ricorrenze

jcar
Il 26 aprile 1994 esce il primo volume delle American Recordings di Johnny Cash, serie di raccolte di pezzi suoi (pochi) misti a reinterpretazioni più o meno improbabili di pezzi altrui trasfigurati alla sua maniera (la maggior parte). Ai controlli Rick Rubin, che per far suonare un disco come si conviene è come dire Maradona con un pallone ai piedi per una partitella al campetto. Altre ne usciranno, sempre dalle parti del livello pugni al cuore senza soluzione di continuità (unica eccezione, a voler cercare l’ago in un pagliaio grande quanto l’Alaska, Personal Jesus. Meglio l’originale. Tutto il resto è come miele per gli orsi). Cash veniva da decenni di cagate dalla bruttezza e imbarazzo incalcolabili. L’estate precedente avevo sentito la sua voce per la prima volta; cantava The wanderer, il pezzo che chiude Zooropa degli U2, l’unico del disco ad avermi fatto venire voglia di ascoltarlo fino alla fine senza scappare via urlando. (Non l’avevo comprato io Zooropa, ma il padre di un mio amico a cui probabilmente ho tolto il saluto)

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2 commenti su “ricorrenze

  1. “Rick Rubin, che per far suonare un disco come si conviene è come dire Maradona con un pallone ai piedi per una partitella al campetto.”
    In quegli anni sì. Poi purtroppo anche lui è impazzito e oggi sta rovinando tutti i dischi su cui mette le mani.

  2. in quegli anni, certo. anche lui come ogni cosa ha una data di scadenza, ma quante meraviglie comunque sia andata a finire…

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