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I motivi per cui faccio like su facebook

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Lavoro nel giardinaggio. Qualche giorno fa ha chiamato in ditta un agente di commercio, uno che sta in questo business da tipo 35 anni, un tizio scolpito nella pietra che tiene in scacco i suoi clienti. Ha cercato il più alto in grado presente in azienda ed era un giorno abbastanza scarico per cui fossi io. Mi ha chiesto, molto allarmato, un riscontro sulla nuova legge che è stata approvata secondo cui la coltivazione domestica di ortaggi sarà illegale a partire dal primo gennaio 2016.

(gli scoppio a ridere in faccia, s’incazza, riattacca il telefono, lo richiamo e gli chiedo delucidazioni)

Un suo cliente ha scaricato la cosa da un sito, mi dice. è un sito affidabile. Cosa fatta, entro il 2016 nessuno può più fare l’orto, mi dice. È una cosa delle multinazionali, mi dice. Ricomincio a ridere, poi mi calmo e gli dico che non è vero, lui s’incazza ancora, mi dice di portargli prove che non è vero perché il suo cliente sta pensando di chiudere, come faccio senza gli ortolani? Ecco. Gli chiedo se ha bisogno di una certificazione scritta dalla mia azienda in cui non ci risulta che questa cosa delle multinazionali sia vera, o che altro. Mi dice “sì, magari”. Così, di lavoro emettiamo documenti casuali. La cosa veniva effettivamente da un sito rispettabile, pagina datata primo aprile 2015.

Internet, boh, è così. I pesci d’aprile hanno rotto il cazzo nel 2001 (internet) e nel 1982 (vita vera), ma si continua a farli. I siti di notizie fasulle hanno rotto il cazzo nel 2007, poi è arrivato Lercio ed è ridiventato tutto figo per dieci minuti, e poi via di disincanto. Le battute hanno rotto il cazzo, far ridere ha rotto il cazzo, non far ridere ha rotto il cazzo, il situazionismo ha rotto il cazzo, la precisione ha rotto il cazzo. Su internet ha rotto il cazzo tutto ma continua a venir prodotto e condiviso perchè il nulla è l’aria che respiriamo e il nostro passatempo preferito. Qualche giorno fa un amico mi ha detto di aver trovato un mio like a tale pagina odiosa e mi ha chiesto spiegazioni in merito; tra ieri e oggi quelli di Informare per resistere (un sito di cui ho cognizione casuale per via del titolo, che è probabilmente il frutto di uno studio di marketing volto a definire il concetto più puro e radicale di internet sbagliata) hanno sbroccato in direzione cattofamilyday e la gente ha iniziato a chiedere di togliere il like o togliere l’amicizia agli amici che mettono su facebook il like a siti tipo Informare per resistere (che appunto mi sono sempre sembrati il frutto di uno studio di marketing volto a definire il concetto più puro e radicale di internet sbagliata). Ho controllato e fortunatamente non ho messo like sulla pagina di Informare per resistere, ma è probabile che in giro troviate il mio like a qualcosa che detesto profondamente. Quindi, in questa sede, sono ad elencare per quale motivo metto like alle pagine facebook.

1- mi piace effettivamente quello a cui clicco like, l’ho cercato e ho cliccato apposta sulla pagina perché voglio aggiornamenti o cose simili. Questa cosa succede in una percentuale ridottissima di casi, circa il 2% delle pagine di cui sono fan. Le riconoscete perché sono cose tipo John Carpenter, i Pantera, la Brigata Bruno Martino (scoperta tipo la settimana scorsa) o il Vecchio Testamento.

2- mi servono per questioni lavorative o altro. la cosa si riduce a qualche nome, tipo l’azienda per cui lavoro e le aziende gemelle.

3- qualcuno che stimo e rispetto e mi piace mi ha chiesto di diventare fan di quella pagina, per motivi suoi (lavoro, sincera passione, pastura, trollaggio nei miei confronti). Il mio like è alla persona che mi ha chiesto di mettere like.

4- qualcuno che non stimo né rispetto mi ha chiesto due volte di mettere il like a quella pagina e ho deciso che rifiutare sarebbe stato scortese.

5- qualcuno che non stimo né rispetto mi ha chiesto di mettere il like a qualcosa E penso che in prospettiva possa rompermi il cazzo se non lo faccio.

6- qualche sito del cazzo aveva un banner enorme di quelli tipo CI BASTA UN LIKE e non sarei riuscito a leggere l’articolo senza cliccare o aspettare trentacinque secondi (questa è una cosa vera soprattutto prima del 2013, quando ho iniziato una campagna di sensibilizzazione i cui argomenti sono “se hai un banner enorme di quelli tipo CI BASTA UN LIKE fai schifo a prescindere dai tuoi contenuti”)

7- l’ho fatto per la gag

8- avrebbe fatto molto piacere alla mia prozia recentemente dipartita

9- boh

10- non sono cazzi vostri

Ecco, diciamo che queste dieci casistiche possono coprire il 100% dei 538 like che ho messo su facebook, che comprendono siti di improbabile informazione complottistica, multinazionali, locali di nicchia in regioni dentro cui non ho mai messo piede, organizzatori di concerti notoriamente stronzi e infami, film di merda, trasmissioni TV che non guardo, cose che non fanno ridere ma vorrebbero, e via di questo passo. Ecco, è probabile che il sito contro cui saremo scagliati domani sia uno dei miei preferiti. Nel caso mi dispiace molto ma non credo che toglierò il like. Di solito lo faccio se un contenuto fastidioso mi compare in pagina, e a volte non basta nemmeno quello. Ho una teoria dell’esistenza online, secondo la quale quelli che rimuovono una persona dagli amici per via di un like sospetto sono gli stessi che ti chiedono di diventare fan di ogni cosa. E un’altra che dice che quelli che fanno un conto economico di massima basata sui like su facebook e sui follower di twitter e gli hit sul tubo e i cuoricini su instagram, presente? Ecco, loro sono anche quelli si tolgono i tarzanelli dal culo a mani nude, li fanno seccare bene sul dito e poi li sgranocchiano mentre scrollano sul telefonino con l’altra mano. Non tutti ma alcuni sì. Ok, forse sono teorie un po’ imprecise.

3 Risposte a “I motivi per cui faccio like su facebook”

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