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BOCELLI CE MARCIA ATTO II (le pagelle della serata 2 di Sanremo)

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Non ho fatto tempo a scrivere l’intro, sorry.

 

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DOLCENERA è una che spacca, nel senso proprio di Hulk, arriva sul piano e canta in quel modo corrugato e sofferente coi denti digrignati e la bocca aperta, e la sua roba si misura per quanto sangue ci butta dentro –tendenzialmente tanto, o comunque fa cose che il resto dei cantanti in gara non è capace di fare o non è interessata o non è interessata perché non è capace. Il suo più grande problema quest’anno è quello di non avere il pezzo, come si dice in questo caso, ma è un problema comune al 90% dei cantanti in gara –quelli che questo problema non ce l’hanno sono perlopiù dei supponenti testa di minchia o gente che ha problemi molto peggiori, e stanti così le cose per me può vincere senza problemi il festival. 7.8

 

CLEMENTINO ripeterei pari pari quello che ho detto ieri per Rocco Hunt, oppure no. Ho letto anche di qualcuno che ha apprezzato il pezzo di Rocco Hunt ma non quello di Clementino e boh, pensavo che fosse una di quelle cose senza senso anche prima di sentire il pezzo (figurarsi dopo). D’altra parte la roba migliore di Clementino è roba da eliminazione immediata e dà abbastanza fastidio vederlo indossare questo vestito da medioman napoletano folgorato mercoledì pomeriggio da questa cosa che in giro chiamano rap e ditemi voi se ha anche un briciolino di senso –la risposta probabilmente è no, questo finchè qualcuno non deciderà di mettere mano al portafoglio e produrre uno spin-off primaverile del festival intitolato Sanremo Spit, una cosa di cui cui personalmente sento quasi meno bisogno che del dopofestival. 6.1

 

PATTY PRAVO a un certo punto Gabriel Garko, nell’annunciare Patty Pravo, ha iniziato a mettere in fila i suoi successi. E credo di avergli sentito dire che Patty Pravo ha fatto uscire centocinquanta dischi e ha venduto cento milioni di copie nel mondo. Centocinquanta dischiCento milioni di copie! Ne sono uscito sconvolto. Magari mi sbaglio, eh, ma credo l’abbia detto davvero. Cento milioni di copie. Quante ne ha vendute la Pausini? Tipo un terzo? Chi cazzo le ha comprate tutte queste copie? Cosa cazzo ci viene a fare a Sanremo una tizia la cui carriera ha una media aritmetica secondo cui ogni mattina prima di colazione scende un attimo in studio e si esce un disco di platino? Poi Patty Pravo inizia a cantare la sua hit da sei milioni di copie, normale amministrazione per lei, ma io sono confuso e sto astraendo numeri a palla secondo cui 1 ogni abitante del Messico viene dotato alla nascita di un disco di Patty Pravo; 2 dal 1966 ad oggi qualcuno ha comprato un disco di Patti ogni 25 secondi; 3 Patti ha una discografia la cui lunghezza oscura quella di Melvins, Acid Mothers Temple, Guided By Voices e Justin Broadrick; 4 il giro d’affari medio annuale di Patti Pravo, capitalizzato ai prezzi di oggi, si aggira attorno ai 30 milioni di euro l’anno, cioè grossomodo un terzo del mercato discografico italiano totale (dati Deloitte); 5 se si fossero esibiti la stessa sera e avessero confrontato i fatturati, Elton John avrebbe dovuto mettersi in ginocchio e ciucciargliela. E tutto questo senza che –per quanto io ne sappia- Patti Pravo sia mai stata recensita da Pitchfork. Ecco, voglio dire che quando ha cantato il pezzo non c’ero con la testa, ma così a grandi linee mi è sembrato robaccia. 4.7

 

VALERIO SCANU Come Dolcenera ma meno, comunque lanciato e convinto. Di buono i cantanti della seconda sera hanno che non si cagavano in mano di fronte al pubblico come quelli della prima, oltre a una media artistica molto più alta e la piacevole assenza di Arisa dalla lista, purtroppo più che bilanciata dagli Elio, ma stavo parlando di Scanu. La cosa più terribile di Scanu è che tutta la sua poetica è stata compressa dall’opinione popolare ai suoi incredibili tagli di capelli e ad un singolo riferimento sullo scopare in tutti  i laghi contenuto nella canzone con cui vinse Sanremo, di cui prima o poi farà –immagino- un’autocitazione sbarazzina tanto per abbassare un po’ l’asticella, e la canzone non me la ricordo ma lì per lì non mi è sembrata male. 6.4

 

FRANCESCA MICHIELIN Non sono una Michieliner ma non è detto che non lo diventerò, lei funziona bene ed è un incanto con quel tutino Muji lì, nonostante la canzone sembri il figlio non voluto di Elisa e Arisa (quindi una probabile canzone di Nek sull’aborto scritta da Elisa e Arisa, e se questo non è un complimento non so davvero). 7.2

 

ALESSIO BERNABEI Se la cava peggio dei Dear Jack, i quali a quanto pare se la cavavano meglio con Bernabei alla voce e questo mindfuck è l’unica cosa degna di nota nella sua esibizione. 4.8

 

ELIO E LE STORIE TESEAlla fine della scorsa settimana è uscito un pezzo degli Elio che fa ironia sul concertone del primo maggio e funziona come qualsiasi altro pezzo di Elio, cioè è estremamente comprensibile da tutti, è pieno di citazioni, dà sfoggio di una tecnica eccezionale e spara su dei cadaveri (Bregovic e i Linea77, voglio dire…) e si auto-giustifica mettendo in campo più livelli di analisi di quelli che sarebbero necessari –nel senso che è un pezzo così stupido e di grana grossa da dare il sospetto di avere dentro di sé qualcosa di più, e qualcuno sarebbe persino in grado di spiegarmi di preciso cosa, il che ha giustificato il dispiegarsi a gonfie vele della carriera degli Elio fino ad oggi. L’unico pezzo decente degli ultimi dieci anni di carriera degli Elio è quello che sta nella pubblicità della Vodafone col pinguino, ma è solo una mia idea sulla faccenda; quello su cui sarei disposto a scommettere è quanto e come in prospettiva saremo costretti a ripercorrere la nostra vita all’indietro e cercare qual è stata l’ultima volta che gli EELST ci hanno fatto sorridere e parlato del mondo, e che alla prova dei fatti dovremo tutti ammettere di aver salutato Elio con l’altra mano dieci o quindici anni dopo quando sarebbe stato necessario.” Questa questa cosa l’avevo scritta tre anni fa parlando del pezzo con cui Elio sarebbe poi andato al Primo Maggio, di cui il pezzo a Sanremo di quest’anno è la copia ideologica ma con tre anni di ritardo e solo merda passata sotto i ponti. Dio quanto odio gli Elio, davvero. 2.4

 

NEFFA Ecco, il fatto è che su questo palco in questa settimana non è salito nessuno (neanche Ramazzotti, la cui cosa più bella è stata che quando rispondeva alle domande di Conti seduto sui gradini aveva un’espressione simile a quando nel ’91 gli irakeni avevano piazzato Cocciolone e gli altri soldati davanti alla telecamera) che ha fatto la musica quanto Neffa, e che invece battere la stecca lui arranca col suo cappellino del cazzo a spingere sul groove meticcio alla Celentano in un pezzo che s’è preso le pernacchie e il rischio eliminazione ma è comunque il più credibile e sensato in concorso. Ciucciate. 8.9

 

ANNALISA è nata per stare a Sanremo e quest’anno per la prima volta non ci sta con un pezzo davvero grandioso (Scintille e Una finestra tra le stelle erano grandiosi) che la farà finire più in basso di quanto meriterebbe, come del resto è successo quando aveva i pezzi da cricca, e quindi che cazzo vorrete mai. 7.9

 

ZERO ASSOLUTO gli Zero Assoluto me li ricordo principalmente per una volta sul forum del Mucchio che qualcuno disse di non so che gruppo “non sono male se ti piace il genere che fanno” e Pikkio rispose “ma che cazzo vor dì, anche gli Zero Assoluto non sono male se ti piacce il genere cloni dei Cure con la voce da romano de merda” e tutte le volte che saltano fuori gli Zero Assoluto da allora io sono troppo occupato a pensare che Pikkio sia un genio e non riesco a gestirmela. 5.0

 

A domani.

8 Risposte a “BOCELLI CE MARCIA ATTO II (le pagelle della serata 2 di Sanremo)”

  1. Concordo sugli Elii. Hanno definitivamente rotto il cazzo e questa cosa che pure mia madre (una per cui 4/4 è da attribuire solo alla ricetta della torta di yogurt) mi venga a dire “sono ottimi musicisti” me li fa detestare ancora di più. A parte questo, non ho ancora ben chiaro come lo stai vedendo questo festival. Non nel senso di se sotto acidi o meno (pure se visti certi voti un dubbio mi assale). Piuttosto se il senso è immedesimarsi al 100% nello spettatore sanremese, se la volontà è quella della provocazione trash stile-Bastonate (Masini è un genio, vado al live di Ferro, Dolcenera salverà il mondo), se è cercare di strappare una risata tirata a qualcuno o se sul serio se becchi il nuovo singolo di Scanu tu alzi il volume invece i cambiare stazione. Ecco, io piuttosto di preoccuparmi di come campa Patti Pravo, farei chiarezza su questa cosa.

  2. Questi giorni ascolto Radio Gamma, è una radio romagnola che passa sanremo 24/7. stacco solo per sentire un po’ di cruciani che mi rilassa.

  3. Mi hai chiesto, ho risposto. comunque no, non mi sento più orgoglioso di me stesso quando ascolto MESH rispetto a quando ascolto canzoncine italiane, ho quasi 40 anni, non ce la faccio ad ascoltare solo musica che mi faccia sentire culturalmente allineato alla mia epoca, dipende da che voglia ho di ascoltare una cosa o l’altra. e le canzoncine funzionano molto meglio in macchina, che è il posto dove ascolto più musica. stamattina ascoltavo il primo dei pan sonic con alan vega e dovevo sempre mettere in mute per essere sicuro che certe frequenze venissero dal disco e non da un semiasse o dalla marmitta.

  4. Non fa una piega. Alla fine uno sente quello che gli pare e tempo addietro scrissi un post dal titolo Ascotatevi Francesca Michielin (e non rompete il cazzo) che non ricordo se ti ho mai passato. Tolto questo, però, faccio fatica a comprenderti (come non comprendo i 3/4 di Bastonate, va detto). Sarà una mia pecca di sicuro ma ogni 3 volte che vi leggo 2 volte mi viene in mente Verdone che dice: “Qualcosa come sorriso, rise, risata, come me vie da ride”. Solo che il suo humor lo comprendo, Bastonate no. Questo è il link del pezzo:

    http://yesiamdrowning.tumblr.com/post/124915874317/ascoltatevi-francesca-michielin-e-non-rompete-il

  5. “ma è solo una mia idea sulla faccenda” sarebbe un buon sostituto di “Bastonate” per post come questo, in cui certe “analisi” (qui quella riciclata sugli ELIO) sono palesemente avanzi di bile tolti dal congelatore e riscaldati al microonde. Comunque se un pezzo ideale deve essere incomprensibile a tutti, senza citazioni, senza tecnica eccezionale e che spari sui vivi (tipo su Neffa? NEFFA?), ve lo meritate quel cappellino del cazzo, ve lo meritate.

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