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tema: LA MUSICA DI MIO BABBO. svolgimento:

Detrocboi
Detrocboi

Io con mio padre ho sempre avuto un rapporto complicato, con mamma non ne parliamo neanche, tre anni fa sono andato in analisi e con certe cose ci ho fatto pace, altre no e forse non ce la farò mai.
Mio padre è uno di quelli che per prima cosa mi ha insegnato ad essere comunista e non vuol dire che sentisse i cori dell’armata rossa perché credo che uno dei primi dischi che mi ha comprato era Bianca e Bernie, i pezzi del film su vinile, una roba inquietante che però oh, alla fine il suo dovere lo faceva che mica c’erano le vhs.
Mio padre e mia mamma avevano la raccolta di dischi comune quindi erano un po’ di tutti e due, na cosa comunista seria tanto che quando hanno divorziato sono rimasti tutti a casa.
La cosa che ricordo di più era De Gregori la domenica, duecoglionididegregori tutta la domenica mattina, soprattutto Rimmel che già non si capisce un cazzo ora figuriamoci a sei anni, con ste frasi astratte, ste situazioni kafkiane tipo “ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi“. I miei se la cantavano e io dopo un po’ per esasperazione anche al pensiero di che si grida sto sposo e soprattutto perché. Però ecco, De Gregori lo sento ancora anche se le parole ancora non le capisco.
Abbiamo fatto un viaggio in Jugoslavia quando era ancora intera, quel viaggio era La voce del padrone di Battiato. Immaginate TUTTA LA JUGOSLAVIA in macchina e con solo due cassette dietro di cui una Battiato?
Ecco. Io solo con gli intro ho l’angoscia vera, il senso di morte reale, che da ragazzino soffrivo anche la macchina ed erano tutti tornanti e quel disco sono tante sbrattate a bordo strada e tanti due coglioni così. Che poi oh “Battiato è un genio” ma sempre alla festa de Il Secolo è andato a suonare ma questi sono altri discorsi.
Battiato chiamava sicuramente anche Alice, che era il suo alter ego, sinceramente a me faceva un po’ridere il vocione impostato ma almeno era una delle prime se non la prima voce femminile che sentivo, poi per la maggior parte erano canzoni di Battiato e quindi brutte non erano.
Il pallino di mio padre è sempre stato Battisti, che quanto è genio Battisti che paroliere è Battisti e va bene. Ok. Datemi tregua, voi ricordate quand’è il momento in cui avete parato a memoria la prima canzone di Battisti? Io no. Forse alla nascita, e non l’ho mai retto eh, sia chiaro.
Altra canzone, non autore, era 1950 di Amedeo Minghi, che per me ancora oggi rimaniamo dalle parti del capolavoro assoluto, ecco quella c’era il gusto vero a impararla a memoria anche se pure lì senso del testo mah sì boh.
C’era poi Dalla. Ecco parliamone, che se alla fine so a memoria almeno metà della prima discografia tipo Piazza Grande o boh aggiungete voi non era per qualche viaggio ma perché era una delle cassette sempre in macchina. Forse quella a cui ero più affezionato.
Gino Paoli poi col Cielo in una stanza, ecco pure lì che gli dici, gli perdoni anche che ora vota PD e che sono rimasto il solo in famiglia a dire “sì ma Berlinguer”.
Mi poteva dire peggio, per altre cose peggio me l’ha detto e tanto, non era colpa di nessuno però, chiamiamolo caso o rogne, le canzoni sono rimaste e almeno stanno tutte nel posto giusto, in una cassetta nel cassetto di una macchina che non c’è più.

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Giorgio Palumbo

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