il listone del martedì: LE DIECI PEGGIORI SOLUZIONI D’ABBIGLIAMENTO VISTE ALLA SERATA INAUGURALE DEL MET DEDICATO AL PUNK

l'orrore. l'orrore.
l’orrore. l’orrore.

Apre una mostra al Metropolitan Museum of Art e si chiama PUNK: CHAOS TO COUTURE. Copio e incollo dal sito: The Met’s spring 2013 Costume Institute exhibition, PUNK: Chaos to Couture, will examine punk’s impact on high fashion from the movement’s birth in the early 1970s through its continuing influence today. Featuring approximately one hundred designs for men and women, the exhibition will include original punk garments and recent, directional fashion to illustrate how haute couture and ready-to-wear borrow punk’s visual symbols. Pare sia una specie di grande evento annuale del mondo della moda, quest’anno dedicato al punk appunto, e con tutta probabilità futura meta di viaggi newyorkesi di coppie alla moda con l’ultimo disco dei The Knife nelle cuffie dell’iPod e una tonalità troppo scura di rossetto sulle labbra. Ieri sera c’è stato un gran gala iniziale nel quale le star si sono presentate vestite a tema. Abbiamo visto la versione punk di Beyoncé, quella di Rooney Mara (la quale per quanto mi riguarda poteva presentarsi vestita da Lisbeth Salander con la maglietta FUCK YOU YOU FUCKIN’ FUCK e nessuno avrebbe avuto un cazzaccio da ridire), quella di Anne Hathaway ed altra gente così. Non è che voglio star qua a fare il martire e il costretto a sanguinare e quello che ne sa qualcosa di moda, ma al mio occhio inesperto non ho MAI visto una photogallery con così tanta gente vestita a cazzo in tredici anni di militanza internet, neanche ai tempi di DiedLastNight. Non sarebbe stato meglio se queste tipe si fossero presentate in shortini e maglietta degli Adolescents, tipo Annalisa Scarrone? Difficile a dirsi. A guardare le foto comunque sembra che come al solito Marky Ramone, tristemente vestito da Marky Ramone ma nello stesso momento dato morto per un incidente stradale nello status di Facebook di un mio amico, e in questa cosa molto punk, qualsiasi cosa significhi la parola punk. Se lo chiedete a me, vi rispondo che la serata di ieri è l’ennesima testimonianza di quanto l’influsso culturale del punk abbia dato il via ad una delle ere più deprimenti della storia della cultura contemporanea. Fortunatamente, ed è una cosa che non tutti sanno, non dovete stare ad ascoltare me: la redazione del blog Bastonate si avvale di un collaboratore con contratto a progetto (conquistiamo il mondo e dividiamo gli schei) specializzato in fashion e design, cioè sostanzialmente l’unica persona che conosco e sa qualcosa di moda. Si chiama Marina Pierri e ci regala la sua lista delle DIECI PEGGIORI SOLUZIONI D’ABBIGLIAMENTO VISTE ALLA SERATA INAUGURALE DEL MET DEDICATO AL PUNK, con tanto di intro metodologica. La parte in corsivo è sua.

Il Met di quest’anno aveva il punk come traccia libera, e questo lo sanno pure le pietre. Il messaggio che pare non sia stato colto appieno dai partecipanti, però, era il seguente: non esistono vie di mezzo. O strafai, o niente. Se fai a metà ti becchi un clamoroso «MEH», cosa che – per quanto mi riguarda – merita tutto il 90% che per l’occasione ha optato per l’asimmetrico (uuuh! L’asimmetrico! Che mattata!). Qui di seguito quelle che hanno strafatto, fatto a metà, o non fatto per niente, ma tutto all’insegna del  disastro.

 

10. JANUARY JONES
Il trucco ci sta, ma il vestito ha una forma urenda e le scarpe sono oscene. Sarà lo shock culturale da cambio di look della massaiA di «Mad Men», ma sembra tozza. Al CBGB ce l’avrebbero fatta entrare perché era bona, ma prendendola per il culo tutto il tempo.

 

9. MADONNA
Boh, è un po’ un “sì” e un po’ “no”, ma essenzialmente “no”. Non è per moralismo: una può vestirsi come le pare a qualsiasi età e per me Madonna non è mai ridicola. Ho solo dei dubbi veri sull’outfit su cui indubbiamente ha pensato, ma male.

 

8. CLAIRE DANES
Questo vestito fa tanto “ho fatto i compiti a mio modo”, ma sembra la maglia della pelle di Mithrandir di Frodo Baggins e nel complesso le sta male.

 

7. ASHLEY GREENE
Sarebbe non male sulla carta ma, nei fatti, questo abito molto vampiroso (e per forza) di Marchesa la fa sembrare un catamarano dalla vita in giù. Ma pure dalla vita in su.

 

6. ANNE HATHAWAY
Questa non l’ho capita. A parte che lei mi sta sul cazzo, ‘amo capito che sei stata Catwoman e hai scelto una trasparenza felina che per qualche motivo ha anche delle piume corvine, ma il vestito è una bruttazza inguardabile. D’altronde non mi piace MAI come si veste.

 

5. BEYONCÉ
Mi è raramente capitato di dire: «Oh, com’è vestita bene Beyoncé!», ma la forma di questo vestito è tutta sbagliata per il suo corpo, senza contare che non me lo metterei nemmeno se me lo regalassero.

 

4. AMANDA SEYFRIED
Donne, arriva il tappezziere! Così noioso e già visto che sarà anche vintage Givenchy, ma vince il premio “Zya Vintage Givenchy” dell’anno.

 

3. TAYLOR SWIFT
Che cosa diavolo è? Rete, perline, morbide onde bionde e una bella overdose di WTF per una persona che sta al punk come Kekko all’Haute Couture.

 

2. KIM KARDASHIAN
Peggio di quello c’era solo un vestito a righe orizzontali. Rezpect per il sottotesto “anche se sono incinta non voglio rinunciare a niente”, ma questo è un abominio. Kanye, e niente le hai detto?

 

1. ALISON WILLIAMS
Oh, god. Questa COSA è semplicemente terribile in ogni suo aspetto. E pensare che lei è così caruccia. Qui, cari amici, possiamo osservare in un colpo solo tutte le tendenze (brutte e sbagliate) del MET: il già citato asimmetrico, i rigonfiamenti random, lo strascico Morticia e varie cifre gotiche, il pizzo «Like a Virgin», l’orrore. L’ORRORE. 

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8 commenti su “il listone del martedì: LE DIECI PEGGIORI SOLUZIONI D’ABBIGLIAMENTO VISTE ALLA SERATA INAUGURALE DEL MET DEDICATO AL PUNK

  1. Pingback: The great punk’n’roll swindle | Felson

  2. La Hathaway ha detto in diretta di essersi ispirata alla Debbie Harry degli esordi. Non che renda il look meno triste ma almeno è stata una delle poche sul red carpet che è riuscita ad articolare tre parole intorno a qualcosa di vagamente punk. Peccato che un minuto prima si fosse vista la vera Debie Harry, sempre più vecchia e imbolsita e quando le facevano le domandine idiote sembrava davvero un’anziana un po’ smarrita che si chiede dove sia finita la badante.

  3. trab il said:

    è marina pierri a scrivere di moda col tuo pseudonimo o stai diventando tuttologo? 🙂

  4. no però secondo me citare debbie harry è una specie di buco nero creativo a prescindere. spero che abbia detto tra l’altro “la grande debbie harry degli esordi”, o tipo un contraddittorio subito. “no aspetta dimmi il nome di due dischi dei Blondie”. e se risponde corretto le si dice “stimati”.

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