Una cosa che non c’entra col resto

L’altra sera Christian Raimo è andato ospite al programma di Belpietro, ha piantato una gran cagnara, ha agitato dei cartelli scritti a mano, e il giorno dopo ha scritto una cosa sui social. Se n’è parlato molto, può darsi che abbiate un’opinione su questa cosa (io ne ho una ma non è l’argomento di questa cosa). A seguito della cosa che ha postato Raimo, mi sono guardato la puntata di Dalla Vostra Parte

Il casino con Raimo è partito per il fatto che Sallusti, in diretta TV, ha espresso sgomento per il fatto che per diversi giorni ci sia stato, da parte degli organi di informazione, un pudore molto sospetto che impediva di dire apertamente che gli stupratori di Rimini erano neri. A un certo punto ha parlato di probabile “boldrinismo”. Poi è finito tutto in urla e cartelli e vabbè. 

Io francamente non ho sottomano i giornali dei giorni scorsi, ma stamattina ho letto un articolo di Repubblica, firmato da Vladimiro Polchi. Il titolo: 

“OGNI GIORNO UNDICI STUPRI, IN QUATTRO CASI SU DIECI L’AUTORE È STRANIERO”. 

L’ho visto condiviso su Twitter con lo stesso titolo: “ogni giorno undici stupri, in quattro caso su dieci l’autore è straniero”. Cosa ci dice un titolo così? Che ogni giorno ci sono undici casi di violenza sessuale, e che quattro o cinque di questi casi l’autore dello stupro è uno straniero. Giusto? Ok. Francamente, così a naso, pensavo di più. Così mi sono messo a leggere l’articolo, ed effettivamente i dati sono impressionanti. L’articolo inizia così: 

“Quasi 11 stupri al giorno, quattromila ogni anno. Più di un milione di donne colpite in Italia.” 

Andiamo di matematica: 11 stupri al giorno, effettivamente, vuol dire 4015 stupri in un anno non bisestile. Bravissimi. Il problema è il “più di un milione di donne” che viene dopo. O più precisamente: 

Secondo l’Istat, un milione e 157mila donne avrebbero subito una violenza sessuale nel corso della vita, tra stupri e tentati stupri.  

Un milione e 157mila donne diviso per 4015 fa circa 288. Vale a dire che se continuassimo a stuprar donne con una media di 4015 casi all’anno, ci metteremmo 288 anni ad arrivare a un milione. A quanto ne so l’aspettativa di vita degli esseri umani è di circa 80 anni, il che può voler dire due cose: ci siamo dati una regolata e stupriamo un quarto di quanto stupravamo fino a qualche tempo fa, o uno dei due dati non è attendibile. Il milione di donne che ha subito violenza, però, a me sembra attendibilissimo: vuol dire grossomodo una donna su trenta. Secondo me sono anche di più. 

Poco più sotto Polchi chiarisce. 4000 sono gli stupri denunciati. 2333 nei primi 7 mesi del 2017, leggerissimamente in calo rispetto ai primi 7 mesi del 2016. Il resto dell’articolo definisce, grossomodo, come sono divisi questi stupri. Il riassunto di tutto: in quattro casi su dieci, l’autore è uno straniero. Voglio dire, il titolo dell’articolo è il riassunto dell’articolo, giusto

No. 

Intanto perché, appunto, ogni giorno non vengono stuprate 11 persone. Non sono informatissimo sulle statistiche che riguardano le violenze sessuali, ma direi che le donne che amiamo di più stuprare stanno, la butto lì, tra i 12 e i 58 anni. Probabilmente, dal punto di vista statistico, di tanto in tanto ci piace violentare una bambina di 7 anni o una donna di 65 anni, ma direi che gli anni di età di una donna che subisce una violenza sessuale sono, in grossa parte, circa 40. Se dividete il dato Istat per 40, viene fuori che ogni anno vengono stuprate 28925 persone (ho qualche pudore a dire donneperché negli anni novanta vidi Rivelazioni). Che significa mediamente 80 persone al giorno, non 11. Non è una differenza da poco: vuol dire che il titolo di Repubblica è molto ottimistico. Se uscite la sera e pensate di avere N possibilità di venire stuprate, in realtà le possibilità sono otto volte N. Lo stesso articolo, giustamente, puntualizza più volte che il dato derivante dalle denunce non è esaustivo e che “Il fenomeno però è lontano dall’essere fotografato con chiarezza”.  

Ma quanti di questi stupratori sono stranieri? Stando al titolo dell’articolo, quattro su dieci. Cioè, se correggiamo il dato iniziale, ieri 32 donne sono state violentate da stranieri. Però, per prima cosa, il titolo non chiarisce quante di queste siano italiane. La confusione probabilmente non è voluta. Verso il fondo dell’articolo si trova il dato: il 61% degli stupratori, e il 68% delle vittime, sono italiani. Vuol dire che al netto di tutto, c’è una forbice del 7% di donne italiane stuprate da uomini stranieri.

Cosa vuol dire questo? Dipende da come si leggono le statistiche, e da come si leggono i titoli dei giornali. Ad esempio, se sei una donna italiana e sei preoccupata per la tua sicurezza, può voler dire che stando agli aggregati, hai da temere per il 93% di incontrare uno stupratore italiano e per il 7% di incontrare uno stupratore straniero. 

È un discorso intrinsecamente razzista. Il titolo, che –ripeto- secondo me è in buona fede, sottende tante cose, alcune delle quali abbastanza ridicole. Ad esempio che tra uno stupro compiuto da un algerino e uno stupro compiuto da un bolognese, quello dell’algerino sia più grave, per il motivo che –boh- li ospitiamo a casa nostra e dovrebbero farci il favore di stuprarsi le loro connazionali. Non c’è molto spazio per i dettagli, ad esempio un certo numero di vittime rumene rispetto al numero di stupratori rumeni (che vengono stuprate da qualcun altro). Ma è bello anche pensare a cosa sta dietro al dibattito, tipo “difendere il diritto delle vittime italiane a subire violenze sessuali solo da italiani”. 

Poi nell’ultimo paragrafo le dichiarazioni di Lella Palladino vanno in una direzione diversa: tutto quello che non viene denunciato, che secondo i conti sopra conterebbe per l’80% circa del totale, andrebbe a cambiare completamente i dati: sono i dati della violenza domestica, quasi sempre sessuale, in cui gli italiani sembrano essere decisamente lanciati. E che quindi, grossomodo, tutte le percentuali di cui abbiamo letto sopra sono totalmente sbagliate e hai perso tre minuti di tempo a leggere un articolo. Tanto per dire, se sei una donna italiana che legge l’articolo e sei preoccupata per la tua sicurezza, uno dei modi più efficaci di evitare di essere violentata è non sposarti. 

Ci tengo a ribadirlo: non conosco nessun dato ufficiale, commento un articolo sulla base dei dati contenuti nell’articolo stesso. E non sono un giornalista, non ho idea di come vengano fatti i titoli, di quali siano le priorità di chi. L’articolo parla di una cosa abbastanza precisa: qui in Italia ci piace molto violentare. Uso la prima persona plurale perchè siamo perlopiù io e voi, maschi italiani, ecco. Ma anche volendo assolverci, un articolo di questo tipo credo dovrebbe intitolarsi 

“Ogni giorno ci sono ottanta stupri e solo undici di questi vengono denunciati”. 

O al limite

“Ogni giorno 11 stupri. In quattro casi su dieci l’autore è straniero. No, scherzo.”. 

Ma naturalmente è meglio mettere in croce gli immigrati, che va bene tutto ma mi raccomando non facciamoci dare dei buonisti da Sallusti. 

6 thoughts on “Una cosa che non c’entra col resto

  1. La matematica che fai tu è ancora più sballata di quella di Repubblica. Cerca un amico che ne sappia qualcosa e risistema l’articolo, cosi non ha senso.

  2. Non ho capito
    «direi che gli anni di età di una donna che subisce una violenza sessuale sono, in grossa parte, circa 40. Se dividete il dato Istat [Secondo l’Istat, un milione e 157mila donne avrebbero subito una violenza sessuale nel corso della vita] per 40, viene fuori che ogni anno vengono stuprate 28925 persone»

    Cioè: 1570000/40=28925 (ossia: totale delle donne stuprate/età media delle donne stuprate= numero di stupri?)

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