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Un tizio di Vicenza che non fa musica tipo Will Oldham

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Ieri mattina stavo venendo al lavoro e ascoltavo I See a Darkness. Non era la prima volta che lo ascoltavo e nemmeno la seconda, credo più la milleduecentesima. È uno di quei dischi che hai voglia di ascoltare sempre perché è oscuro e compromesso ma ha dei pezzi con melodie molto solari tipo A Minor Place e ha le canzoni belle e ha un bel modo di muoversi e lo puoi ascoltare a volume impercettibile o fortissimo senza che perda un briciolo di verve (a parte il fatto che in pezzi tipo I See A Darkness la linea di basso è così pesa che se alzi troppo il volume finisci per friggere le casse dell’autoradio), e ho pensato che nonostante sia ultrablasonato e ultravenduto, tutto sommato nel complesso sia un disco la cui importanza è sottostimata. Prima di I See A Darkness c’era già una bella scena di folkettari che agivano in territori indie, ma diciamo che se ti mettevi a guardarci con un briciolo di tempo e pazienza saresti riuscito a individuarli e isolarli all’interno di un paio di tendenze. Poi esce I See a Darkness e qualche tempo dopo la scena indiefolk, forse per conto suo e forse in parte per via del disco, inizia a stratificarsi in così tanti livelli da farlo diventare uno dei generi musicali più frequentati di tutta la musica popolare con un sistema a classi ben definito (superstar, meteore, mestieranti, leggende etc) e una critica specializzata di settore che si occupa, o potrebbe occuparsi, quasi solo di quello. Ecco, questo preambolo non serve assolutamente a nulla parlando del nuovo disco di Phill Reynolds, se non a dire che appunto è un disco genericamente indiefolk ed è un disco davvero molto bello se vi piace quella dimensione indiefolk bella carica e arrangiata, che occasionalmente –volendo- sconfina nell’epico alla National e poi abbassa i toni e diventa intimo/calmo e poi ricomincia daccapo. Molto figo, davvero. I prossimi giorni ho letto che inizia il tour e che tocca un bel po’ di città italiane (Phill Reynolds è un tizio di Vicenza e non si chiama davvero Phill Reynolds); suppongo sia un peccato perdere l’occasione di vederselo dal vivo.

3 Risposte a “Un tizio di Vicenza che non fa musica tipo Will Oldham”

  1. comunque quel tizio non è venuto fuori dal nulla
    di altre cose ne fa ne ha già fatte a pacchi…ah la provincia

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