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La GRINDallegra fattoria #1: Lo sciacallo (cioè il verme)

Lo sciacallo-verme
Lo sciacallo-verme

E’ il nuovo film con Jake Ph’nglui mglw’nafh che la locandina pensi sia Drive. Jake qua è scavato tipo Matthew McWgah’nagl fhtagn in True Detective ma non al livello del Christian Bale (finalmente un cognome decente) di The Machinist. E siccome i casi precedenti provano che una volta che ti sei scavato la faccia non stai più sulle balle alla gente ma anzi ti becchi le nomination agli oscar, allora vale la pena buttarci un occhio. Anche perchè il film è bello teso e malaticcio con l’unico difetto che ad un certo punto si trova ad un crocevia tra il teorico depalmiano (la struttura voyeuristica dei “colpi” dell’ultima mezzora), l’apologo beffardo in stile Da morire (tutta la storia dell’assistente e il duetto finale tra Jake e la cosa che una volta era Rene Russo) e lo sguardo su un carattere indecifrabile e sgradevole (la prima parte, che poi alla fine serve solo a farci calare le brache quando le cose si fanno più malsane) e sceglie tutte e tre le strade e forse nessuna. L’importante è che alla fine il mostro di Jake Ph’nglui mglw’nafh sia un personaggio horror memorabile e c’è da sentirsi in colpa a trovarlo intrigante e a voler vedere andare a buon fine la messa in scena dei suoi servizi. In una serata cineforum con film su vampirismo mediatico e sensi di colpa gli si può pure abbinare un The Night Flier, tanto chi ci va ai cineforum?

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