a margine.

Non ho perso nemmeno un nanosecondo della mia vita dietro alla querelle Mark Kozelek vs. The War On Drugs. Probabilmente morirò senza sapere un cazzo di tutta la storia, a parte un vago e indefinito sentore di randomico e farsesco ex ante. Quel che conta: senza voler sapere. Sta tutta qui la differenza.

Magari un giorno proverò a quantificare con buona approssimazione le moli di tempo risparmiato decidendo scientemente di ignorare a priori una via via sempre più folta lista di persone/scene/gruppi/situazioni – mai ascoltata una nota, mai letto una riga al proposito, mai fregato un cazzo di formarmi un’opinione in merito, mai frequentato. Come il cartello che ho visto appeso all’entrata dell’edicola della stazione di Modena:

NO biglietti
NO informazioni
NO.

Stesso stato mentale. Censura preventiva. Tolleranza zero verso merda che so per certo mai nella vita sfiorerò, sia pure con un palo lungo trenta metri. Non è un granché, ma in qualche modo mi tranquillizza.

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