JOVANOTTI – LORENZO 2015 CC

jova

Ho scaricato alcuni dischi ultimamente, tipo Snob di Paolo Conte e una lunghissima, irrisolta raccolta – The Complete qualcosa – di Charlie Parker, solo per ritrovarmi, stasera, ad ascoltare 2015 CC, ossia il nuovo disco di Jovanotti cioè Lorenzo cioè o IL LORER che, vestito da moto e con Brondi in culo – cioè come autore – viene a mietere un consenso così unanime da far sembrare una distopia ballardiana gli anni in cui la recensione a un suo album (Lorenzo 1994? Potrei sbagliare) apparsa su Rumore fece scoppiare i mejo RIOT in seno alla COMUNITÀ degli ascoltatori di musica alternativa.

Perché insomma, che gli vuoi dire a Lorenzo oggi? Un cazzo, è un grande della musica fatto, finito e conclamato, un autore importante e maturo con infedeltà coniugali e gravi lutti superati, che al secondo pezzo in scaletta (Sabato, temo sia anche il singolo) l’ha già perso completamente, il polso della situazione, intendo, lasciandosi andare alla più becera italodisco che possiate immaginare, un sound boro che permea l’intero album, che nei suoi momenti migliori può ricordare alla lontana qualcosa di Battiato (ma se Battiato fosse stupido e senza talento e comunque in ritardo di trent’anni sul suo stesso sound) e nei suoi peggiori è esattamente ciò che è, musica per coatti incolti e immeritevoli di qualsiasi cosa ad eccezione delle loro vite di merda.

Se non credessi al potere del marketing, direi che Jovanotti è il prodotto sbagliato di una società sbagliata, che non solo confonde la noia con l’arte e lo sdegno di noi pochi col ROSICO, ma anche l’essere approssimativi per simpatia e la zeppola per buon cuore. E non crediate che la mia sia la solita presa di posizione stronzazionista (lo stronzazionismo è la filosofia politica che seguiamo noi di Bastonate) quando dico che l’unico Lorenzo che abbia senso per me (oltre ovviamente a Lamas) è quello che si chiamava JOVANOTTI e faceva pezzi tipo VASCO.

Perché, vedete, quel Jovanotti lì aveva perlomeno il buongusto di fare stronzate senza dissimularle da altro; quel Jovanotti lì stava pesantemente sul cazzo ai radical chic ricchi e snobboni, tipo mia zia che lo chiamava IOVANOTTI e ne parlava come parlava della merda calpestata per strada. Ma in quella dolce epoca, ventotto anni fa tipo [a proposito: mi è appena tornato in mente che in quarta o quinta elementare andai in camposcuola, e l’animazione prevedeva tipo una discoteca per bimbi nelle cantine dell’albergo. Io ero un timido e stavo lì per i cazzi miei, quando una MAESTRA mi obbligò a buttarmi in pista, e io MI SCATENAI SU VASCO. Non ho mai più ballato in vita mia], in quei dolci anni, dicevo, i sacchetti per la merda dei cani non si usavano ancora, e capitava di pestarla più facilmente di oggi, e più di oggi esisteva una divisione chiara tra ciò che (piccolo suono simile a “eh”) e cio che (piccolo suono con intonazione diversa, tra “eh” e “oh”).

Perché il problema, secondo me, non è tanto che esistano sfere diverse di cultura, o meglio che la cultura sia Mozart e non il pop (certo che è così: ma anche vaffanculo Mozart, insomma, no?), ma che da quando sono cadute le barriere non dico tra classica e leggera, ma anche solo tra Pop Group e Lady Gaga – Farab ha scritto fiumi di parole su questo tema, ma lo possiamo constatare tutti su noi stessi – è come al solito quello sano che ha imparato a zoppicare, e se il JOVA è oggi considerato BUONA MUSICA, ne consegue che l’asticella di cosa sia BUONO e cosa MERDA DI CANE si abbassa di molto, fino a sparire, perché molto peggio di 2015 CC credo sia difficile trovarlo.

A meno che non si esplorino, non so, i territori delle destre, cioè della musica apprezzata da gente tipo Casa Pound o me (Johnny Cash, Masin*, i cori della Curva Nord laziale), per poter sfogare il proprio bisogno di ODIOQUALCOSA contro il pochissimo rimasto a non essere né sociale, né resistente. Jovanotti, se non si è capito, mi fa cagare a tappeto. Voto: 2015 calci in culo.

8 Risposte a “JOVANOTTI – LORENZO 2015 CC”

  1. Quella che hai appena fatto si chiama violenza.
    No, non intendo il pezzo.
    Intendo quello che hai fatto prima. A tes stesso.
    Ascoltare un album di merda sapendo gia che sa di merda.
    Spero che almeno sia andato avanti veloce a tratti.

  2. La cosa che mi impressionato in quel video di Jovanotti che ho visto per soli due minuti, avevo paura mi ponesse in testa troppe stronzate, è che è uguale a Povia.
    Povia sta facendo girare appunto questi video dove si comporta proprio uguale, fa lo scimunito adolescente e le espressioncine, certo è inarrivabile, quanto a demenza, ma Jovanotti ci è andato molto vicino.

  3. Ho ascoltato solo sabato e fa cacare. Ho sentito un paio di volte un altro brano (forse si intitola gli immortali, boh) e fa cacare di più.

    Questa riflessione di Madeddu spiega molto bene il fenomeno Jovanotti: http://www.amargine.it/che-succede/tutti-i-flop-jovanotti/
    (oltre al capolavoro a puntate della cultura contemporanea “strategia della tensione evolutiva”, chi non l’ha letto/ascoltato non ha diritto di stare qui).

    Di Sabato mi colpisce la rapidità con cui ha rotto il cazzo. Il suo essere arrivata fuori tempo massimo, quando la sbornia per la musica danzereccia di ispirazione nord africana è ormai passata (ora siamo ai drink Maliani/Nigeriani/Sud Africani). Di solito Jovanotti è più rapido ad accodarsi.
    (Tra l’altro, nonostante la spinta di Sky Sport che la cala ad ogni cazzo di anticipo di serie A non mi sembra che sia proprio un successone).

  4. Comunque bisogna dirlo, quale altro cantante in Italia può permetterti di insultarlo in maniera così totale e libera? Neanche Povia può, a un certo punto capisci che non merita tanto, mentre Jovanotti può, puoi farlo a fette in lungo e in largo, inventarti qualsiasi epiteto e ruttargli contro con gusto dopo una lunga sorsata di coca cola calda e ci sta, tiene botta, e quindi qualcosa di meritevole ce l’ha, è un punginball perfetto, lo guardi in faccia e sai che può anche assorbire tutto, Jovanotti assorbe tutto e ti sorride, ed è vero, è come Renzi, io gli sono grato, guarda!

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