dischi stupidi: DEAFHEAVEN – SUNBATHER

di solito è uno che riesce a trasformare il suo disprezzo per l’umanità in una professione.

Il nuovo disco dei Deafheaven è abbastanza buono ma un po’ noiosetto, e ha il problema fondamentale di contenere qualche sfogo metallone urlato che rovina la pappona e crea parentele inesistenti con certa musica estrema. Se fosse cantato da una ragazza avremmo i nuovi My Bloody Valentine di questo semestre (un po’ sfigati nella tempistica, se vogliamo: i nuovi My Bloody Valentine del semestre scorso sono stati i My Bloody Valentine). Riconosco al gruppo la capacità di scrivere riff malinconici molto più decenti di chiunque si sia cimentato nella battutissima strada che porta dal black metal all’ambient dronata e al post rock, ma rimane il fatto che Sunbather è un disco abbastanza buono ma un po’ noiosetto e tutto sommato la classica cosa fatta per mandare in botta i giornalisti musicali. Esempio:

La sensazione finale ascoltando il secondo full-length dei Deafheaven è la stessa di quella iniziale, ovvero: i Deafheaven tentano la via del metal-hipster, il che concretamente significa ben poco ma aiuta a capire in che territorio cerca di muoversi questa band californiana. 

(Stefano Gaz, SentireAscoltare)

Qualcuno prima o poi dovrà mettersi a pensare a quanto negli ultimi anni s’è abusato della parola hipster. La parola hipster non significa niente, NIENTE, forse significava qualcosa due anni fa ma anche allora era più qualcosa di intuibile che qualcosa che funzionava in senso stretto. E sicuramente hipster non è un genere musicale, anzi musicalmente nasce proprio per descrivere gli ascolti di gente che non ascoltava un genere musicale, quindi scrivere “metal-hipster” (oltre a crearmi grossi scompensi personalmente) immagino significhi scrivere “metal ascoltato senza nessuna ragione da persone con i pantaloncini sopra il ginocchio”, oltre al fatto che in realtà i pantaloncini sopra il ginocchio sono molto più comodi dei pantaloncini sotto, anche se personalmente ancora non riesco a portarli e questo è un problema MIO ed indirettamente un problema di Stefano Gaz, il quale probabilmente scrive cose senza senso nei suoi pezzi perché la gente come me si ostina ancora a vestirsi come Phil Anselmo. Non so se sia in qualche modo trapelato che non ho idea di che cosa significhi “metal-hipster” in generale e a maggior ragione applicato al disco noioso in culo dei Deafheaven, ma in qualche modo la definizione di Sentire Ascoltare viene livorosamente controbattuta da Ondarock:

Un dato di fatto: chi oggi riesce a scalare i gradini dell’underground e raccogliere consenso presso un pubblico più vasto e insospettabile, verrà tacciato senza indugi di “hipsterismo”, malvisto dalla fazione true e deriso da chi ritiene si tratti di una ennesima trappola dell’hype. Quante le terminologie detestabili e gli atteggiamenti di superiorità nella nuova guerra santa, quella del download e dell’ascolto compulsivo, purché se ne parli (male). E’ il destino di chi, come i Deafheaven, cerca in ogni maniera di rifuggire tanto l’iconografia quanto i cliché musicali che li vorrebbero inscatolati in un trend preciso, per non rischiare – sia mai! – di considerarli un’eccezione nell’attuale panorama “estremo”.

(Michele Palozzo, Ondarock)

Un dato di fatto è anche che centinaia di gruppi black metal si stanno evolvendo tutti nella stessa direzione, un po’ My Bloody Valentine un po’ Temporary Residence e quelli senza fantasia un po’ Sunn(o))), producendo dischi immancabilmente pallosi, tristi, poco innovativi, autoindulgenti e qualsiasi altra cosa brutta vi venga da pensare parlando di un disco metal, e trovano sempre qualche giornalista che gli tiene bordone mettendo le mani avanti e certificando il temerario sperimentalismo della proposta. Gente che continua a lamentarsi della chiusura mentale dei TRVE metallers e non ha un cazzo da dire sull’attuale (e pare irreversibile) ingentilimento/pussificazione del metal estremo contemporaneo. Che poi estremo, voglio dire, tra il “black metal” fino ai primi duemila e questa roba ci passa più o meno la stessa differenza che passa tra dare fuoco a una chiesa e dover aspettare tua mamma per accendere il fornello sotto la pentola dell’acqua (e sia comunque messo a verbale che lo staff di Bastonate, messo a scegliere forzatamente tra chiese in fiamme, nazismo di ritorno, Satana, omicidio, suicidio, sniffare carogne di animali e pasta al ragù sceglierà sempre e solo quest’ultima). Questo non è tacciare i Deafheaven di untrueness, è semplicemente la stracazzo di ultima e definitiva verità su questa faccenda. I dischi dei Deafheaven non sono dischi metal, (Sunbather meno di quello prima), e il loro disperato tentativo di sembrarlo introduce nella loro musica una componente di cattiva fede che non aiuta il giudizio finale. E una volta di più, non c’è niente di nuovo e di coraggioso nel suonare (decentemente e in maniera interessante e mortalmente noiosa) come i MBV o i Mogwai o nell’aggiungere nuovi (LOL) elementi ad un impianto di normale e onesto metal estremo. Così come non c’è niente di naturale o di violento nel fare plin plin con una chitara acustica per dieci minuti e poi sbroccare urlando PORCOD*O LA MIA ANIMA VUOTA DILANIATO DALLA LUCE per un minuto scarso. Per tutto il resto, cioè giudicando il disco come un onesto prodotto di normalissimo post/shoegaze/qualcosaltro/rock finto-avant, Sunbather è un prodotto abbastanza buono e un po’ noiosetto che consigliamo di ascoltare a basso volume dopo una doccia con il condizionatore attaccato, una buona rivista online sull’iPad ed un Pinot grigio servito tra i 4°C e i 6°C.

35 thoughts on “dischi stupidi: DEAFHEAVEN – SUNBATHER

  1. Comunque è ovvio che per uno a cui non piaccia il genere questo disco possa risultare noioso,come quello precedente(sentitevi Violet).
    In ogni caso siamo noi che li accostiamo al genere ”estremo”, loro non si definiscono black metal e non fanno black metal.Non penso vogliano nemmeno sembrare una band black metal,hanno delle influenze black ma non lo vogliono essere.

  2. Lucidissimo.
    In 50 righe trovo articolato logicamente quello che ho solo provato fisicamente in 5 minuti di ascolto di “Sunbather”…
    Tutto sommato, credo ci voglia più violenza (fisica) da parte dei veri metallari (quelli che ancora ascoltano I Classici, senza sorriderne) nei confronti di chi si appropria di qualche aspetto superficiale del metal per guadagnare qualche Punto Pesantezza, e contribuisce a formare un pubblico che ascolta musica pesante in modo leggero (ovvero, senza coinvolgimento fisico/emotivo, solo sollazzo intellettuale).
    Insomma: BOTTE.

  3. Giusto, ammazziamoli tutti, death to posers, trve metal o morte
    aaaaaaaah quando c’era Lui sì che le cose funzionavano e i treni arrivavano in orario

  4. Solite cose a caso:
    1- Mi piace che tutti diciate che questo non è un disco metal. Ho cercato di autoconvincermene anche io per lungo tempo quando l’ho ascoltato, m’è piaciuto e l’ho comprato.
    2- Totale dissenso sull’apologia al pantalone corto sopra il ginocchio, pure che presa alla lontanissima e fintamente mascherata.
    3- La prima rece citata secondo me un suo senso ce l’ha, nel concetto, se si esclude il fatto che non credo si debba parlare di un disco in quei termini. Mai. Se l’ho capita giusta, io per dire la stessa roba avrei detto poser invece che hipster, ma poi avrei aperto ad immaginari differenti e l’ipotetico lettore avrebbe rinunciato all’ascolto pensando di avere in mano tipo gli Atreyu. Quindi con hipster forse ha azzeccato il termine giusto per dire quel che voleva dire. La seconda rece invece non l’ho proprio capita e non ho voglia di rileggerla perchè non capirla di nuovo mi farebbe prendere male.
    4- Per me è un bel disco e tu hai essenzialmente torto.

  5. secondo me -a un certo punto- uno che mette le parti vocali urlate così e i blast beat così un po’ black metal vuole sembrarlo.

  6. ke poi il disco è carino e fa piacere leggereci le recensioni su siti insospettabili, gli stessi siti ke si fileranno tantissimo il nuovo dei la quiete quando uscirà scommetto.

  7. La recensione su sentireascoltare secondo me è molto corretta. Hipster/poser/modaiolo o comunque lo si chiami, è un dato di fatto che ci sia una nuova fetta di pubblico coi pantaloncini sopra il ginocchio che si interessa ad un certo tipo di musica. Che il disco non sia male ok, ma la definizione è azzeccata. Citando il commento precendente, il nuovo dei la quiete se lo fileranno siti insospettabili proprio perché adesso il mondo hipster ascolta pure l’hardcore, Sunbather è emblematico in questo. Un gruppo che non ha core ma suona core da una parte ed un pubblico a cui sostanzialmente del core non interessa dall’altra. Detta così sembra una brutta roba, in realtà va benissimo così, sono gli anni Dieci e ogni epoca c’ha i suoi prodotti culturali.

  8. A me, se un disco piace, interessa relativamente come si contestualizza a livello sociale. Intendiamoci, i concetti di scena e appartenenza in ambito culturale, come derivati di un certo genere musicale, piacciono parecchio. Ma non mi scompongo più di tanto se non ci fitta dentro il 100% di quel che esce, musicalmente, in quell’ambito. Non so come dire. Se domani i Modà facessero un disco HC che mi piace parecchio sarei pronto ad accettarlo e ad accettarli conscio del fatto che con la scena HC non c’entrino. Si può discutere ore della cosa da un punto di vista sociale e culturale, incazzandosi anche con i Modà volendo, ma questo a mio avviso non potrà mai rendere meno bello il disco. Come, sempre a mio avviso, il disco di gente che ci crede e che fa roba TRUE perchè arriva da decenni di militanza non è assolutamente detto sia un bel disco. E invece pare che essere le persone giuste per fare un disco di quel tipo molto spesso faccia del disco un bel disco a priori.
    Io la scena non l’ho mai vissuta (eccezion fatta forse per un breve periodo di militanza passiva nella scena punk-rock brianzola di 15 anni fa), ma non per questo mi sento delegittimato ad ascoltare certa roba. E manco mi sentirei delegittimato a suonarla, se ne avessi i cazzi e le capacità.

  9. @manq
    però per me non si parla di questa cosa, si tratta di tenere i piedi in due staffe. a me la parola “HC” non piace, però c’è un motivo per cui tu suoni una cosa e qualcun altro ne suona un’altra. dire che una cosa radicale/violenta può essere fatta solo da qualcuno che pensa in un modo radicale/violento per me non è chiusura mentale, è buon senso.

    @michele
    non sono d’accordo con quello che dici -per prima cosa la quiete sono parte di un giro postpunk che poi è diventato quella roba tipo post-wave o quel che è e insomma in qualche modo è normalissimo che loro e i death from above 1979 fossero ascoltati dalle stesse persone.
    (e portavano i jeans tagliati sopra il ginocchio nel 2001, i la quiete dico)
    ma al di là di questa cosa per me continua a essere una definizione totalmente impropria: o meglio, i Deafheaven probabilmente suonano musica che attrae i fan di quella roba shoegaze (è fisiologico, essendo appunto shoegaze) e un certo tipo di “hipster”, diciamo così, ascolta black metal. però non è il problema del disco e non è una cosa secondo me voluta. per me il problema è a monte, nel realizzare un disco metà screaming vocals e blast beats e metà chitarrine plin plin malinconiche. e nel leggere che tutti lo considerino una cosa interessante, quando invece è solo un incrocio improbabile o meglio ancora un buon disco shoegaze derivativo in culo che ogni tanto si lancia senza motivo in degli sfoghi black metal.

  10. Poi la smetto eh, giuro, però non sono d’accordo un cazzo. Per me può essere assurdo che qualcuno pensi di gridare come un maiale scannato la grandezza di Dio e la bellezza del suo regno sopra una base grind. Però non posso sostenere che tutti i gruppi christian metal/core/whatever facciano dischi brutti a priori solo perchè il messaggio non è credibile o contestualizzabile nel contenitore sonoro in cui è inserito. Così come se ti piace un certo tipo di suono non devi per forza aver voglia di scrivere pezzi su satana perchè magari di satana te ne frega relativamente. E cmq io di 3/4 dei dischi che ascolto alle parole e al messaggio manco ci bado perchè altrimenti avrei seri problemi con me stesso.
    Non capisco se fai o meno differenza tra chi ascolta e chi suona. Assodato che una roba radicale e violenta può piacere anche a chi radicale e violento non è, non vedo il salto da poterla apprezzare e poterla suonare.
    Poi sulla parte in risposta a michele non ti seguo proprio. Assodato che io ascolto solo musica di merda, ma niente shoegaze e meno ancora black metal, e questo disco cmq lo apprezzo il punto che mi è proprio difficile da mandar giù è mix improbabile. C’è gente al mondo che gratta il grana sulle cozze e che pasteggia col cappuccino. Per me è roba da voltastomaco, ma saranno ben cazzi loro no?
    Davvero, non seguo.

  11. Ho dimenticato di aggiungere che per me derivativo è molto diverso da brutto o sbagliato. Il che mi pone probabilmente su un piano diverso di analisi.

  12. Secondo me invece è proprio questo dualismo(chitarre plin plin e pezzi tiratissimi e urlati) che li rende super interessanti.
    Anche i lantlos erano simili a loro ma non sono stati cosi aspramente criticati.

  13. ma appunto la cosa che fa sorridere è che questi ce l’hanno fatta a sfondare con le stesse idee che usano tutti boh… dal primo ep di neige? tanto tutto il black metal amereggano nuovo è così prendi xasthur e leviathan li registri meglio e più tranquillini ed escono mille mila dischi all’anno tutti uguali tipo addaura wolves in the throne room fino ai krallice etc etc tutti cagati normalmente dalla critica, poi arriva questo con la copertina rosa, un pelo più tranquillo ancora e testo emo e bom! tipo giù a spingerlo il giorno dopo l’uscita su siti come spin prima ancora di p4k. tanto sono dell’idea che tra un paio d’anni chi “inizia” con questo si metta comunque ad ascoltare i darkthrone (i dischi nuovi ovviamente) o archivi l’esperienza bm.

  14. Diciamo che i deafheaven del demo e roads to judah potevano essere definiti anonimi mentre con sunbather hanno introdotto qualcosa di un po’ diverso, non so spiegare cosa ma all’ascolto li trovo differenti da tutti i gruppi in circolazione.
    Ovviamente anche il fatto di mettersi a suonare in camicia e usare una copertina rosa non è lasciata al caso secondo me.
    In ogni caso per me il loro demo resterà imbattibile.

  15. È proprio il discorso dei piedi in due staffe quello che volevo fare, poi forse da come l’ho scritta sembrava messa giù dura, ma la mia osservazione voleva essere una constatazione, non un atto d’accusa. Io nei passaggi più “interessanti” di Sunbather c’ho sentito delle pose, e l’etichetta “best new music” su Pitchfork e l’interesse da parte degli “insospettabili” mi sono sembrati confermare la percezione che ho avuto del disco. Poi a uno piace o non piace il disco indipendentemente da cosa dicono in giro, ci mancherebbe, però a parer mio se suoni un certo tipo di musica il contesto pesa, ma parlerei quasi in termini di onestà intellettuale più che di “scena” o menate del genere. E proprio perchè il contesto pesa, sui la quiete niente da dire, ad avercene di gente così; mi dispiace che hai frainteso.
    Ecco, ho finito.

  16. Il punto è che buona parte di questi gruppi para-black metal Usa è composta da gente che in adolescenza ascoltava MBV e roba Temporary Residence e poi, in età più tarda, ha avuto quell’infatuazione per il black metal che ho visto avvenire spessissimo in gente proveniente dal giro ‘indie’, quindi giocoforza non possono avere un’impostazione metallara manco quando vanno di screaming e blast beat. Di contro, uno come Neige è un metallaro che, crescendo, ha scoperto i MBV ma, di base, resta un metallaro. Qua ci sarebbe da fare il ragionamento sul perché il black metal abbia sfondato presso un certo pubblico e altri filoni del metal no, né avrebbero mai potuto, ma si farebbe notte.

  17. Il fatto è che gruppi come i deafheaven,per quanto ho potuto notare, li ascoltano per lo più persone che arrivano dall’indie,dal post rock e anche dallo screamo e non persone che solitamente ascoltano black metal.

  18. fate così bloccate gli accessi a questo blog.
    da ora in poi può essere letto solo da john d. raudo

  19. che poi. sono io che sono un tipo di pubblico che prima non leggeva bastonate, ora si, e pretendo che si adegui il blog ai tempi. non è così, mi devo adeguare io 🙂

  20. Bho a me è piaciuto, poi il resto sticazzi.
    In mia difesa dico che sono patito sia di roba hipster(che odio) tipo hardcore e tutte le sonorità che vanno di moda ora, sia di trumetla.

  21. Notavo una cosa. Quasi tutti, compreso il recensore, parlano di chi ascolta il disco e dibattono su definizioni e categorizzazioni. Io non voglio nulla di tutto ciò, tra me e la musica che ascolto. Solo io e il suono. Che, in questo caso, mi ha emozionato parecchio, Bravi, Deafheaven, le mie corde le avete toccate, eccome. E’ tutto ciò che mi serve sapere.

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