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DISCONE – The Austerity Program – Beyond Calculation

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Non cerco quasi mai musica nuova, ne ho già parlato: ieri ho letto un articolo del NME in cui vengono raccontati brevemente 46 gruppi indie degli anni 2000 di cui nessuno si ricorda. Ovviamente in quelle maniere smart di adesso: ogni gruppo una foto e due righe, devi cliccare per scoprire il successivo e via di questo passo, così per ogni articolo invece che scrollare come un qualunque essere umano devi cliccare 46 volte nel sito di NME, con dei banner che ti si aprono a tradimento ad ogni foto e ti si piazzano al posto del tasto “avanti”. Ecco, diciamo che sogno spesso di vivere dentro un internet nel quale UN articolo sta dentro UNA pagina e contiene una o due immagini in tutto, magari inedite. Ma forse è chiedere troppo e sono io a non vivere smart, il che mi costa soldi e tempo. Mi consolo pensando che quelli che passano il tempo a creare articoli di 60 pagine l’uno e gallerie di foto con 12 inquadrature della stessa immagine un giorno MORIRANNO SENZA ASSISTENZA SOCIALE, perché il mondo che hanno costruito non la prevede e la dottoressa che dovrebbe intubarli sta CLICCANDO. L’incazzatura sale più che altro perché la lista dei 46 gruppi indie degli anni 2000 di cui nessuno si ricorda contiene più che altro musica di merda che sarebbe dovuta essere rimossa prima di uscire (per capirci il gruppo più buono della lista sono tipo i Thrills). Come reazione a questa cosa, dovuta anche e soprattutto ad una sovrabbondanza di tempo libero che mi piace pensare di avere, sono andato al baretto (twitter) e ho iniziato a sparare nomi di gruppi indie degli anni 2000 che nessuno ricorda e che, contrariamente ai gruppi nell’articolo di NME, facevano anche bella musica. Explosions In The Sky, Young People, Celebration, roba così. Ho anche messo un hashtag per raccoglierli, se v’intendete di queste cose. A un certo punto decido di cercare un pezzo degli Austerity Program per linkarlo su twitter, vado nel Bandcamp e scopro che un mese fa è uscito un loro disco nuovo.
 AP

With this record, we’ve done that about as well as we’re going to. The eight songs here really feel like they capture the idea of what we’ve been up to as a band, better than anything prior. And so today’s the day that we send that out into the world.

We are always, relentlessly planning. But for a moment, we will pause and hold this record in our hands and then sit down and listen to it. We have done it and it is what we wanted it to be.

And, I mean, fuck yeah to that.

 

Gli Austerity Program sono due cazzari che suonano più o meno come i Big Black, vuol dire sostanzialmente rock con una drum machine. E parti vocali bruciate un po’ alla Steve Albini, ma in realtà tutto totalmente metal. Non death metal o doom metal o black metal, metal e basta. Un po’ esistenzialisti in questa cosa, ma non quel genere di esistenzialismo, non so se mi spiego

(certo che no).

(una volta avevano provato la svolta black metal)

Dal punto di vista musicale non c’è niente nel disco nuovo degli Austerity Program che non abbiate già trovato nei dischi precedenti degli Austerity Program. Allora il gruppo usciva su HydraHead, oggi HydraHead ha chiuso e loro si sono fatti la loro etichetta. E la musica è diventata un po’ più violenta, o è sempre stata violenta uguale ma sentire pezzi nuovi è comunque spaventoso. Beyond Calculation è, grossomodo, il metal come io personalmente vorrei che fosse: scegli che cazzo di musica vuoi suonare, fai delle scelte, attacchi gli strumenti e inizi a urlare più forte di quanto un ascoltatore come me sia disposto a sopportare. Musica onesta, senza screaming o growling o altri cazzi: urlare mentre suoni chitarra e basso. E sotto gli strumenti si slabbrano su dei ritmi programmati che contano battute assurde, chitarra e basso sempre a manetta, nient’altro. Le canzoni si chiamano Song 31 o Song 39 o insomma con dei numeri. Il risultato è che mezzo minuto di Beyond Calculation spaventa di più dell’intera discografia di qualunque neo-doomster o neo-blackster da cameretta statunitense a cui io riesca a pensare. Non sono arrivato ancora alla fine del primo ascolto, il giudizio è prematuro e dettato dalla pura eccitazione e dall’inquietudine che mi ha messo addosso il disco: nondimeno, un DISCONE. O un normalissimo disco di rock pesante infilato a viva forza dentro un’epoca storica di mediocri straconvinti d’essere gente tosta.

2 Risposte a “DISCONE – The Austerity Program – Beyond Calculation”

  1. Volevo citare i Tiger tra i bei gruppi dimenticati nel 2000, ma nel 2000 si erano già sciolti.
    Sono vecchio, cazzo.

  2. Sei il terzo questo mese che dice che vorrebbe un internet senza clickbaits e paggine smarts, sto avvertendo la vocazione

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