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C’è sempre il giorno che i quotidiani hanno da ridire sul grind

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Colonna sonora di quanto state per leggere, nel nome de LA RESISTENZA (non so a cosa né perché), è un pezzo implementato dal collettivo Attività di Bomberaggio, che in realtà è composto dal solo Alberto Guidetti, e consiste di qualche secondo preso dall’ultimo disco di Dente, looppato e velocizzato per i sedici minuti e 45 secondi che vi serviranno a leggere il pezzo. Pronti? Via:

La storia di oggi è che mi sono piazzato una playlist di spotify con il nuovo disco dei Be Forest e l’ho recensito traccia per traccia. Arrivato alla fine ho pubblicato il pezzo sul sito, e mentre lo facevo ho scoperto che il disco usciva sull’etichetta di un mio amico. Così ho scritto al mio amico dicendogli “senti, ho scritto un pezzo che stronca un po’ un tuo disco, mi sento un po’ in colpa, leggi qua”. E lui mi dice che sì ok il senso di colpa ma che avevo ascoltato il disco VECCHIO dei Be Forest. Questo per dire che anche un sito come Bastonate non è esente da vergogna e sto passando il resto della giornata chiedendomi se è il caso di chiudere bottega.

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Per evitare di chiudere due settimane dopo aver aperto il dominio cerco di pensare che comunque in giro c’è di peggio, come quando da dodicenne venivo pestato dai miei coetanei e dopo un’ora andavo in cerca di bambini di undici anni da pestare. Della diatriba Mucchio/Rumore naturalmente è meglio non parlare, ma se posso permettermi COMPRATE RUMORE, chè io scrivo su Rumore e non sul Mucchio e Rossano Lo Mele non batte ciglio se gli consegno recensioni con voti tipo 2/10 al disco di Natale dei Bad Religion (presa a male istantanea, veramente, il nescafè della presa a male). Sulla copertina in sé invece non ho un granché da dire, è un bell’effetto mesmerico vederle una accanto all’altra in edicola, un posto che frequentate ancora meno del negozio di dischi a cui almeno vi degnate di passare un giorno l’anno per vedere che INIZIATIVE e/o SCONTI hanno deciso di mettere insieme per il Record Store Day. Non voi, dico gli altri. Dicevo, non potendola prendere né col Mucchio né con Rumore, decido di prendermela con il Resto del Carlino.

Bologna Violenta ha messo insieme un disco che si chiama Uno Bianca, non l’ho ancora sentito ma lo immagino (Bologna Violenta non è un finto, lo ascolti e lo vai a vedere per stare male, ottieni lo stare male, torni a casa, ti spari due grappe, il giorno dopo vai al lavoro -grande metafora della cultura occidentale contemporanea). Del disco ha parlato il Pecora in precedenti occasioni, cercate “bologna violenta” nel motore di ricerca che mi sono AMMAZZATO per mettervi qui di fianco o se siete pigri cliccate qui. Dicevo, il disco dev’essere una cosa bella pesa ed ha allegato un borderò che riassume atti processuali a cui si riferiscono i pezzi. Il Resto del Carlino si scandalizza. Suppongo Manzan non abbia troppi problemi con lo scandalizzarsi del Carlino, ma c’è comunque un pezzo (firmato Beppe Boni) in cui il disco non viene stroncato ma –sostanzialmente- purgato ex-ante. Va benissimo, naturalmente, ma per farmi passare la scaglia se non vi dispiace metto stralci del pezzo del Carlino, con alcuni commenti a favore della tesi “se non andavate in stampa non è che mi offendevo”. Di solito non faccio l’analisi logica agli articoli altrui, ma la Uno Bianca me la sento addosso per questioni anagrafiche e geografiche (sono nato a Cesena nel ’77). Le parti del testo originale sono in corsivo grassetto, i commenti in stampatello non grassetto.

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SI DICE che l’arte è libera come l’aria, vola alta sulla politica e sulla società e dalla vita che scorre trae spunti e ispirazione. Fortunatamente non l’ho mai sentito prima di adesso.

Ora il romanzo criminale della Uno Bianca, storia di morte e di ferite morali e umane ancora aperte, finisce in musica. Inciso: io sono contrario all’uso di espressioni precotte tipo “romanzo criminale”, e capisco che possa essere una paturnia mia, ma se lo usi riferendoti ai fatti della Uno Bianca in un pezzo che parla di purgare certe opere perchè non se ne , ecco, alla seconda riga hai già un bell’autogol peso.

Giusto? Sbagliato? Dipende dalla chiarezza del messaggio e dal contesto che ne escono. Questa è una teoria secondo cui –tipo- la prof di italiano ti dà un tema su Piazza Fontana e se dopo averlo letto non ha colto IL MESSAGGIO brucia il tema e ti conta come assente il giorno del compito in classe.

Non è la prima volta che uno dei capitoli neri d’Italia finisce sul palcoscenico. È successo anche con la strage di Ustica, una vicenda diventata spettacolo teatrale, scarno, evocativo, altamente efficace, nato sotto l’egida dell’associazione parenti delle vittime. Già, beh, De Gregori ha fatto una canzone sull’amico di Girardengo che rapinava banche in bici.

(…) I parenti delle vittime per loro ammissione sapevano e non sapevano di quest’opera in musica E QUESTO CHE CAZZO SIGNIFICA? I parenti delle vittime ammettono di sapere e non sapere? Alcuni parenti sapevano e alcuni no? Sapevano che sarebbe uscito il disco ma era stato loro assicurato che sarebbe stato un disco lounge?

Il titolo (Uno Bianca tour), esce tragicamente dal buon gusto dato che sulla scena, quella vera, ci sono 24 morti e 102 feriti, OK, questo è verissimo. Peraltro a Manzan dispiacerà molto di sapere che i dischi di Bologna Violenta non sono considerati musica di buon gusto, e se vi dispiace vorrei non essere io a dirglielo. Però il disco si chiama Uno bianca, non Uno bianca tour. Il secondo titolo ha una dimensione sarcastica che nel titolo originale non c’è. Probabilmente Uno bianca tour è il nome del tour che accompagna l’uscita del disco.

i brani sono solo strumentali. A un certo punto doveva arrivare anche la critica artistica.

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L’arte è libera, certo (contrariamente a quanto sembra, questa non è un’autocritica dell’autore del pezzo)

e le opinionin si scontrano sul web, arena permanente dove ormai tutti si confrontano. Figurarci se a un certo punto non saltavano fuori internet e l’opinionite.

La sensazione amara è che ci troviamo di fronte ad una buona intenzione deragliata in una operazione maldestra che accenna e non spiega, che cavalca più l’onda dello show che la passione civile. Parlare della Uno bianca e dei misteri che ancora in parte circondano quella stagione di sangue e di morte non è cosa semplice. E non è cosa per tutti. Ora io non ho idea se fosse la passione civile o cavalcare l’onda dello show a spingere il Carlino a stampare tutte quelle pagine il giorno coi dettagli delle morti il giorno dopo le sparatorie, ma le pagine un po’ me le ricordo perché la Uno Bianca a Cesena ha sparato.     

E’ un argomento che va maneggiato con cura e perizia e soprattutto con la capacità di saper trasferire la conoscenza dei fatti e il messaggio giusto comodo spararla così e poi non dire QUAL È il messaggio giusto. A proposito: qual è il messaggio giusto? “Uccidere persone non è carino”? “Non si parla della Uno Bianca se non sei parente di una vittima”? “Roberto Savi era una brutta persona”? Massima solidarietà ai parenti delle vittime, ma non mi serve un disco per capirlo.

soprattutto a chi non ha l’età per ricordare e per capire quegli anni di piombo. E vai di espressioni precotte. Diocristo GLI ANNI DI PIOMBO erano prima della Uno Bianca. ROMANZO CRIMINALE era la banda della Magliana.

Altrimenti è tempo speso male (scusa)

e la memoria si macchia inutilmente. di cosa? Niente, passiamo alla morale:

Non tutto può diventare un concerto rock.

Dispiace dire all’autore Beppe Boni che purtroppo il rock –come l’arte in generale, e come le opinioni a caso su internet e le chiacchiere al bar- nasce dall’interesse per le cose, e certe cose interessano la gente più di altre, e bene o male la Uno Bianca è un argomento che ha segnato l’opinione pubblica e non è infrequente nel rock. Avessi scritto “è solo rumore a cazzo” sarebbe stato ugualmente sbagliato ma almeno più onesto. Non fosse stato per le pagine di cronaca nera dei quotidiani e l’overload di dettagli, probabilmente un episodio di cronaca come la Uno Bianca non starebbe dentro l’immaginario popolare e Manzan non si sentirebbe spinto a crearne una immaginaria versione in musica. STACCE.

6 Risposte a “C’è sempre il giorno che i quotidiani hanno da ridire sul grind”

  1. La cosa veramente grave è che hai stroncato il primo disco dei Be Forest.

    Attività di Bomberaggio è il mio nuovo artista preferito.

  2. siamo sviati su tutto da questi vermi, che per altro non si possono chiamare giornalisti…comunque ascolterò UNO BIANCA e spero di vedermi UNO BIANCA TOUR prima possibile….e mi è venuta curiosità anche per i BE FOREST

  3. come ti avevo già scritto, per me dovevi prendere la stroncatura track by track e correggere soltanto i titoli con quelli del nuovo disco, sarebbe stato fico uguale.
    anche se non quanto Attività di Bomberaggio.
    grazie, ciao, e.

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