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FALCO IN METASTASI – La rubrica pop di bastonate spinge Gianluca Luther Grignani come unica rockstar italiana con un senso since ’94

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FF Siamo onesti, Accento. è abbastanza evidente dal nuovo singolo di Gianluca Grignani e dalle ultime prove riccionesi dell’Uomo che la musica rock sta ritornando una cosa eccitante, che il rap neomelodico di merda ha i giorni contati, che qualcuno ha ancora il coraggio di reclamare il suo trono e che questa cosa, prima o poi, ci coinvolgerà tutti. Non ti pare? L’hai sentito il singolo?

 

(intervallo)

 

AS Rispondo alla domanda con settimane di ritardo perché, si sa, la vita reale incombe, ho tanti impegni, il lavoro ecc… e non ho tempo – in realtà sono in comunità a curarmi da diverse dipendenze da farmaci, tanto per restare in tema-Grignani. Comunque il singolo non l’ho ancora sentito perchè ultimamente esce troppa musica e non riesco più a stare al passo con i tempi, ma sono assolutamente convinto che il disco intero ed il singolo di Grignani siano la cosa più rock ed eccitante mai uscita in Italia da parecchi anni a questa parte perché – copiaincollo a caso dall’articolo pubblicato da Repubblica – avevo finito lo Xanax, e per lo stress ho avuto un calo della vista, ma quando i carabinieri hanno cercato di portarmi con sé mi sono dimenato e uno di loro è caduto. Se non fossi famoso non se ne sarebbe neppure parlato. Ci si accanisce su di me perché sono divertente da gossipare e magari è più facile ritirare la patente a me che sono celebre. Ma va bene così, sono una persona vera. Ecco, Grignani è una persona vera – musicalmente parlando ha finito la benza dal 1998 ma va avanti perché c’ha il mutuo da pagare. D’altronde – copiaincollo sempre a caso dall’articolo di Repubblica, aggiungendo anche parti a caso da un articolo uscito sulla Gazzetta (grande promozione per il disco nuovo di Grignani) (ormai ne parlano ovunque, anche su Cronaca Vera, Vice ed il sacro blog di Beppe Grillo) -per strada si possono incontrare anche cattive persone, e a volte ne sono vittima, ma lo accetto perché mi permette di scrivere di cose vere e serie. Io mordo la vita, e la vita a volte ha un sapore amarissimo. Del resto io preferisco stare al bar davanti a una birra piuttosto che in un’elegante hall di un albergo. Io parlo chiaro, dico anche cose scomode, cose che chi è davanti ai riflettori preferisce nascondere. Voglio vivere tra la gente perché è il posto in cui sto meglio, abbiamo in comune l’approccio alla vita, il modo di pensare. Big respect per Grignani.

 

FF Avrai almeno ascoltato la versione di ROTTA X CASA DI DIO che sta su Max 20, il disco più venduto in Italia del decennio in corso (tipo 3500 copie, è in hit parade da due anni), in cui Grignani cambia impercettibilmente il testo dicendo le faremo sballare per tutta la notte invece che le faremo ballare per tutta la notte e sbroccando sul finale invocando il fantasma perduto di CISCO, il personaggio cardine della storia contemporanea del pop, la monade, il moloch, quelle robe lì. CISCO che è sia il nome del definitivo cinghione pavese di fine anni ottanta sia del grande CISCO dei grandi Modena, intendo i Modena City Ramblers ma riferendomi a coloro che proprio squisitamente li chiamano I MODENA, il pubblico che fa i numeri ai concerti e che sancisce fondamentalmente la differenza tra artisti di successo e falliti. Tipo i TRE ALLEGRI o anche GLI ZEN o IL TEATRO, tutti e tre non a caso sulla stessa etichetta, che per puro caso non è la stessa etichetta dei MODENA e degli 883, che è il nomignolo di un gruppo che si chiama in realtà 8834452321 come il numero sulla targa nel mugshot di Grignani pestato dalla polizia a South Central nel ’95 epoca Falco a Metadone. Non ci trovi dei nessi?

AS Ci trovo dei nessi, eccome se ce li trovo – io trovo dei nessi dappertutto, sono un inguaribile complottista. Il nesso principale comunque lo trovo con il fatto che sono anni che il video di Falco a metà ad Ascoli Festivalbar 1995 è stato rimosso da YouTube su istanza di Mediaset per problemi di copyright. Un video che era favoloso, del tipo videocamera piazzata davanti alla tv che riprende ciò che in quel momento andava in diretta e rippato anni dopo e caricato su YouTube a qualità minimo sindacale, con Grignani in evidente stato di alterazione che non vuole cantare il playback, ha le palle girate, gigioneggia, si infila il microfono in tasca, fa stage diving, rischia di prendere botte dai padri delle sue fans, gli lanciano dell’acqua ed altre cose, forse lo colpiscono, si incazza e se ne va, parte il coro “Scemo, scemo!” e la musica continua ad andare, imperterrita, in playback senza il cantante, fuori sincrono che manco Enrico Ghezzi avvistato ad un concerto dei Wolf Eyes a Bologna accompagnato da Pecorari, Ghezzi accompagna Pecorari o forse il contrario o più probabilmente ho perso il filo del discorso – nessuno la ferma, nessuno ci vuol provare. Un video Patrimonio Unesco che era la cosa più bella di sempre presente su YouTube ed ora che non c’è più mi sento vuoto dentro. Dovrebbero averlo visto tutti almeno una volta nella vita.

FF C’è anche questa dimensione molto umana, di errore, che secondo me richiama all’altro grande standard del rock italiano di oggi, Giuseppe Povia. Tra i pochi ad aver fatto la gavetta vera e a porsi ancora in modo DIY, permettendosi di sbagliare clamorosamente le PR, rischiando il culo ad ogni pezzo in nome della sua visione politica -peraltro non ancora rivelata al mondo, ma comunque veicolata in una serie di sbrocchi di ispirazione saratommasiana, sempre più frequenti e meno efficaci. mettiamo Grignani asso di briscola del nuovo rock italiano, Povia come vicerè, subito dietro direi Tiromancino che accusa il mondo intero di avere copiato la sua musica, Giuliano Sangiorgi che denuncia un cartello delle radio italiane contro i Negramaro e direi almeno Dolcenera che saluta il pubblico (si dice sia un fake, vabbè) e Pau dei Negrita che pesta Andrea Scanzi. Chi altri?

AS Beh, io aggiungerei sicuramente Giovanni Lindo Ferretti che è passato da Lotta Continua a Ratzinger rimanendo sempre stalinista dentro ma soprattutto continuando sempre a riscuotere grande credito presso un certo pubblico di quella sinistra dei professionisti delle tartine, degli aperitivi equosolidali, della Pizzica & Taranta, dei film di Sabina Guzzanti e dei libri di Saviano. Poi magari direi pure Piero Pelù, che musicalmente parlando non fa nulla di decente da almeno 14 anni (il suo esordio solista, per intenderci)(quindici anni volendo essere buoni, altrimenti potremmo andare direttamente a Il mio nome è mai più con Jovanotti e Ligabue) e per far parlare di sè deve sbroccare contro Renzi al Concertone del Primo Maggio, divenendo istantaneamente l’intellettuale di riferimento del Fatto Quotidiano (e qui si torna a Scanzi menato da Pau dei Negrita) e di un certo pubblico di quella sinistra dei professionisti delle tartine, degli aperitivi equosolidali, della Pizzica & Taranta, dei film di Sabina Guzzanti e dei libri di Saviano (ometto di citare Beppe Grillo perché non voglio veicolare accessi al suo blog). Vogliamo esagerare? Diciamo Adriano Celentano che nel 2001 endorsa Berlusconi, un anno fa endorsa Grillo, poi Renzi, poi parla di Renzi come pericolo per la democrazia e resta comunque l’intellettuale di riferimento del Fatto Quotidiano (manco Giovanni Lindo Ferretti ha cambiato pelle così tante volte)(bisognerà scrivere un pezzo in cui elenchiamo analogie e differenze tra il compagno Ferretti e il compagno Celentano, prima o poi). Manu Chao che è fermo al 2001 come il suo pubblico. La salma di Vasco Rossi. Io che in vacanza in Istria alzo una pinta di Favorit al cielo in onore di Little Tony dopo che ad una festa di paese è partita una sua canzone. Red Ronnie che sta invecchiando malissimo e pubblica i link sulle scie chimiche – nuova religione in grado di spiegare ogni fenomeno che la scienza non è in grado di spiegare. Mi gira la testa, meglio tornare a Grignani – anzi no: citiamo quella puntata del Roxy Bar del 1996 con ospiti i Supergrass, Pippo Inzaghi e gli Eels, citiamo quella puntata di Help del 1995 in cui Grignani ha regalato il Telegatto appena vinto ad una fan, citiamo Grignani al Festivalbar 1996 che canta L’Allucinazione in evidente stato confusionale (filmato anche questo rimosso da Mediaset per ragioni di copyright, era pazzesco).

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FF Ma anche e soprattutto La Fabbrica di Plastica incensato come massimo esempio di rock italiano anni novanta da riviste come Il Mucchio, assieme ad altri clamorosi esempi di non-allineamento tipo Il Dado di Daniele Silvestri disco del mese non so per chi, tra l’altro Daniele Silvestri con la bocca rifatta punta di diamante del trio Fabi Silvestri Gazzè, personaggi scritti da John Milius, con un singolo fuori che ho sentito sull’autoradio e volevo lanciarmi con l’auto dentro le Valli di Comacchio, L’AMORE NON ESISTE e poi dentro al testo dicono il contrario, poi nei dialoghi sull’esistenza attaccano sempre concetti tipo l’amore e la Basilicata evitando di chiedersi se esistono Dio o se la P2 è stata davvero sgominata, e dobbiamo aggiungere Cristicchi disco del mese su Stylus Magazine nel 2005, quello con la canzone in cui sognava di essere Biagio Antonacci e il salame in copertina, poi aggiungiamo Biagio Antonacci con la canzone in cui racconta di quella volta che soffre per una tipa poi va a farsi le ferie verso Grottaglie e una probabile granny glielo prende in bocca da ubriaco. E poi c’è Paolo Meneguzzi che apre un bar a San Giovanni Rotondo e blasta i giornalisti colpevoli di trollarlo, di essere dei cazzari generici (lo davano come barista ad Ibiza) e di auspicare un suo in realtà lontanissimo abbandono delle scene, poi c’è il vero abbandono delle scene di Umberto Palazzo e anche il ritiro dalle scene di Moltheni che si riunisce il giorno successivo iniziando a suonare con il suo nome di battesimo e avviando un progetto di crowdfunding per girare un video promozionale. A me sembra che abbiamo un bel parco nutrito di cocker agguerriti, giusto? Avevo scritto rocker ma l’autocorrettore me l’ha cambiato, ci sto dentro, è figo.

AS L’autocorrettore invece ha detto giusto: cocker come Joe Cocker, ossia Zucchero che è partito come clone di Joe Cocker ed è arrivato a copiare qualsiasi cosa, probabilmente non ha mai scritto un pezzo di proprio pugno in vita propria e se tanto mi dà tanto ne è pure fiero. Addirittura ultimamente ha svoltato con la musica cubana (per tornare al discorso di certa sinistra ecc… – non voglio ripetermi, ed allora dico solo “Chico Forti Libero” come vuole Red Ronnie anche se non c’entra nulla), ma anche qui ha fatto una cover drogatissima di Guantanamera con un testo cambiato e stop. L’unico momento in cui Zucchero è riuscito ad essere davvero originale è stato nel 2007 quando in un concerto esclusivo in una discoteca di Porto Cervo ha iniziato ad insultare il pubblico e qualche genio ha risposto lanciandogli addosso un limone, ma questo è un altro discorso che non sto ad approfondire in questa sede perché non mi pare il caso. A proposito di insulti al pubblico: Grignani che rovina un concerto ad Omar Pedrini dove lo mettiamo? Omar Pedrini che si presenta fradicio ad un programma di Mtv – fradicio del tipo occhio sbarrato, lingua grossa, figure di merda a raffica – e si giustifica dicendo di aver esagerato con gli aperitivi (non trovo il filmato, ma giuro che l’ho visto sul serio e dunque è vero)? I Timoria in generale, che quando facevo le medie mi piacevano un sacco? Francesco Renga, che ha svoltato facendo roba stracciamutande ed ha fatto bene perché è diventato ricco e famoso? Te lo ricordi Renga nei Timoria, coi capelli lunghi e la camicia di flanella a scacchi? Sto scoperchiando qualcosa di pericoloso – potremmo citare addirittura gli Interno17 che ad inizio 1996 mi sono piaciuti per un attimo con il singolo Hello in heavy rotation su Videomusic.

 

FF Però in quel periodo erano tutti spettinati e tristi, alla fine non se ne salvava uno, Renga ha molto più senso come toyboy di Nina Zilli o al limite come marito e cantante ufficiale di una certa destra che strizza l’occhio a una certa sinistra, più che come eroe maledetto che redime Ambra da anni di boncompagnismo. Omar Pedrini invece è un fiacco, non a caso Grignani lo accusò poi di non fare rock, di base non è mai uscito dagli anni ottanta come del resto Agnelli e quei cioccolatai dei Marlene Kuntz che ci rivendono le outtake di Catartica dopo averle tenute nel cassetto (immagino giustamente) per vent’anni, mettici Giovanni Lindo e ti rendi conto che alla fine anche a quell’epoca a fare il rock diverso erano questi personaggi misti qui, quelli con la botta mai allineati, gli altri erano tutte facce della stessa medaglia ed erano facce tristi con l’occhio vitreo di merda. Che alla fine il rock diverso era il Rock Normale di Nikki e l’indecisione se essere Joe Cocker o Jarvis Cocker ci ha impantanati. Lo stesso Grigno che negli ultimi cinque o sei anni faceva salire sul palco le ex-venticinquenni dedicando loro i classiconi suona come una figura molto più orsonwellesiana di un Godano che ci prova finto-svogliatamente a Sanremo facendo salire sul palco una Patti Smith quantomai inutile, dai.

AS Che poi lo sto ascoltando ora, il nuovo singolo di Grignani – mentre scarico il leak del nuovo Shellac e su Mtv Classic stanno passando il video di One More Time dei Daft Punk ed io mi sono già distratto, tanto il nuovo singolo di Grignani è roba che era già vecchia a fine anni novanta, con la sua rima sacrificio/dentifricio, i chitarroni pesanti all’ammorbidente ed all’inizio certi beats che manco gli Apollo 440 o gli Asian Dub Foundation. Ho già skippato il singolo, è praticamente inascoltabile e non essendomi fatto una vera opinione in materia dopo un solo ascolto (in rete, si sa, bisogna essere in grado di farsi un’opinione riguardo a qualsiasi cosa in due minuti netti e bisogna esprimerla su un social network difendendola con le unghie e con i denti anche se subito dopo ci si rende conto che l’opinione è sbagliata, altrimenti si viene tagliati fuori dai giri che contano) copiaincollo a caso commenti di utenti YouTube, tanto non se ne rende conto nessuno perché la frase sto attualmente scrivendo è davvero troppo lunga e l’eventuale lettore avrà già skippato come ho fatto io con il singolo nuovo di Grignani.

Bel pezzo, ma essendo un amante di quel gioiello che fu “la fabbrica di plastica” nn vi trovo affinità. Grande Grigna!

che brutta fine grignani.

e perché mai?ma sei sordo?questo pezzo è una bomba!!!oltre alla sacrosanta verità!!!

infatti musicalmente non si discute,anche il solo molto battistiano.
è che ha finito gli argomenti da un bel pezzo e questo pezzo ne è la conferma.
la fabbrica non tornerà più.
e te lo dice uno che adora quel disco.

Pastone per me ti sbagli, questa canzone è voluta così, è una rivendicazione nei confronti ai detrattori, di tutti quelli che gli stanno addosso, aspettando sempre la prossima sciagura del Grigna… Il resto del disco vedrai che ti stupirà, io mi fido di Gianluca, non ci delude mai! E poi sto pezzo ha qualcosa di fabbrica di plastica!

Come si dice: “Una perla ai porci”!!!! ultimamente il grigna era troppo romantico, ora è tornato quello “cattivo” come ai tempi della fabbrica di plastica! Grande Grignani!

è propio un bell pezzo e musicalmente è divino cosa che in italia non cè più nessuno che fa questo sound grande gian sei il n 1

Commento di un mio amico speaker…. Doc:
“Bellissima e vera. All’ inizio mi ricorda una canzone dell’ album” La fabbrica di plastica”,” Il mio peggior nemico”, il sound è di quel disco, il testo un pò del” Il re del niente.”Si può dire il ritorno del Grigna vecchio stile, Almeno per questa canzone…
Grazie speaker,….non ho dubbi sul tuo pensiero ;)….Immenso il nostro Grigna.

L’unica cosa che posso dire è che la gente in rete ha dei grossi problemi con la punteggiatura e con l’italiano. Ci vorrebbe una sorta di test d’ingresso prima di accedere ad Internet per la prima volta, ma probabilmente è troppo tardi – e comunque in questo singolo ci sento tutto fuorché La Fabbrica di Plastica. Mancano quella sofferenza, quel disagio, quello scimmiottamento consapevole di The Bends dei Radiohead. Manca il fatto che appena uscito lo comprai alla Coop e lo ascoltai per un’estate intera, manca il fatto che all’epoca leggevo anche Tutto Musica & Spettacolo e nello stesso numero in cui parlavano del disagio di Grignani che era appena stato in Giamaica ed aveva tagliato i capelli dopo aver tentato di fare i dread parlavano pure dell’overdose di Phil Anselmo, delle Spice Girls e per giunta cercavano di montare una rivalità tra Soon e Prozac + sulla falsariga di quella Blur-Oasis, i furbacchioni.

A proposito di Prozac +, notevole il chitarrista Gianmaria Accusani che, all’apice della loro carriera, bestemmia in diretta tv durante la loro esibizione all’Mtv Day 1998. “Vorei salutare quello della security che ha scambiato il palco per un ring, diocà” – detto con pesante accento veneto/giuliano, tra l’altro. La bestemmia è stata rimossa dal filmato presente su YouTube ma io la ricordo con grande affetto.

 

11 Risposte a “FALCO IN METASTASI – La rubrica pop di bastonate spinge Gianluca Luther Grignani come unica rockstar italiana con un senso since ’94”

  1. 1) Zio caro IL DADO di Silvestri era stato disco del mese su Rumore o, se mi ricordo male, aveva preso perlomeno un voto-monstre. Ci suonava la batterista dei Massimo Volume, credo, e me l’ero dimenticato fino a sei minuti fa, maledetti.

    2) Troppo cattivi con Zucchero, io è mo’ che sto provando a convincere il mondo che RISPETTO è un grande, grandissimo disco di pop italiano, e che BLUES nel suo scimmiottare scarso, tutto sommato, funziona (PIPPO / CHE CAZZO FAI)

    Comunque bella lì e viva Grignani sempre, se tra un paio di domeniche fate una capatina alla Festa dell’Uva di S. Colombano al Lambro (MI) capace che lo trovate in giro a farsi l’aperitivo.

  2. Mamma mia che bagno di storia, che bagno di cultura….ma porca di quella puttana avete dimenticato Daniele Groff!

  3. bene tutto, però in questo contesto mancano almeno:
    1. Elettromacumba dei litfiba quelli senza pelù con renzulli+cantante giovane
    2. Gesù diverso dei Joecool, i grandissimi Joecool prodotti da Maroccolo che c’hanno il nome nella cover interna di Aghtung baby
    3. Certa roba dei dischi del mulo tipo yoyomundi e i miraspinosa col sitar
    Rumore una volta ha messo disco del mese the spaghetti incident dei guns

  4. qual è la storia delle outtake di Catartica, che mi scoccia cercare nella rete?

    e chi o cosa è “Pansonica”, che leggo nella url?

    (Che scritta con la P maiuscola diventa automaticamente una radiolina cinese cancerogena tipo Fony)

  5. poi io vi chiedo scusa e non scrivo più però ho pensato tutto il giorno al contesto e secondo me filippo malatesta che faceva tipo bono vox ed era sempre da red ronnie e anche la cover di novemberein dei guns che si chiama non piangere mai cantata da Simone che aveva fatto un programma con dolcenera su raidue, non so come dire ma anche se non c’entra una tega mi sembrava doveroso.
    Daniele Groff era di trento.

  6. aggiungerei anche:
    le cover dei planet funk per il concorso della fiesta ferrer
    poi basta davvero, giuro.

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