Madonna che schifo Jon Hopkins

Insomma oggi esce un nuovo pezzo di Jon Hopkins che si chiama Everything Connected e lo trovate qui. Spoiler: sembra che il disco nuovo, di cui EC è l’anticipo, non si discosterà dal discorso generale che Hopkins aveva intrapreso con il pluridecantatissimo Immunity. La cosa curiosa è che un paio di giorni fa è uscito un meraviglioso articolo sul foglio, firmato da Camillo Langone (il quale, ricordiamolo, scrisse il celeberrimo Togliete i libri alle donne: torneranno a far figli) e intitolato Ascoltare Ghali al mattino rischia di rovinare la giornata. La teoria dell’articolo è piuttosto particolare, in sostanza lo critica perché

1 è in generale un artista di merda

2 non è vero, come dice Saviano, che ha l’accento milanese.

3 non è vero che il flow di Ghali può convertire i nazi, vedi ad esempio l’odierna ondata fascioislamica.

E lo ringrazia per avergli salvato la giornata, perché per pulire le orecchie ora sarà necessario ascoltare fino a sera Jon Hopkins. Per il quale Langone spende una definizione di tre parole: “elettronica elegantissima, europeissima”.

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È vero che le persone di una certa estrazione culturale e con un percorso professionale di successo (coloro che io chiamo Gli Scopati) consigliano di passare oltre, non mischiarsi con certa marmaglia e non essere infastiditi dalle cose che scrivono i Camillo Langone, ma voi come vi sentireste se vi foste trovati al posto mio? In uno degli articoli sulla musica più brutti che ho mai letto l’autore mi mette a conoscenza del fatto che io e lui abbiamo almeno DUE gusti in comune. Ghali non mi ha mai detto un cazzo, Jon Hopkins lo ascolto volentieri. Immagino sia lo stesso tipo di straniamento politico-musicale che i faberiani sperimentano ogni volta che Matteo Salvini si ricorda di dichiarare pubblicamente il suo amore per De André (un altro bellissimo video del fine settimana è quello di Gianni Alemanno che legge L’Avvelenata e confessa la passione sfrenata che i giovani militanti di destra avevano per Guccini negli anni settanta), o anche il motivo per cui magari i Pearl Jam mi piacciono pure ma di portare la maglietta non se ne parla: non vogliamo essere associati a certa gente. Voglio dire, è roba che mi succede quasi inconsciamente. Così magari ti trovi anche a sopravvalutare certi discorsi musicali e ti trovi di fronte ad effetti collaterali del tutto indesiderati. Ad esempio, Camillo Langone voleva tirare soltanto due insulti a Ghali, e senza volerlo ha fatto il dim mak a Jon Hopkins. Oggi ho riascoltato Everyhing Connected, la quale non sembra discostarsi dal discorso generale che Hopkins aveva intrapreso con il pluridecantatissimo Immunity, e di averla trovata una vera merda. Cioè, pensateci: finché se ne va via tranquilla con quell’incastro ritmico a inseguimento alla JonHopkins-maniera è bella e tutto, ma se uno s’ascolta con un briciolo d’attenzione l’esplosione wagneriana della seconda parte del disco

(non ho un retroterra classico; quando dico “wagneriano” intendo “operistico, pomposo e ideale per essere sfottuto da Woody Allen o suonato dagli altoparlanti di un elicottero nel momento di dover assaltare un villaggio nel sudest asiatico”)

è proprio l’esatto motivo per cui Langone si può permettere di ascoltare un disco pensato per la ballotta e chiamarlo, orgogliosamente, “europeissimo”. Madonna che schifo Jon Hopkins.  

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2 commenti su “Madonna che schifo Jon Hopkins

  1. AnnaM il said:

    io vorrei un tuo post di quelli in cui scrivi a ruota libera come solo tu sai fare in cui mi spieghi “Gli Scopati” .

  2. Sciup-1 il said:

    Non ho l’età ne il background per giudicare la musica dell’uno e dell’alto, ma mi piace l’idea di Ghali che se la ride della pubblicità gratuita di questo scoreggione che lo dissa dal foglio con argomenti che manco Gasparri dei tempi d’oro

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