Ci faccio la tesi sui significati reconditi di “La D è muta” (pro/contro di Django Unchained venduti come listone del martedì)

spaghetti perk

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Ci sta essere in crisi dopo la visione di Django Unchained, una crisi terribile: insomma nel 2013 va bene o no farsi piacere Tarantino? Non è da un po’ troppo che è in giro? Ma hai visto che culone che c’ha? Però mica ci dobbiamo abbassare a quelli che “eh ma i suoi primi 3 film…”. Che si fa? Proviamo a considerare i pro (va bene farselo piacere) e i contro (col cazzo):

PRO:

-in un’era di pochi eroi cinematografici davvero memorabili, i film di Quentin ci provano, ci provano duro a metterci dei nuovi Snake Plissken, Jack Burton, Jeff Taylor. Perchè solo personaggi di Kurt Russell? Boh, ce ne sono altri?

-i film di Tarantino piacciono alla maggioranza delle donne: è un fatto. Sarà il pop, sarà la coolness dei personaggi. Allora se s’è visto Django e s’approccia un esemplare del gentil sesso, si ha il 65-68% di possibilità di un riscontro positivo nell’acchiappanza, se la risposta è “uè sì” alla prevedibile domanda “uè, t’è piaciuto l’ultimo di Tarantino?”.

-non è che i dialoghi dei suoi film recenti siano sempre grandiosi, a volte girano intorno alla ciccia senza addentarla, epperò cercano il ritmo, la commedia, l’immortalità. Cose a cui credono in pochi o che in pochi hanno le qualità e il coraggio per metterli in scena.

-può fare solo meglio di Kill Bill.

-in Death Proof c’ha messo Kurt Russell.

CONTRO:

-se fallisce in America, tanto lo adottano in Europa, specialmente in Francia. In tempi di crisi, quelli con il culo parato devono stare sull’anima per principio.

-le tesi universitarie su Tarantino hanno ampiamente superato in numero quelle su Kubrick e direi che eravamo un po’ stufi già di queste ultime.

-non è che perchè Sergio Leone faceva durare i suoi film 3 ore, te devi aggiungere pagine di script col cronometro in mano.

-non è che perchè a Godard piaceva spesso frantumare le palle te devi aggiungere pagine di script per frantumarci le palle.

-a fare meglio di Kill Bill ci riesco anch’io con un cellulare e i playmobil.

-in Django Unchained c’era Kurt Russell, ma poi è andato via.

Ma questo è snobismo a priori pro/contro l’autore, non si potrebbe giudicare “Django Unchained IL FILM” e basta? Eh no, non si può. O meglio, si può per un paio d’orette, quando il film, facezie a parte, è anche un western e quando i personaggi, facezie a parte, sviluppano e sei portato a credere nelle loro missioni di riscatto e vendetta. Tarantino, una manciata d’anni fa, diceva in giro che lui, quando rilegge un genere, vuole fare anche il miglior film possibile di quel genere epperò è una balla. Perche quando fai scattare il gioco all’interno di un contesto che ti cattura, come quello di Django fino alla prima resa dei conti a mezzora dalla fine, sai che all’ultimo momento hai deciso di andare a parare da un’altra parte: diventi il Tarantino imprevedibile che t’aspetti, diventi solo omaggio e cammei, diventi catarsi cinefila, ma non cinematografica. Era successo anche con Inglorious Basterds. E quindi alla fine “Django Unchained IL FILM” manco si merita di essere giudicato per la sua trama, per il romanticismo tedesco di Schultz e per la discesa nelle tenebre di Django Freeman, per il magone da finali tristi e per la gioia da finali felici. Perchè sono illusioni durate due ore e dieci minuti. Resta un cinema brillante che ammicca, diverte e stuzzica (e sia chiaro che non è poco) mettendo in scena una sorta di teatrino o una stanza dei giocattoli che però al giorno d’oggi non è che sia una grande conquista stilistica o critica. Anche perchè il discorso critico era più roba da La casa nel bosco, che, tra l’altro, era riuscito a salvare capra e cavoli in un’ora e mezza scarsa di meta-horror. Quentin invece ha scelto la capra. Non gliene faccio una colpa, non m’incazzo con il suo film, però, se devo schierarmi per forza, dico che amavo il suo cinema quando sui titoli di coda mi restavano in testa il patetico, commovente amore di Max per Jackie o Vincent Vega smitragliato sulla tazza del cesso e mi chiedo perchè, invece, di Shoshanna o King Schultz (dopo la fatal digressione finale) me n’è fregato relativamente poco.

One thought on “Ci faccio la tesi sui significati reconditi di “La D è muta” (pro/contro di Django Unchained venduti come listone del martedì)

  1. Catarsi cinefila un cazzo, Django è una pila sgraziata di citazioni, dura un sacco perché Tarantino non ha saputo semplicemente fare una selezione su cosa sbattere dentro e ha messo TUTTO, senza manco provare a rimescolare un po’. Come film al di là del citazionismo è solo vagamente divertente, bello MAI. Kill Bill è una figata atomica e mi sconvolgo ogni volta che incontro qualcuno che non la pensi così

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