Wayne Static

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Se ripenso a certe cose che scrivevo nel 1998 mi si drizzano i capelli. Però scrivevo di musica, anche nel 1998, e i capelli dritti li avevo smessi da poco; ma li avevo avuti. Una cosa da diciannovenne: il primo anno di università, sto andando da qualche parte, mi metto davanti allo specchio e invece di passare il gel come faccio normalmente, lo spalmo una ciocca alla volta fino a diventare un porcospino. La sera si va forse a vedere un film o bere una birra o dieci, nessun posto ove sia strettamente necessario sembrare un punk; penso che verrò sfottuto da chiunque e invece niente, nessuno alza la voce, io tengo su le mie punte, tutto va benissimo. I capelli sono più belli qualche giorno dopo perché il gel inizia a sfaldarsi e il risultato sono quindici o sedici punte su una testa di capelli ruffi. Il viso sbarbato con un pizzetto fulvo lunghissimo e orribile, le magliette di gruppi tipo Pantera e Sepultura, una felpa rovesciata o la camicia a quadretti, jeans strappati, Adidas malmesse ai piedi e via andare; andrà avanti un annetto. Ci metterò di più a liberarmi del pizzetto orribile, rimpiazzato da una barba incolta ancora più orribile; è che la vita. Wayne Static, nel 1998, faceva uscire Wisconsin Death Trip, il primo disco del suo gruppo: un noiosissimo techno-metal copiato a man bassa da quel groovettone alla Korn rivisto, il peggio del peggio. Ci fece un discreto successo, anche solo per il fatto di esserci quando arrivarono i soldi grossi –due o tre anni dopo, gli Static-X ancora sulla breccia con un disco che si chiamava Machine e dava sfoggio della loro capacità di reinventarsi (zero). Lui una sera era finito davanti a uno specchio, come me, e aveva pensato che fosse una buona idea tirar su i capelli col gel, come un’istrice. Magari prima di un concerto: una cresta lunga ed irsuta come il tizio di Street Fighter. Quantomeno te lo ricordavi. L’ha tenuta per tutta la carriera, fatta di dischi di cui non so nulla o ho sentito alla svelta liquidandoli come merda secca. Robert Smith diceva che il fatto che qualcuno si concia ancora come lui ai concerti sia di per sé ragione per non smettere di truccarsi; suppongo che valga anche il contrario. Gli Static-X si erano sciolti nel 2013, stritolati da certe cause legali per l’uso del nome (Wayne era rimasto l’unico membro originale). La musica non ha perso molto. Wayne Static aveva 48 anni: aveva sposato un’attrice porno e sopportato la fine del nu-metal senza mai cambiare pettinatura. Come una missione. Non so se avrei mai voluto vivere come lui e la sua musica non mi diceva un cazzo, ma mi sento svuotato comunque.

Riposi in pace.

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