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Ki Kazzo etc etc (farei dell’ironia ma ho tre cappe nel nick)

stimati.
stimati.

Nell’imbarazzante dubbio se continuare a fare uscire dischi di merda a nome Devin Townsend o dischi di merda con il progetto Strapping Young Lad decide di buttare l’una e l’altra nel cestino e iniziare una storia diversa, a nome, ahm, Devin Townsend Project. Così uno pensa, ecco, c’è dietro un progetto. I progetti sono belle cose, implicano –tipo-  uno stadio di progettazione. Nel caso concreto, il genio psicotico in provetta peggio concepito della storia del rock pesante ha deciso che l’eclettismo applicato ai peggiori sottogeneri della storia (ambient-metal, techno-metal e qualsiasi altra cosa che non c’entra con il metal + il metal) non bastava ed era ora di pisciare un po’ più fuori dal vaso. Ki, primo lavoro sotto il nuovo monicker, diventa dunque una buona occasione per lanciarsi in tutta quella branca di out-pop del cazzo alla Peeping Tom, o anche peggio. Per essere sicuro di farsi notare da Mike Patton, Hevy Devy ci infila un altro paio di riferimenti a Ipecac del tutto a caso, tipo che Disrupt diventa una specie di pezzo dei Melvins senza i riff dei Melvins e/o qualche bel pezzo tipo Winter, una versione povera di certe tracce che skippate tutte le volte nei dischi brutti dei Faith No More. Il tutto assemblato e suonato –pare- con la seria e motivata intenzione di arrivare nei negozi con un lavoro da top ten dei peggiori dischi della storia del pop, risultato conseguito in pieno. Congratulazioni, Devin.

E queste erano le buone notizie. La cattiva notizia è che Ki è la prima parte di una trilogia.

Come Evolversi Non Evolvendosi

Brutal TruthAspettando che un qualsiasi gruppo attivo negli anni ’90 che abbia venduto almeno 3 copie ci eviti la reunion, arriva “Evolution Through Revolution“, primo full dei Brutal Truth del nuovo corso. Ora, uno come Dan Lilker può permettersi di tutto e di più e anche nel 2009  (ma stesso discorso varrà nel 2025) tre suoi riff bastano a umiliare 3/4 del grind mondiale. Pacifico. Pure questa volta supera la concorrenza e ci mette perfino qualche idea (dove per idea si intende tipo quel decimo di secondo che schiaccia il pedale su un effetto a caso,eh). Poi vabbeh, si può discutere se la produzione “potente e moderna” abbia giovato o meno,  ma insomma, il target di questo disco mica è chi comprava “need to control” all’epoca (al limite qualche webzinaro nato nel 1991 che asserisce di averlo fatto, del resto chi non si sparava in cuffia i Brutal Truth tra una poppata e l’altra?), e nelle nuove leve la produzione ha una certa importanza. Evvabeh, bravo Danny che hai umiliato quasi tutti i grinder degli ultimi anni più di quanto non lo facciano già da soli, però a questo punto potevi cambiare nome al gruppo. Mica per niente eh, ma io i CD li metto in ordine alfabetico, e se vedo “Need to Control” di fianco, io questo disco, che pure non è male, non lo ascolterò mai.

Ad esempio cambiare il nome in Trivium sarebbe stata una buona idea.

Agorapocalypse dudes

anRaging 21st century grind gonzo violence, così dice il gruppo nella pagina web che Relapse (come al solito, ormai) apre per mettere in streaming il disco per un mesetto allo scopo di abbattere le vendite. Parliamo ovviamente del nuovo Agoraphobic Nosebleed, che si chiama Agorapocalypse e, ehm, mena. Se avete bisogno di uno che vi spieghi cosa state ascoltando in streaming siete messi bene, comunque è un pastone grind-trash ipertecnico e tiratissimo ma più inutilmente metal di qualsiasi altra cosa abbia prodotto AN in passato, il che tende a diventare un difetto già al secondo passaggio del disco. A me il grind se non è registrato col culo non mi piace. Sorry.

Yr favourite MILF needs YOU

greyscale's gonna save us allKaryn’s primary focus with music is the journey within: facing demons, releasing light, and overcoming the fleshy prison of the earthly body. The live stage has been home for Karyn, where her performances earned her the nickname “Exorsister” as well as a reputation for being emotionally raw, supernaturally powerful, interactive, and intensely physical . Sono pochissimi gli artisti che possono tirare tante stronzate in un capoverso continuando a farsi amare. In pole position ci metto tranquilla tranquilla la donna coi dreadlocks più unti della storia, Karyn Crisis, ex cantante di Crisis attualmente in procinto di far uscire fuori il suo primo album solista, nella speranza di un bel disco per la prima volta dai tempi di The Hollowing (11 anni fa). Sia quel che sia, il lavoro è stato composto e registrato da Davide Tiso (quello degli Ephel Duath), e i due stanno grossomodo cercando gente che completi la line-up per suonare dal vivo in giro per l’America e -si spera- il resto del mondo. Nel caso vi interessi E abitiate nella bay area, mandate un video di voi che suonate il vostro strumento preferito a karyncrisisband@gmail.com, queste almeno sono le istruzioni che trovate su Blabbermouth e sul suo myspace. Magari vi dice bene. Sono graditi dreadlocks puzzosi.