DIME CAN MA NO ITALIAN: IVECO 370 SITA, ULTIMI POSTI, MUTANDE CROCCANTI, TORNEMO A SCUOLA

Like a volkswagen cosparsa de caccole de fumo ma more ecologic so much blue that de sky scompare beyond the lunotto vomitato
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Settembre el resta sempre endemicamente scritto in te la parte sfigà del DNA, queo che te fa ricordare tempi bei per ragassini brutti, come el fastidio del ritorno a scuola. Ma proprio endemicamente, come la bestemmia, el metal per quei da Cavarzere e la patente nautica finta per i ciosoti. Anche dopo aver lavorà tutto l’anno, lavorare a Settembre l’è come ricominsiare sensa aver mai finio. Come na frase massa lunga sensa subordinate e con tante coordinate e congiunzioni relative che te fa pensare che alla fine possa esserghe la più grande verità possibile o parole ad effetto che possa aiutarte a darte un tono anche se arrivare in fondo alla suddetta frase te fa perdere el fiato o el senso. Tipo i nomi dei gruppi post rock. O i titoli degli album post rock. O quei delle canson. O gli spiegoni sui pezzi dei gruppi post rock che siccome non i ga parte lirica allora bisogna spiegare tutto in comunicati stampa o interviste non richieste. Meio un click baiting.
Comunque sia el ritorno a scuola vol dire pendolarismo, non se smette de essere pendolari gnanche a 40 anni. Gnanche in macchina da soli. Gnanche in giro a correre. Gnanche d’Estate. Soprattutto a Settembre. Per mi non cambia gnanche i gusti musicali, al massimo l’è cambià la corriera. E comunque se gavessi un gruppo post rock o un gruppo crust lo ciameria come la didascalia della foto dell’Iveco 370 blu.
Chi invesse xè Veneto e xè un gruppo post rock PERO’ COL NOME CORTO (!!!!) i xè i Winterdust da Padova. Secondo EP quindi disemo che xè un disco in tutto, de strumentale ragionato, ghè i pianoforti e tastiere affini ma non sona come una parrucca barocca del casso, xè una roba più alla God is an Astronaut che alla Caspian, più simili ai Three Steps To The Ocean ma diversi in te le atmosfere e in tel muro de suoni. Intelligente a me avviso l’idea d evegnere fora con EP (per Voice Of the Unheard) in vinile, cassetta limitata ed esclusivissima e free download dato che in Italia non semo più pubblico da post rock o comunque emo disimparà tantissimo quea cultura lì. Semo legà alle stesse robe come dei fan dei Litfiba qualunque, non xè giusto. E’ giusto darghene ancora.

Secondo disco da ritorno a scuola -sempre con scuola inteso come topos da disagio estendibile all’esperienza quotidiana de ciascuno come la fabbrica, el lavoro a partita iva e el treno Rovigo-Venessia- xè na roba da cuore gonfio e accordi alla Tom Delonge. Per V4V, etichetta che la fa un lavoro INCREDIBILE a livello de occasioni dà a talenti e spinta dal basso, insieme ancora a Voice Of The Unheard e Good Post Day Records xè vegnu fora el disco dei Regarde da Vicensa. Indie punk da retromarcia fin al ’98, chitarre coi suoni giusti ma proprio giusti e attitudine emo a sgumbià altezza plesso solare. Solito gruppo che non po non piasere ai nostalgici e segaioli come el sottoscritto o quei che riva alla fine della lettura de un dime can ma no italian. Roba quasi da fissati spostati coi cavei onti e le man al gusto de sudore da sottopalla, peso de queo che al Mira on Air el m’ha fermà per farme i complimenti per la maietta dei Masakari: idolo massimo. E pesi semimassimi i Regarde che i tira fora un disco emocore con la pesantezza delle colline e campagne morte.

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