RENZO RUBINO (#11)

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Soon I discovered that this rock thing was true: Jerry Lee Lewis was the devil, Jesus was an architect, previous to his career as a prophet. All of a sudden, I found myself in love with the world, so there was only one thing that I could do, was ding a ding dang my dang a long ling long. Renzo Rubino si agita al piano come se questa cosa lo potesse spingere fuori dal nulla, e io non riesco a pensare che se questo è l’obiettivo si sarebbe dovuto scegliere un altro parrucchiere (fun fact: il mio parrucchiere di fiducia l’ho trovato tramite un sondaggio su Facebook). A conti fatti Renzo Rubino è una specie di breviario del Sanremo inutile, quello degli artisti senza troppa base che svoltano un pezzo non troppo brutto e si piazzano abbastanza bene da prenotare possibili partecipazioni future a cui segue quasi sempre e quasi solo quel gigantesco nulla che tributiamo a tutti coloro dei quali non siamo disposti ad ascoltare un disco manco per il LOL.

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