viva gli youtuber.

foia

Cose che succedono nel mondo vero e ci confondono. La prima è che qualcuno ha preso Master of Puppets e l’ha remixata sostituendo il rullante originale con quello che sta su St.Anger. Brevissima spiegazione:

St.Anger esce tipo cinque anni dopo Reload, che già di per sé era un disco di scarti delle session precedenti, e quindi siamo tipo a otto anni dopo l’ultimo disco di studio vero e proprio. Vorrebbe essere una sorta di ritorno al thrash dei Metallica, copertina di Pushead e tutto, ma non sortisce –per così dire- l’effetto desiderato. Più o meno sei ore dopo l’uscita qualcuno apre un topic intitolato “il fondo del barile fa SDENG” sul forum di Metallus. È l’inizio, per quanto mi riguarda, della leggenda di St. Anger. Ad ascoltare oggi le voci dei protagonisti, dopo una decina d’anni di tiramolla ed accuse reciproche, siamo arrivati a questa sorta di verità condivisa secondo cui Lars Ulrich, un pomeriggio qualunque, inizia a suonare la batteria settando il rullante a cazzo, in un modo che appunto fa suonare il rullante come il fondo di un bidone della vernice. Bob Rock registra i demo indossando una maglietta coi punti interrogativi tipo Riddler, e scopre che Ulrich o i Metallica in generale sono così presi bene dal suono che ci registrano il disco intero. Finito il tour di St.Anger qualcuno nel gruppo inizia a ravvedersi in merito alla faccenda; partono accuse a Bob Rock che le respinge con una certa energia, tipo “ma come state”, e la faccenda si chiude in questa sorta d’infamia equa e solidale che si mangia il disco ma non la carriera del gruppo (del resto nel 2015 si celebra il ventennale della seconda parte della carriera dei Metallica, passato interamente a fare mosse artistiche sbagliate o comunque opinabili: Load/Reload, il disco con l’orchestra, la battaglia contro Napster, l’uscita di Jason Newsted, il fondo del barile fa SDENG, l’arrivo di Rob Trujillo, LULU e tutto il resto) (qualcuno è disposto a retrodatare l’inizio del declino dei Metallica al Black Album, e qualcuno sostiene senza problemi da 25 anni che il Black Album non sia propriamente parlando un disco “metal”, vabbè).

 

Insomma, qualcuno ha preso Master of Puppets e l’ha remixata sostituendo il rullante originale con quello che sta su St.Anger.

 

 

Il risultato peraltro è fichissimo. Capisco il purismo e il poster a casa e IL TRADIMENTO e L’ORIGINALE ma è comunque fichissimo.

 

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E dato che siam qua ad alzare il livello, una ignota youtuber il cui username è tunonna1984 ha fatto uscire una cover acustica di Pagliaccio di ghiaccio e si candida come autrice del pezzo più politico dell’anno in corso. Due righe anche su questo:

 

Il primo disco solista di Metal Carter esce dieci anni fa, quasi tondi. (auguri) Metal Carter è un componente dei Truceboys, che a questa altezza si sono già fusi assieme agli In The Panchine a formare il Truceklan; il suo primo disco solista è una scarica sul corpo moribondo del rap italiano di quegli anni. Finita l’epoca dei precursori da un lustro circa, il rap sta consolidando le premesse che lo renderanno il mostro mediatico odierno (Mr.Simpatia esce nel 2004, Tradimento due anni dopo). Metal Carter e i suoi soci sono già la negazione assoluta di un concetto che ancora non è chiaro in testa a nessuno: sboccato violento tossico infame e completamente a cazzo, rap che i bambini di quinta elementare lo fanno meglio ma tutto talmente estremo e nella faccia da distruggere le categorie. A parte il Colle è forse l’unica definizione possibile di hardcore in questo paese. Pagliaccio di ghiaccio diventa l’inno definitivo di quella stagione e rimane un monito da far girare sullo stereo ogni tanto, giusto per mettere qualche cosa in prospettiva. (da qui usciranno anche tanti lolrapper, inevitabile effetto collaterale di una stagione esaltante, ma stiamo parlando comunque di un altro livello)

 

L’anonima youtuber di cui sopra la trasforma in una cover osservante per chitarra e voce, per nulla diversa da quelle che si registrano con l’acustica in cameretta a fare una cover di Carmen Consoli. L’atto politico è nella semplicità dell’arrangiamento e nel fatto che funziona come se fosse stata concepita per suonare così. E nel fatto che in qualche modo la denuncia per quello che è, una normalissima canzone folk virata hip hop a cazzo o (più ragionevolmente) un’esplosione musicale così potente da rendere del tutto irrilevante la confezione. Massimo rispetto.

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