: pare colta presso il popolo degli aperitivi radical-chic, quelli con tartine decorate con pomodori pachino, lo spritz equo-solidale, i Birkenstock ai piedi, lo zaino Invicta nel 2012, i pantaloni a righe, la canotta, la birra fatta in casa, la ganja, Nichi Vendola, Antonio Ingroia ed Hugo Chavez nel cuore) nonostante sia roba molto bassa, plastica, popolare e/o alla portata di tutti. Se cerchi bene puoi trovarci dentro dentro un fallimentare album dei Subsonica post passaggio alla major (ossia L’Eclissi, quello delle svisate techno alla cazzo di cane, copiaincolla fatti con Pro-Tools senza una vera e propria logica), i Bluvertigo quando Morgan iniziava drammaticamente a capire che non poteva più essere il profeta per la Mtv generation 97/98 perché i ragazzi volevano altro ed era tempo di carriera solista, Io sono Francesco di Tricarico – un pezzo che come concept ha preceduto Tensione Evolutiva di 12/13 anni almeno e che all’epoca era talmente avanti ed “altro” che la gente ha preferito la carriera solista di Morgan a quella di Tricarico, l’immenso Jovanotti di Tanto Tanto Tanto [quello che come Morgan aveva smesso di sentirsi un profeta perché aveva trovato la moglie con Giuseppe Cruciani di Radio 24 – non sono gli anni novanta ma è tipo il 2005/2006 e dunque è come se fossero gli anni novanta – e non aveva ancora pensato di farsi girare un video da Muccino (peraltro, il video di Tensione evolutiva io l’avrei fatto girare da Oscar Giannino con Jovanotti a New York arrestato dalla polizia perché vestito proprio come Oscar Giannino)], la depressione, le pillole, Siddharta citato ogni 3×2 proprio come è solito fare Jovanotti, Matteo Renzi che se avesse vinto lui le primarie Berlusconi non si sarebbe candidato (esiste forse la controprova?), Giorgio Gori in botta di keta, Simona Ventura giurata in X-Factor che cita con cognizione di causa il termine “dubstep”, XXX Fucktor di Rocco Siffredi ed il fatto che la parte di Simona Ventura è interpretata da un attore nero con la parrucca bionda, Mario Balotelli che segna due gol alla Germania, Mario Balotelli che mi blocca su Twitter perché ho scritto “Tamarrio Balotelli”, Franco Battiato che scrive versi immortali come “Shock In My Town / Velvet Underground”, Fabio Fazio che balla strafatto al Pacha di Ibiza, Max Gazzé e Niccolò Fabi che cantano Vento d’estate remixata da Green Velvet, Souvenir di Pier Cortese suonata al metà della velocità, il singolo che Bugo non farà mai perché non è capace. Pensione Evolutiva. Tensione Erettile. Uomo da badile.

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E poi, è roba che ha talmente fatto centro che in pochissimo tempo è diventata modello da imitare per tutti. Tanto per dire, il Nesli di Davanti agli occhi vuol disperatamente suonare così, vuol disperatamente avere un video così oltre ogni soglia del gusto e del disgusto (gliel’avrà girato di sicuro Oscar Giannino oltre il declino) e per farlo si è fatto ricoprire addirittura di sangue (“Piotta, vento e sangue nell’imene” – ci arriveremo in seguito) e petali di fiori (sto andando a braccio, non è una rosa non è un tulipano ma son mille papaveri rossi – anzi no, i papaveri che si usano per fabbricare l’eroina), finendo per risultare però qualcosa che sta esattamente tra l’innocuo ed il ridicolo, tra zero e mille, tra l’autistico e l’artistico / tra Rain Man e Man Ray. Tra l’altro Davanti agli occhi è forse la worst song ever, con quella sua incerta linea vocale melodica appiccicata con il Vinavil (il mastice no, quello ce lo siamo sniffato tutto – e dunque “mastice sulla mia pelle, tra le dita agli occhi solo mastice dentro me”) ad una base techno-autoscontrata di quelle che vanno per la maggiore oggi (ecco perché Simona Ventura nel 2013 è in grado di citare il termine “dubstep” con cognizione di causa), e ed è in grado di lasciarti totalmente basito ad ogni ascolto – eppure la riascolti, per vedere fino a che punto arriva la tua capacità di sopportazione (“That’s the soglia, sniff the raglia, stupro la tua donna come Kobe Bryant”), per vedere se riesci a trarne qualcosa di positivo (“Penso positivo perché son vivo”). Mamma mia che schifo Davanti agli occhi di Nesli, ridateci Gel del Truceklan e le sue rime da terza media che facevano ridere tantissimo (il suo picco artistico? Sicuramente quando al 2The Beat ha rimato una delicatessen del tipo “quando rappo vado a naso / te faccio fa’ la fine del piccolo Tommaso”) in barba a Nesli  che pretendeva di andare a Sanremo con un pezzo del genere e si è incazzato abbestia perché non l’hanno preso.

Ecco, se Gel dei TruceBoys non ci avesse abbandonato anzitempo rinnegando tutto (addirittura intervistato a Matrix! in occasione dell’arresto a caso di alcuni del Truceklan per storie di droga) probabilmente avrebbe avuto la sua bella svolta jovanottiana e guadagnato pure fatto un bel po’ di soldi (magari sarebbe finito pure a Sanremo a vendere i fiori). Gel di cose da dire ne avrebbe avute parecchie ma non ha avuto nessuna svolta epocale, nessuna folgorazione sulla via di Damasco, perché come diceva Dj Flash (un altro che ci ha provato ma non ce l’ha fatta, perché non era tempo, non era luogo – in pratica Jovanotti non si era ancora trasformato in una specie di santone pop e non aveva senso cercare di emularlo pur dicendo di essere una cosa diversa) un Lorenzo c’è già. Lorenzo Cherubini c’è, è vivo e lotta insieme a noi e ce lo dimostra soprattutto con Tensione Evolutiva – ce lo prova con la raccolta (opportunamente chiamata Back Up) nella quale tale brano è contenuto, una raffica di canzoni che ripercorre i 25 anni di carriera del nostro e ci dimostra che anche le sue prime cose, anche la pronuncia inglese incerta che manco Alberto Castagna quando provava a scimmiottare chi parlava bene inglese (“Uan sgheps!”) sono assolutamente attuali e paiono scritte ieri o l’altro ieri. Tanto per dire (e qui mi son perso e non capisco più nulla del discorso che sto facendo, ma non importa perché tanto all’eventuale lettore saranno già saltati i nervi), se prendiamo una figata totale come L’Ombelico del Mondo e la paragoniamo a qualcosa uscito più o meno in quel periodo come E La Notte Va di Mikimix (mi vengono i brividi solo a pensarci – che schifo, peggio della svolta jovanottiana di Nesli) ci rendiamo conto che il Jovanotti metà anni novanta ha retto alla grande mentre Mikimix ha avuto bisogno di abiurare tutto e ripartire da zero scegliendo il nome di Caparezza (riscuotendo ovviamente grande successo presso un certo pubblico – ossia il popolo degli aperitivi radical-chic, quelli con tartine decorate con pomodori pachino, lo spritz equo-solidale, i Birkenstock ai piedi, lo zaino Invicta nel 2012, i pantaloni a righe, la canotta, la birra fatta in casa, la ganja, Nichi Vendola, Antonio Ingroia ed Hugo Chavez nel cuore – ma questo è un altro discorso che non sto qui ad approfondire perché si è fatto tardi). Al contrario, una cosa invecchiata inspiegabilmente bene sono i Sottotono – ecco, lo ammetto: ho sempre apprezzato i Sottotono, ero all’Mtv Day del 1999 e mi sono incazzato quando li hanno presi a sassate – e sono convinto che se avessero proseguito avrebbero potuto fare cose come Tensione Evolutiva (soprattutto vedendo Fish che ora è in botta totale electropop anni ottanta ed ha pure lavorato con Morgan, riportandolo in vita sia dal punto artistico che nel vero senso della parola – la collaborazione tra Fish e Morgan è forse l’unica cosa davvero bella della carriera solista di Morgan) o al limite sulla falsariga di Amor De Mi Vida (capolavoro. Ascoltata circa una settimana fa per caso in radio, bella riscoperta e grande dimostrazione coraggio da parte di Tormento che in un mondo prettamente maschilista come l’hip hop ha dedicato una canzone alla sua mamma – o alla ganja, non l’ho mai capito allora ed ancora oggi continuo).

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Sempre parlando di contemporanei al Jovanotti metà anni novanta/fine anni novanta (ricordiamo che i 90’s vanno dalle Olimpiadi di Barcellona del 92 fino all’11 settembre 2001 – per cui metà anni novanta potrebbe essere inteso il 1995, il 1996 oppure il 1999), il Piotta lo apprezzo a prescindere anche se oggi purtroppo non se lo fuma più nessuno (ed infatti ha ospitato Pierpaolo Capovilla in un suo brano dell’ultimo disco, ancora hip hop con chitarroni e testi di denuncia sociale nel 2012/2013? Mamma mia che schifo manco la svolta jovanottiana Nesli, ovviamente colpa di Capovilla). Non posso non apprezzare i dialoghi che aveva con Valerio Mastandrea nel video di Supercafone, non posso non ridere pensando al video di Dimmi Qual’è Il Nome e al fatto che in tale video Piotta indossava la maglia della Roma ed una panza über-prominente, non posso non esaltarmi per il fatto che in Eurocontenti (Eurocontanti) Piotta aveva già capito tutto riguardo alla moneta unica – compresi gli italiani che si lamentano perché non arrivano a fine mese salvo poi giocarsi l’intero stipendio ai videopoker e/o al poker online –  e siamo stati noi a non avere la vista altrettanto lunga riguardo alla moneta unica, non posso non commuovermi (in senso lato, ovviamente) pensando a quando andò a Sanremo nel 2004 con un pezzo melodico/strappalacrime e fece davvero un figurone. Dove lo troviamo un altro come il Piotta? Non c’entra una Mazza (ovviamente nel senso di Maria Mazza l’ex di Francesco Totti) con Jovanotti e con Tensione Evolutiva, però vuoi mettere immaginarti quanto sarebbe decisiva e definitiva una svolta jovanottian-elettronica del Piotta? Vuoi abbassarti a pensare che Piotta è sparito dall’etere mentre ha spazio Ics, il rapper arrivato secondo nell’ultima edizione di X-Factor? Per carità, Ics è assolutamente rispettabile (tra l’altro io ho conosciuto Ics nella vita reale, girava con un mio amico del mare ’97 ed all’epoca era assolutamente uguale ad adesso – occhiali e panza über-prominente compresa. Sono praticamente certo che si chiami Ics in onore della canzone della Paolino Paperino Band), ma nulla in contronto a Piotta nonostante la giurata Simona Ventura lo difendesse a spada tratta (ecco perché Simona Ventura nel 2013 è in grado di citare il termine “dubstep” con cognizione di causa) ed il suo dominus Morgan lo difendesse anch’egli a spada tratta (spada ovviamente nel senso di siringa, sciabola, botta d’ero – “lo difendesse anch’egli a spada tratta”, qui ormai il mio italiano sta cedendo ed è segno che è ora di fermarsi).

Conclusione: il pezzo che ho appena scritto non lo rileggerò mai, neanche sotto tortura.

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Ill Bill Laimbeer takes the m/f pensione evolutiva e la trasforma in strategia della pensione devolutiva

Visto che rifiutiamo l’ortodossia di una certa sinistra  (quelladegli aperitivi radical-chic, quelli con tartine decorate con pomodori pachino, lo spritz equo-solidale, i Birkenstock ai piedi, lo zaino Invicta nel 2012, i pantaloni a righe, la canotta, la birra fatta in casa, la ganja, Nichi Vendola, Antonio Ingroia ed Hugo Chavez nel cuore – ma questo è un altro discorso che non sto qui ad approfondire perché si è fatto tardi) eviteremo di affermare che il vero Jovanotti è quello dei primi due album perchè sennò ci accusano di essere dei revisionisti (per non parlare del fatto che per noi Caparezza era e rimane Miki Mix) eviteremo di dirvi tutte le citazioni del video di Tensione Evolutiva di modo che poi i soliti critici di una certa sinistra lurkino questo pezzo detourandolo in maniera revisionista come fanno i critici di una certa sinistra scambiando Tarantino per un fuorisede tarantino che fa le tesi su Tarantino al DAMS dicendo che in Django non c’è niente degli spaghetti western.

Però una cosa la diciamo: affidare la ghost-direction a Roy, figlio di Lamberto Bava, Roy Paci e al figlio di Claudio Fragasso è l’atto definitvo che sancisce il fatto che Tensione Evolutiva è l’epitaffio degli anni ’90 che per inciso sono durati dal 1977 decurato del piombo fino alla data di uscita del video quindi l’11 novembre 2012.

Dentro alla strategia della pensione evolutiva c’è tutto: i sindacalisti della CGIL, CGIL Allin, le ambientazioni tipiche del cinema popolare italiano (i muri scrostati alla Mario Bianchi o alla Claudio Fragasso e tutta quella gente lì, incluso Bruno Mattei), Jovanotti che mescola i passi di danza di suo fratello che si schianta col paracadute, i fumetti delle edizioni Lo Squalo, tutti i fake rifacimenti dello squalo che erano meglio dello Squalo di Spielberg così come Tensione Evolutiva è meglio di tutta la dance tamarra di Miami e quelle robe lì di cui leggo da Zingales ma di cui non so un cazzo, gli omaggi al camerata Mino Damato (“abbiamo camminato sulle pietre”)  e a Joe D’Amato, lo sdoganamento delle corna alla faccia del familismo amorale tipico di una certa sinistra che perderà le elezioni anche se le vince, Giucas Casella (“abbiamo camminato sulle pietre”), Cesare Casella e sua mamma e le mamme anti-ruock che protestavano non contro il rock ma contro le discoteche e le stragi del sabato sera, i Demoni interiori (e questa è una citazione esplicita dedicata a quell’opera pop che è la trilogia di Demoni, che in realtà sono due film), al fatto che anche se è cornuto per Jovanotti l’importante è saperle portare le corna, Corna Vissute il fumetto porno, Lando Buzzanca fascista ma post-fascista e il figlio gay che rende desuete le categorie di destra e sinistra, Jovanotti vestito come Dominque Wilkins e tutti i giocatori di colore (non possiamo usare la parola “negro” perchè lo può fare solo Spike Lee) quando si vestono pazzerelli come Jovanotti nel video vestito pazzerello, le posse degli anni ’90 dove venivano inclusi i Pitura Freska che cantavano, non a caso sulla stessa base di La Mia Moto di Jovanotti

Ramba, Ciciolina, la Moana me lo fa duro machine,motori, che ghe sboro me ne frego rosse, bionde more stago mal se no le vedo Fast food, discoteche, no me togo crecolete
no me vanta l’house, preferisso cui e tete

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condensando così in due strofe gli anni 80, vaticinando l’andazzo 90-2000-novembre 2011. Continuiamo facendo notare che quando alla fine del video passa la diligenza è un omaggio a Dracula di Salieri e la diligenza la guida Ron Jeremy e ora Selen fa teatro impegnato col ragazzo di Salò Albertazzi, la polizia fake americana che si incazza e   arresta Jovanotti ma Maurizio Merli è morto come Alberto Castagna mentre giocava a tennis nel 1989, Al bertino, Romina Power che faceva i film con Jesus Franco, Alberto Castagna che quando ha capito che gli restava poco da vivere ha cominciato a dissare tutto e tutti e gli hanno fatto bere il caffè come a Sindona, Mistero che fa vedere i video di Aphex Twin spacciandoli come avvistamento di Alieni rinverdendo i fasti di Cronaca Vera, l’Huffington Post-fascista, Jovanotti che balla come il ballerino di Spitty Cash, Roma Romania di Gel del TruceKlan e appunto Spitty Cash che ora che si è rivelato essere Dj Apoc non se lo fila nessuno anche se è uno dei migliori in Italia, il sax o la tromba che al minuto 3 e 12 secondi apparentente rovinano la canzone ma in realtà la rendono una pietra miliare della new wave (di una certa new wave) come in Siberia dei Diaframma (se ci fate case i video ufficiali hanno la stessa durata e il sax entra esattamente allo stesso minuto e secondo: verificatelo guardando i Diaframma a Tandem, la trasmissione condotta dal fratello del maestro Fabio Frizzi e visto che ci sono ci metto Piero Pelù che tributa Ian Curtis, anzi andando su youtube ho scoperto che hanno mischiato i Joy division agli U2. poi ecco sta roba che non è un caso che poi Piero Pelù abbia cantato IL MIO NOME E’ MAI PIU’ con Jovanotti, il video ufficiale qui)

Concludendo: l’abbiamo fatto perchè è nostro dovere.

Se volete cogliere il messaggio Tensione Evolutiva è finalmente la fine e quindi un nuovo inizio per la kultura popolare italiana.

Ho ascoltato Tensione evolutiva una dozzina di milioni di volte e forse non è il punto d’arrivo della musica di ogni tempo ma sicuramente dopo questa cosa (nel senso della Cosa di Occhetto) la musica italiana non avrà altre possibilità di dire qualcosa. Potrei continuare per ore a speculare e teorizzare attraverso Tensione Evolutiva, ma c’è urgenza di buttare fuori questo pezzo così come è: URGENZA (col cazzo che rileggo cosa ho scritto e cosa hanno scritto gli altri, son 9 pagine di Word e il medium è il messaggio, citazioni a caso di Marshall McLuhan, Marshal Masters: I’m not you Houellebecq girl and this shit is banana, la chiudiamo qui).

(un grazie onirico a pikkiomania che ha fornito il remix paranoia-turboblasto di T.E. necessario alla lettura del pezzo)

13 thoughts on “Road II Sanremo II – STRATEGIA DELLA TENSIONE EVOLUTIVA (Bastonate meets SpadrillasInDaMist on Jowanotti for 2013)

  1. Ho letto una riga sì e venti no, ma sappi che, tralasciando il fatto che detesto e schifo fino alla morte Tensione evolutiva, ho apprezzato enormemente Rain man / Man Ray e Houellebecq girl.

    Ho un amico che scrive matto come te (non di musica) solo che lui una moglie, se mai avrai il coraggio di chiederglielo, se la sogna, ritieniti largamente fortunato.

  2. Ho visto il video mentre aspettavo dal dentista e mi e’ sembrato un pezzo mediocre che ricicla un tot di luoghi comuni del Jovanotti.
    Ultimi pezzi degni di nota del Jovanotti:
    Fango
    Mezzogiorno
    A te
    e soprattutto
    Safari (solo fino a che non arriva bagonghi)

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