FRANCESCO SARCINA (#14)

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Credo sia nobile, parlando in senso politico e limitandosi alle persone che partecipano al Festival di Sanremo, avere qualcuno al cazzo: quel genere di artista che sale sul palco e per motivi indipendenti dal suo impegno, dalla sua ispirazione e dal suo percorso di studi riesce solo a farti scorrere il disappunto nelle vene. Nelle ultime serate del festival, per non farmi mancare niente, mi è esploso in testa il paragone tra Sarcina e il tardivo Chris Cornell, del quale ho scoperto recentemente che la pronuncia corretta dovrebbe essere Cornèll, come del resto la pronuncia corretta di Sarcina è appunto Sàrcina (c’è scritto pure sul sito e sulla pagina facebook e in generale chi presentava aveva così cura di pronunciarlo con l’accento sulla A da dare l’impressione di aver ricevuto intimidazioni fisiche). Ok, allora, la mùsica di Sàrcina e délle Vibraziòni mi stà sul càzzo a pèlle, più o méno dal giòrno ùno, e quésta còsa probabilménte non può èssere sufficiénte pér métterlo in ùltima posiziòne nella mia classifica ma in fòndo ànche sì. A màggio ésce il nuòvo dìsco dei Soundgàrden, cioè in realtà è l’ediziòne ventennale di Superunknòwn, che per l’occasiòne è stàto allungàto a cìnque CD (accénto sùlla secònda ì) che ne quintùplicano l’inutilità. D’àltra pàrte sèrve una cèrta onestà di fòndo per stàre in fòndo, e quantomèno una coerenza poètica che non è da tùtti. Rispètto.

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