è uscito un nuovo disco dei Quicksand ma i vecchi dischi dei Quicksand sono meglio

A fine 2017 è uscito un disco nuovo dei Quicksand che si chiama Interiors, e se devo essere onesto è un disco con cui ho grossi problemi. Il suono e la struttura mi provocano una reazione immediata: nessuno suona in quel modo. Anche i (pochi) gruppi che provano a rifarsi a quel suono riescono a riprodurne alcune sommarie caratteristiche estetiche (break, suono compatto, eccetera) ma non hanno davvero la capacità di pensare la musica con quel tipo di generosità. Ma dall’altra parte il problema che aveva l’ultimo disco dei Rival Schools è presente in forze anche dentro a Interiors: non ci sono i pezzi, o comunque non ci sono quei pezzi, cioè i Quicksand sono ancora capaci di pensare in quel modo ma non più capaci di scrivere in quel modo –il che naturalmente fa finire tutto nel cestone delle occasioni sprecate. Queste cose le si prende sull’onda del momento: un nuovo album dei Quicksand è la dimostrazione che la musica vince sempre e/o che qualcuno doveva pagare la bolletta del gas. Ma dall’altra parte l’uscita del disco mi dà l’occasione di parlare di un momento storico di cui non si parla più così tanto, in cui una quindicina di musicisti scambiavano esperienze, collaborazioni e band, e hanno messo insieme una delle più clamorose discografie della storia. E quindi boh, ne approfitto per fare un riassuntino e consigliare qualche disco. 

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La storia si svolge a New York e inizia alla fine degli anni ottanta. Il giro accacì newyorkese è finito sulla mappa relativamente tardi, soprattutto in relazione alla tradizione musicale della città. Quando si impongono i principali gruppi della città (gente tipo Agnostic Front e Cro-Mags) la generazione immediatamente precedente sta già scappando a gambe levate dal genere, che nelle cronache sta prendendo una piega piuttosto violenta, per certi versi squadrista. New York si impone in questa fase come una delle scene più muscolari e osservanti in circolazione. Ci sono gruppi relativamente fuori asse, anche tra i più seguiti, ma è comunque musica veloce e cattiva. Uno di questi gruppi realizza quello che per molti è il miglior disco accacì mai uscito da New York, parere che credo di condividere. Il disco si chiama Start Today e l’ha realizzato un gruppo chiamato Gorilla Biscuits: meno metal e più melodico della media cittadina, nondimeno incazzatissimo, e pieno di canzoni strepitose. Le canzoni dei Gorilla Biscuits le scrive il chitarrista, un tale di nome Walter Schreifels, classe 1969, che nei ritagli di tempo suona il basso negli Youth Of Today (quelli da cui poi nasceranno gli Shelter). Nei ritagli di tempo dei ritagli di tempo Schreifels mette insieme un altro gruppo chiamato Quicksand, il cui intento originale è grossomodo lo stesso che avevano i gruppi storici dell’HC statunitense cinque anni prima –smettere di menare ad ogni costo, infilarci dentro un po’ di melodia, fare le canzoni e vedere dove si arriva. Ha già scritto qualche canzone, che sta ai Gorilla Biscuits più o meno come i Gorilla Biscuits stanno agli Agnostic Front –più melodica, più strutturata, più complessa, meno muscolare. I Quicksand hanno due chitarristi: l’altro si chiama Tom Capone e proviene dai Bold, altro gruppo di prima forza in città. Poi ci sono il bassista Sergio Vega e il batterista Alan Cage, che nella prima fase del gruppo si divide tra i Quicksand e i Burn, un altro gruppo pestone a cui il cantante Chaka Malik dà un plus vagamente quicksandiano (melodie abbozzate, influenze rap/soul e cose così). I Quicksand scalano la gerarchia sociale piuttosto in fretta, forse perché pure a New York i ragazzi si sono rotti il cazzo di fare a botte ogni sera: a pochi giorni dalla formazione sono già in studio a realizzare un EP, lo fanno uscire su Revelation (l’etichetta simbolo della città), iniziano a suonare in giro e fanno girare un sacco di teste dalla loro parte. Siamo nei primissimi anni novanta, il che significa che le major stanno per iniziare a proporre contratti a qualunque gruppo con meno di tre gradi di separazione dai Nirvana. Nel frattempo Burn e Gorilla Biscuits cessano le attività, quasi contemporaneamente. Chaka Malik formerà un gruppo col chitarrista Chris Traynor, chiamato Orange 9 mm.  I Quicksand diventano la band di Walter Schreifels e iniziano a suonare in contesti sempre più importanti. Quando finiscono nell’orbita di Polydor sono già arrivati alla loro forma compiuta, e nel 1993 pubblica Slip.

Provo a descrivere la musica: la base non è così diversa dalle cose diciamo lente dei Gorilla Biscuits, i riff hanno una progressione abbastanza simile e la stessa disponibilità melodica, diciamo così. I tempi dei Quicksand però sono molto più storti e complessi, per certi versi imparentabili a quel che stanno facendo gli Helmet nello stesso periodo –riffoni claustrofobici, batterie secche. Ma se gli Helmet si affidano quasi solo alla costruzione di un impianto sonoro brutale, i Quicksand sono un gruppo da canzoni. E Walter Schreifels sul microfono ci sputa il sangue in un modo che al confronto Civ (il cantante dei Gorilla Biscuits) sembra un chierichetto. Volendo usare un po’ di fantasia potreste metterlo all’incrocio tra tutto il giro noise rock delle varie T&G/AmRep (la roba più quadrata e meno rock’n’roll, tipo appunto Helmet, Mule, Janitor Joe, Girls Against Boys, Killdozer e simili), le cose grunge che hanno meno a che fare col metal classico (Nirvana soprattutto, ma anche Tad o Mudhoney) e certe cose indie che vanno nel periodo (Bluetip, Jawbox…). Com’è come non è, i Quicksand piacciono a tutti quelli che li ascoltano. Il secondo disco del gruppo arriva dopo nemmeno due anni, esce per Island (c’è una fusione all’interno di Polygram), si chiama Manic Compression e per quanto mi riguarda sta tranquillamente tra i migliori dieci dischi della storia della musica suonata.

Anche gli Orange 9 mm vengono firmati da una major, nella fattispecie EastWest, che pubblicherà Driver Not Included (un disco che poteva uscire per una major solo a metà degli anni ’90) lo stesso anno in cui i Quicksand pubblicano Manic Compression, e a un certo punto sembra quasi il battesimo di un genere musicale. Qualcuno lo chiama post-hardcore e mi pare una definizione corretta (nel senso che una volta ‘sta gente suonava in dei gruppi hardcore e adesso no). In realtà questa roba stenta un po’ a decollare. Gli Helmet dovevano esplodere definitivamente all’epoca di Betty, ma il disco segna la prima flessione commerciale del gruppo, che nel frattempo ha sostituito il chitarrista Peter Mengede con Rob Echeverria. I Quicksand, che ai tempi di Manic Compression sono il nome più in vista e hanno il tappeto rosso steso davanti a loro dalla critica, stanno scazzando pesissimo. È dall’uscita di Slip che stanno suonando ininterrottamente, esclusa la pausa per registrare il disco dopo; alla fine del Warped Tour si fiondano un’altra volta in studio, ma i membri della band vengono alle mani e il gruppo si scioglie. Lo split dei Quicksand è un po’ uno scossone, un po’ perché erano in tanti a puntarci e un po’ perché non è passato nemmeno un anno da Manic Compression.

Nel frattempo il punk è diventato un affare enorme, Green Day Offspring eccetera, e Walter Schreifels prova a tirarci su qualche soldo: rimette insieme i Gorilla Biscuits, scrive un intero disco e lo produce (anche se non militerà mai come musicista nel gruppo). Il gruppo prende il nome di CIV, il disco si chiama Set Your Goals e -fatta salva una minor rilevanza storica- è il miglior album in cui Civ abbia cantato. L’ennesimo passo falso del post-hardcore, si fa per dire, è Tragic degli Orange 9 mm, che per una serie di fusioni tra sottoetichette esce griffato Atlantic. A dire il vero non sembra nemmeno lo stesso gruppo: il disco è una sorta di esperimento a metà tra soul e groove metal, molto influenzato da certe cose crossover del periodo, e sarebbe davvero una delusione se Tragic non fosse il discone che è. Suppongo che non tutti fossero d’accordo con la svolta, in ogni caso: gli Helmet hanno buttato fuori Rob Echeverria (che andrà a finire nei Biohazard epoca Mata Leao) e hanno offerto lo slot a Chris Traynor, che accetta e lascia gli Orange 9 mm mentre Tragic arriva nei negozi. Le attenzioni di tutti però si sono spostate su un nuovo gruppo di cui si dicono meraviglie: Tom Capone dei Quicksand si è messo insieme a Peter Mengede degli Helmet e ha messo insieme una band chiamata Handsome, che prende un po’ dagli uni e un po’ dagli altri. Per loro si muoverà Sony, che nel ’97 farà uscire un disco intitolato semplicemente Handsome. A dispetto dei pronostici, è un po’ la chiusura del cerchio, il punto di arrivo dei tentativi di incasellare il cosiddetto post-hardcore dentro al pop-rock. Gli Helmet nello stesso periodo fanno uscire un disco praticamente identico, Aftertaste, registrato appena prima dell’ingresso di Chris Traynor, e anche loro si scioglieranno dopo il tour, più o meno in contemporanea con la fine dell’effimera esperienza Handsome (scazzi tra Capone e Mengede, il primo esce dal gruppo, il secondo non va molto avanti col resto della band). Nello stesso anno i Quicksand ricominciano ad annusarsi, si rimettono assieme, fanno qualche concerto, entrano perfino in studio per registrare. Poi finisce a botte un’altra volta. Walter Schreifels ha ancora la mano per le canzoni e mette insieme un gruppo nuovo, con gente di Iceburn e Gorilla Biscuits (parentesi: i CIV hanno provato a fare un secondo disco non scritto da lui, ma non è finita benissimo). L’idea è più o meno la stessa che dai Quicksand ha portato agli Handsome: squadrare il suono e provare qualcosa di più pop-rock, ma la classe è tutta un’altra. Island fa uscire United By Fate e per mezzo minuto sembra che Walter Schreifels ce l’abbia fatta. Poi anche i Rival Schools si sciolgono.

Alla fine vanno tutti più o meno incontro al loro destino. Schreifels ha continuato a fare nuovi gruppi, riunire i vecchi e pubblicare musica –anche a suo nome. A un certo punto le canzoni sono diventate peggio –mai brutte, nemmeno Interiors è brutto, anzi è bello, ma. Sergio Vega è andato a suonare il basso nei Deftones dopo l’incidente di Chi Cheng, Chris Traynor è diventato un turnista di lusso, Chaka Malik ci ha riprovato coi Burn nei primi anni duemila (scarso successo). Page Hamilton ha rimesso insieme gli Helmet senza nessuno dei membri storici, i Gorilla Biscuits hanno fatto la reunion e su Wiki figurano come gruppo esistente –a un certo punto Civ è finito in un casino per delle sparate non proprio illuminate da un palco. Tom Capone è ri-uscito dai Quicksand dopo essere stato beccato a rubare medicinali in una farmacia. Nel testo ho segnato una decina di titoli in neretto, e secondo me sono i dischi imprescindibili legati a questa storia.

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4 thoughts on “è uscito un nuovo disco dei Quicksand ma i vecchi dischi dei Quicksand sono meglio

  1. Walter l’ho sempre cosiderato un piccolo genio incompreso. A vederlo in foto sembra la persona più umile, onesta e disponibile della scena NYHC, invece le sue band si sono sempre sciolte tra scazzi dopo breve tempo. Peccato!

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