QUATTRO MINUTI: GODFLESH – “Decline and Fall” (Avalanche)

godflesh

 

Primo EP con materiale inedito dopo tredici anni. Ringer sembra un’out-take di Selfless. Dogbite invece pare Spite con un testo ancora più minimale, il ritornello di Playing with fire (un’altra out-take da qualcos’altro, Slavestate a voler essere buoni, Hymns a voler essere stronzi) recita It’s all pain/There’s no gain con vocione orchesco, Decline and fall (il pezzo) dura talmente poco e cattura l’attenzione talmente di striscio da non farmi nemmeno iniziare a pensare a cos’altro mi ricordi. Testi che al confronto i Discharge sono filosofi greci e questa non è una novità, ci mancherebbe, solo che qui sbracano senza ritegno sullo sloganistico becero, non sono sentenze che colpiscono come lame, ne è passata di acqua sotto i ponti da Like rats per intenderci, e qui non c’è un cazzo da dire che valga la pena di essere detto. La batteria elettronica fomenta il giusto, i riff più ignoranti che presi male. La novità è che sono state usate chitarre a 8 corde per ottenere un suono ancora più ribassato. Sti gran cazzi. Dopo Us & Them sarebbe stato meglio tacere e questa cosina non inverte il trend. Prende bene se prende bene ascoltare un bambino non proprio sveglio ripetere all’infinito le stesse tre stronzate (quattro sarebbero troppe) parola per parola. Va bene la reunion, dal vivo su un palco che sia un palco e con suoni che siano suoni restano gli schiacciasassi di una volta, ma se l’andazzo è questo dischi nuovi anche basta dai.

 

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