la Lambada

La prima festa delle medie della mia vita si svolge a casa della Serena. Siamo due sezioni e qualcuno dovrebbe limonare con qualcun altro, così è una festa con due classi (la B e la C). dicono che la Sara sa ballare la Lambada e a un certo punto diventa imperativo trovare il nastro, perché a quanto pare ballare la Lambada è una cosa ai limiti del porno. I nostri fratelli maggiori non sono utili a reperire il nastro, ma Gabriele dice che sua cugina l’ha comprato e può doppiarlo. La riesce a rimediare il giorno stesso, un sacco di storiacce logistiche per riuscire a portare quella cazzo di cassetta alla festa. La probabilità che io riesca a limonare stasera è pari a quella che Vasco Rossi si presenti alla festa, ma passo comunque un’ora abbondante a scegliere i pantaloni e la maglia da mettere. Gli altri, siccome sono il più piccolo, hanno manifestato l’intenzione di farmi ubriacare. La sera arriviamo tutti puntuali o in anticipo, le mamme hanno scoperto che qualcuno vorrebbe portare la birra e quindi si fermano a controllare che non ci siano alcolici. Tommaso riesce a portare un pacchetto di sigarette, a un certo punto escono fuori in cinque sei a fumare di nascosto. Quando rientrano si sente l’odore e alcune delle ragazze li guardano come se fossero dei tossici. Poi la Sara la Lambada si vergogna un po’ a ballarla davanti a noi, ma quel minutino in cui l’accenna per me è una cosa da infarto. Dopo la Lambada c’è la bottiglia (io capito con la Miriana che dice “che schifo” e si rifiuta), e poi si balla con la scopa (Margherita di Cocciante) e a un certo punto si fa un gioco col buio. Tapparella arriverà un sacco di anni dopo e la spiegherà piuttosto bene.

Immagino che la Lambada possa concorrere al titolo di peggior singolo di tutti i tempi. Non sapevo chi la cantasse fino a tre minuti fa, e anche ora credo dovrei fare copia incolla, ma dicono che sia stata trovata morta carbonizzata dentro una macchina. Brutta fine.

Mancarone.

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