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Pikkio Music Awards 2k14 (parte 3)

L’intro è nella prima parte e i premi minori nella seconda leggetevele se volete capire il 2k14 in musica!!!

E ora ecco i  Pikkio Music Awards presentano i DISCHI DIO DELL’ANNO 2k14 IN ORDINE ALFABETICO ANON !!! perché la classifica è un’illusione del diavolo (i titoli sono cliccabili in quanto full streaming ascoltabili!).

Aphex Twin – Syro

FINAL MASTER SYRO DIGIPAK.indd

E’ ovviamente l’unico vero disco DIO.

 

Actress – Ghettoville

ghettoville

Actress (al secolo Darren Cunningham) venne a Roma l’estate 2k14 per suonare ad un festival, ma poi non si presentò. La colpa fu mia perché lo bloccai sulla metro b per intervistarlo su Ghettoville in quanto DISCO DIO, va bene?
“Ghettoville nasce da un sogno speciale che feci, in questo sogno dopo aver fumato un botto avevo l’illusione di far parte di una certa Voodoo Posse. Ecco il disco parla di Balotelli se fosse povero a Bergamo. No anzi è come se mi rappassi me stesso attorno a me.”
A Darren ma che cazzo stai a di? Nun c’ho capito un cazzo e hai pisciato un live solo per dirmi kuesto? 6 1 grande!!! Tornando a noi Ghettoville è DISCO DIO perché il suo sgrakkio, i suoi rallentati sciolti groove fatti di polvere di mp3, trasportano in menti altrui di gente che popola lo sprawl urbano. La musica e l’ambiente di Ghettoville è quello dello speaker dello smartphone o delle cuffione rotte di sto sfattone mentre si va a prendere uno skrokkio di fango al distributore della metro dietro casa, mentre balla con la sua posse, mentre fa il romantico con la ragazza del ponte, mentre ragiona su se stesso, per poi tornare in mezzo alle enormi catapecchie di foratini e acciaio degli gnomi spacciatori. Così facendo ti fai un viaggio cyberpsychunk 20k0 particolarissimo che mostra cosa c’è sotto l’HD dei grandi agglomerati urbani: un gran casotto di scarti prodotti dal risukkio dell’instikkio; tanto pure loro (gli scarti) finiranno li nel crystal universe 049b. I HAD A SPECIAL DREAM VOODOO POSSE CHRONIC ILLUSION.

D’Angelo and The Vanguard – Black Messiah

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A fine 2k14 è arrivato, risukkiato a stekka nel mese di dicembre, sto disco MAESTOSO così: BAM!, tipo una minkia in faccia!!! D’angelo, eroe del “nu-soul” fine ’90, sbroccò dopo aver creato il riassunto delle canzoni e musica black tramite astrazione del groove in quel MONOLITE di Voodoo. D’altronde chi tocca i monoliti sbrocca sempre, figuriamoci chi li crea! Per nostra fortuna non so come (un mix di incredibile forza di volontà e gente preziosa tipo ?uestlove dei Roots) D’Angelo si è ripreso e incoronandosi giustamente come Black Messiah ci ha donato la sua visione più aperta, meno astratta, ma non meno sorprendente, de LA STORIA (pisello) RIDDIM. Ci stan sempre Sly Stone/Miles Davis/James Brown/Prince/P-Funk e mille altri, ma c’è sopratutto D’Angelo stesso e la sua voglia di riappropiarsi, a sto giro, anche del rock. Ma sopratutto c’è tanta voglia de suonà de cristo, con suoni de cristo re (il suo produttore è uno dei pochi da cui posso sorbirmi i pipponi sull’analogico visto come usa bassi a mitraglia scaturiti da non si sa quale ragionamento malato di D’Angelo e che paiono triplette footwork ma so fatti col classico metodo del nastro dei pacchi regalo), con gente de cristo re, e con pezzi de cristo re. Tutto ciò rende Black Messiah il mio disco TOTAL preferito degli ultimi 10 anni credo. Il che lo fa anche mio disco rock preferito degli ultimi 10 anni. Con buona pace dei vari ripoff total rock che ci sono in giro tipo gli …………………….. (riempite voi i puntini con qualche band di quelle tipo Arcade Fire etc.) Ogni battuta su Nino D’Angelo (e quell’altro comico cretino) verrà punita con violenza inaudita quando meno ve l’aspettate.

Fhloston Paradigm – The Phoenix

Fhloston-Paradigm-phoenix-cover

IL disco DIO PHUTURO dell’anno e miglior disco Hyperdub mai fatto (insieme a quelli di Kode9, Burial e DVA). Questo è l’ASTROBLACK 2k14 pari merito con Afrikan Sciences di cui dicevo nel precedente PMA. Sviaggi di arpeggi cyber acidoni, ritmi techno che si scontrano con spazi bass/step come se le macchine volessero liberarsi in jam funk/jazz, tappetoni di pad tra Blade Runner e Ghost In The Shell. Ci sono persino pezzi soul/lirici di future dive pop da spazioporto. Il tutto fluisce perfettamente grazie alla colla del groove (dietro il nome Fhloston Paradigm c’è un king dei beat come King Britt) e al concept dichiaratamente sci-fi: ogni brano nasce come sonorizzazione immaginaria di film di fantascienza amati da King Britt, con vari portali a introdurci in differenti scene. Ecco immaginatevi la tradizione afrofuturista applicata come colonna sonora dei film sci-fi della vostra vita! Vero e proprio NEGROPHUTURO.

Flying Lotus – You’re Dead

You're_Dead!

Dopo l’asfalto lo sciolto di Los Angeles, lo spazio tondo di Cosmogramma, e la meditazione interiore di When the Quiet Comes la nostra Lotulla Volante non poteva non esprimersi in un vero instikkio-concept. Ricordiamo come l’anno scorso i Boards Of Canada abbiano tentato l’instikkio tramite antichi rituali egizi. Giusto quindi che Flying Lotus recuperi tradizioni dei propri antichi antenati egizi! Per l’occasione il nostro ha comprato un turbocompressore dell’anima e ci ha buttato dentro tutta la sua esistenza (dall’amata free spjazz fusion agli amati videogiochi, dall’astroblack al dillatude, dallo sgrakkio rap al warpismo) per instikkiarla in una piccola puntina sonora. Quando noi andiamo a ripodurre You’re Dead questa puntina sonora ci esplode in faccia per circa 38 minuti di suoni TURBOBLASTATI in faccia, perennemente ROTEANTI, di esecuzioni live perfettamente morte dentro un’organizzazione da slittamento digitale che esplode con la vitalità di una TURBOBLASTATA in faccia che poi si va a richiudere proprio li dietro la vostra nuca, in una piccola puntina sonora. Quando andiamo a riprodurre You’re Dead questa puntina sonora ci esplode in faccia per circa 38 minuti di suoni TURBOBLASTATI in faccia, perennemente ROTEANTI, di esecuzioni ilvz perfettamente morte dentro un’organizzazione da skrikkiamento digitale che esplode con la vitalità di una TURBOBLASTATA in faccia che poi si va a instikkiare proprio li dietro la vostra nuca, in una piccola puntina sonora. Quando andiamo a riprodurre You’re Dead questa puntina sonora ci esplode in faccia per circa 38 minuti di suoni TURBOBLASTATI in lfacc, perennemente ROTEANTI, di esecuzioni kazz perfettamente morte dentro un’organizzazione da skroitamento zenitale che esplode con la vitalità di una TURBOBLASTATA in faccia che poi si va a riinstikkiare proprio li dietro la vostra nuca, in una puntina sonora.

Golden Retriever – Seer

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Synth modulare, clarinetto basso e lezioni di giovani montagne in just intonation. Ma pure pianoforti monofischi tagliaincollini. Ma anche cani fluffosi che guardano in estasi la valle che devono controllare spandersi attorno a loro, quei cani son dorati. Quel doro dei cani è materia sopraffina con cui il duo americano Golden Retriver ha creato il capolavoro di pura e cristallina eufonia che mancava alla recente generazione VIAGGIO/SVIAGGIO americana, di quelli che “er modulare/er drone”. Pare che infatti in Seer i Golden Retriever siano riusciti, attraverso particolari accorgimenti scientifici al limite dell’esoterico/alchemico, a sintetizzare in musica proprio il doro dei cani dorati. In realtà Seer è semplicemente un disco di psichedelia NaTuRaLiStA e minimalismo americano, per farci scrutare oltre al risukkio ed espandare la nostra mente verso nuovi universi.

Luke Abbott – Wysing Forest

luke

“Avete mai sentito il suono di una foresta che vive?” Me lo ripeteva sempre Guinnevere, la mia maestra dell’elementari. Noi bimbi tendevamo le orecchie verso la magica foresta che si affacciava fuori la finestra della nostra classe e rispondevamo convinti “si maestra lo stiamo sentendo proprio ora!” e lei “no quelli sono gli uccelli! la sentite la foresta che vive?” e noi ci rimanevamo male perché ‘sto phaNtoMaTico suono proprio non lo sentivamo. Finalmente a 32 anni posso ascoltare questo suono e se volete potrete ascoltarlo anche voi! E’ il suono della musica di questo DISCO DIO che Luke Abbot (druido inglese) ha creato in un ritiro nella Wysing Forest portandosi appresso il suo armamentario di sintetizzatori modulari allacciandoli al suo cervello e alle radici degli alberi per poi cavarne ritmi, melodie e magike armonie. Se il compare (e boss) James Holden aveva creato l’anno scorso (in The Inheritors) il suono dei rituali magici del moderno druido matemago, qui potrete ascoltare il risultato di uno di questi rituali: il rituale della foresta che parla, che lentamente si muove, balla persino, e che fa ovviamente sviaggiare. Wysing Forest ricrea vita di foresta anche in luoghi privi di significative foreste. Ricordo quel momento magico d’una notte di mezza estate, sull’ardeatina: Amphis (reprise) veniva riprodotta dallo scatolo dei suoni avvolgendomi mentre scivolavo nel caldo stagno blu, li in profondità la musica di Luke Abbot era in armonia con i riverberi di luce subacquea dei coleotteri notturni. Lentamente riemersi a galla a pancia in su e mi si rivelarono le stelle sopra di me mentre Wysing Forest sfumava via sentendomi parte del TUTTO. NATURALISMO.

Nastro – Terzo Mondo

nastro

I Nastro sono una delle mie band italiane preferite di sempre, proprio ever and evah 3000. Prima forse avevo dei motivi personali essendo band formata da due artisti, geni della vita, che conosco di persona (Manuel Cascone e Francesco Petricca) e che tanto, a loro insaputa, hanno contribuito alla mia pikkiomania. Ora però con questo disco i Nastro mi si sono instikkiati nella mente come tra i pochissimi ad affrontare e riportare la realtà odierna in musica, in maniera non codificata, estremamente personale, eppure saldamente ancorata a degli archetipi ben riconoscibili (di base tribalità ossessiva ritmica). O vi giuro che per me i Nastro battono i Black Dice sull’argomento asfalto traffic riddim, forse sarà perché hanno fatto il disco più SGRAKKIO SECCO SGRAKKIO TRAKEA che esista. Registrato con un telefonino, pentole e dark energy (e pifferi ed effetti etc.) il Terzo Mondo creato dai Nastro è un trip skrotomaniaco nell’esteso confusionario agglomerato umano/urbano di oggi. Un Terzo Mondo nato nel caos tra Roma (e i suoi trenini arruginiti ancora esistenti) e Latina (e le sue inedite campagne con immigrati che zappano il gombo) che in realtà pur non c’entrando nulla con techno/il clubbing/er cazzo uk è più vicino a Ghettoville di Actress che ad altro, condividendo entrambi un’amore per l’attuale strada che stiamo vivendo. Se in Actress però si sogna in maniera esistenziale nell’odierno sprawl, coi Nastro ci si vive per davvero senza schermi, senza scazzi, anzi partecipando e divertendocisi pure. Cellulari che rimbalzano da una parte all’altra informazioni di un tram affollato, persone che rimbalzano dentro a un camioncino scassato, il min amp portatile di un suonatore rompicojoni, pezzi di cassette di frutta, persone che si urtano perché hanno gli occhi sullo schermo, un motorino, echi di qualche musica truzza, etc. Tutto un globale incastro d’umanità sintetizzato alla perfezione in incastri ritmici, come moderno voodoo concreto delle vite 2k1x underground di tutto il mondo. E poi viene tutto risukkiato nel cesso.

Panoram – Everyone is a Door

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Grazie agli esperimenti del coso che rotea particelle in svizzera si è scoperto che tutti quanti gli esseri umani sono una porta e ogni porta è un mondo. Panoram si è dunque munito della sua famigerata panoramica de gristo (che in musica si traduce in caldi tappeti melodici/sonori di synth super espressivi, e in accorti geometrici funk astrali) per documentare le viste più curiose e poetiche di alcune di queste porte. Il risultato è meraviglioso, dei bozzetti visionari che non superano mai i 3 minuti e mezzo, come un vero e proprio moderno disco di library music (no retromanie, no nostalgie) atto a trasformare le pareti della vostra stanza (o del vostro cortile, o del vostro kuore) in diversi scenari in cui perdersi. Il paragone più vicino potrebbe essere un eventuale raccolta degli skit dei Boards Of Canada, ma Everyone is a Door ha modalità e suoni diversi, c’è un personalità particolare nella trama sonora che risulta sempre lucida scintillante a volte skrokkiante, mai sfocata memoria. Il trucco è che Panoram dosa alla perfezione gli elementi nello spazio sonoro, ma questa perfezione è piena di particolari sfasature spaziali atte a mostrare cosa potrebbe esserci al di la di una certa vista, allargando l’ascolto verso ipotetiche altre porte sonore, in un risukkio continuo verso diverse dimensioni. Praticamente un compatto DISCO DIO per tutti i giorni, ma che può generare altri DISCHI DIO a seconda del vostro grado di attenzione. Un risultato più unico che raro!!! (erano anni che volevo usare quest’espressione)

Theo Parrish – American Intelligence

theo

Per questo disco la leggenda della Detroit House Theo Parrish ha deciso di chiamare tutta l’intelligence americana e dargli la seguente missione, nome in codice: Tutto Groove. No non è vero, in realtà Theo ha deciso di rappresentare l’intelligenza americana tramite un solo imperativo: Tutto Groove. No è na cazzata. Missione di sta intelligence di due ore (su 2cd) è usare house e techno come strumenti per riassumer tutta la cultura groovosa americana (facciamo che il groove è questo). La stessa black music narrata pure nel disco di D’Angelo, solo che Theo non ci fa le canzoni ma ci si arrovella mente, anima e zervello. I più rompicazzo direbbero “ce se fa le pippe co sti ridmy theo! sto disco nun parte maiii!” io invece che sono piccolo e indifeso dico “no no vi ripeto qui vedi proprio la sfida, a volte sofferta, a volte giocosa, a volte meditativa, dell’uomo nel conquistare il groove del popolo senza imporgli dittature fasulle!!”. Potrei scrivere quindi che Theo costruisce jam con drum machine, sampler, synth in maniera cruda e diretta come certa house di origine chicagoana, ma con uno spirito proprio della techno di Detroit di spingere in avanti ritmi o andare verso giustapposizioni rischiose. Per capirci non è lo spirito techno de ste mongoplettiche ritmiche pestone con due droni preset demmerda che mo i darke der nu-millennium hanno scoperto la techno, non è nemmeno il “futurismo” a buffo (per cui io ho un debole), e nonostante le fisse di Theo per l’analogico/l’old skool non è nemmeno la house retromaniaca “er vinile ahò!” (per quello basta vederlo dietro ai piatti dare anima e corpo per sette ore facendoti godere come non mai). Volendo in certe robe di American Intelligence ci si può vedere persino un’interpretazione particolare della footwork (ovviamente rallentata a battito umano) come spazio caciara ritmica nuovo, da cui titolo del miglior pezzo del 2k14, ma non del disco, facciamo che quello invece è il brodo de polpa di cazzo fica e cervello che corrisponde al nome di Be In Yo Self. tl;dr American Intelligence è DISCO DIO di convogliare e unire recuperando lo spirito progresskrotista della storia del groove.

Pikkio Music Awards 2k14 (parte 2)

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L’intro è nella prima parte leggetevelo se volete capire il 2k14 in musica!!! Di seguito le 18 categorie delle cose musicali 2k14, mentre per i veri e propri DISCHI DIO dovrete aspettare la terza parte !!!

 

PISELLO RIDDIMS (i ritmi dei piselli o i ritmi pisellabili)

Freddie Gibs & Madlib – Pinata (Concept vita gangsta hiphop, sozzo, dritto e sudato, nato dopo che il rapper Freddie Gibbs e il campione dei beats Madlib si sono spaccati una piñata di vodka e cocaina in testa. VIVA PINATA!)
Orlando Julius and the Heliocentrics – Jayede Afro / The Heliocentrics & Melvin Van Peebles – The Last Transmission (che facciano da umido e ipnotico supporto all’afrobeat dello storico sassofonista nigeriano Olrando Julius o che creino astratti asfalti funk per gli speech di Melvin, i discepoli dell’astroblack Heliocentrics vincono su qualsiasi altro tipo di recupero classico del riddim universale.)
Moodymann – Moodymann (Funkadelico ed eclettico sviaggio house attraverso la storia della black music americana. Contro ogni fasullo coltellino techno.)

Bonus: Shafiq Husayn – It’s Better For You (semplicemente la migliore funkadelia sviaggiona possibile, si meglio di qualsiasi altro omaggio moodmannyano. Purtroppo è un EP, ma è il migliore EP del 2k14)

PICCOLI ALCHIMISTI (dischi che ricercano il suono filosofale)

Afrikan Sciences – Circuitous (disco DIO negrophuturo sopraffino, e per questo intercambiabile a Flhostom. Va premiato però per il suo magiko motore alchemico che ci porta in giro nello spazio. Motore scoperto per la prima volta da Sun Ra, omaggiato nella copertina oro abstract arketipo, e usato tra gli altri anche dai Drexciya. Unione tra mi(s)tica-africa e autechrismi per un next level astroblack che non ci si crede.)
Sun Araw – Belomancie (La sofisticata ed imponente esperienza aurale di Belomancie è la colonna sonora astratta della ricerca alchemica di Sun Araw. Con questo disco Stallones vuole andare al cuore del segreto degli elementi dopo aver scandagliato lo stagno del proprio io nel precedente Inner Treaty.)
Aleksi Perala – Colundi Sequence Level 5/6/7 (Aleksi Perala  è stato braindancer finlandese Rephlex a nome Astrobotnia/Ovuca. A suo nome cura invece un progetto alchemico teso ad unire tutta la nostra conoscenza e il nostro mondo in una scala di frequenze da lui creata: la Colundi Sequence. I risultati migliori si ascoltano negli isolazionismi pan sonici del Level 5 e negli sfasoni cerebrali electro del 6 e del 7. Dopo averli ascoltati sarete absolutamente deprogrammati e pronti per il risukkio!!)

Bonus: Francis Harris – Dangerdream (How Che Guevara’s Death and Bob Dylan’s Life Militarized Brigate Rosse) [Terre Thaemlitz Remix] (Terre Thaemlitz trova un suono soprannaturale per dare schicchere alla gola, non scherzo ascoltate e poi tornate qua con la gola schiccherata)

SGRAKKIO (dischi con quel suono de sgrakkio alla gola)

SD Laika – That’s Harakiri (giovine elettronico americano che affronta in maniera skranna l’HDLIFE usando il potere dello sgrakkio. Obscuro e pikkiomaniako insieme, questo notevole SGRAKKIOHD con i suoi skrotoritmi dinoccolati e il suo suono disfunzionale vi farà riflettere male sui graffi dei vostri futili schermi.)
E.E.K. – Live At The Cairo High Cinema Institute (due mega jam di turbo-arab-blast in quel del Cairo. Islam Chipsy virtuoso della tastiera chiptunata + due batteristi LightingEgyptoBolt. Lo sgrakkio free di un cellulare impazzito e i tamburi di una strada piena di skatarri festosi)
Goto80 – Files in Space (come dice il comunicato stampa: megamix pop, turbo electro, FM swing, adventure funk, wonky beats. Tutto però suonato da un C64 e da un Amiga, garanti di sgrakkieria assoluta. Alle volte ci sono delle lente e stralunate acidate che faranno godere i fan del primo afux.)

Bonus: Madlib – Rock Konducta Part 1 & 2 (Madlib alle prese con dischi psych/kraut/rock ’70 ne ricava strumentali hiphop malatissimi e mai così sgrakkianti)

LE SERVE UNA BUSTA? (quei dischi che inizialmente ti sorprendono, poi però o si rompono o li usi per fare la spesa e il compostaggio, proprio come la busta del supermercato.)

Fennesz – Bécs (Fennesz dopo il suo grand-tour che lo portò pure a Venezia, torna nella sua Vienna, in ungherese Bécs, si prende il mal di gola e sgrakkia più del solito. Però poi tossisce troppo e rompe la busta da cui cadono varie palle di mozart. Per alcuni non è un male.)
Pontiak – Innocence (Lo SGRATTOARUSTY nella versione più overpowered e SKRANNODRITTA possibile. Così forti che lacerano la busta e si iniziano ad intravedere un po’ di acquisti sbagliati. Per alcuni non è un male.)
Sun Kil Moon – Benji (la busta più problematica: Benji di Kozelek è praticamente tutte le sue buste precedenti unite insieme una dentro l’altra per resistere al tempo. Molto utile, ma anche un po’ scomodo per via del problema delle maniglie multiple che non combaciano. Per alcuni non è un male.)

Bonus BUSTA DE PISCIO: l’ultimo degli Shellac, hanno fatto sto scherzo di mette del piscio nella busta del vinile della mia skrannoband preferita, succede.

SO HD IT HURTS (quei dischi così HD che ti fanno spaccare la faccia contro il muro dei 1440p)

PC Music x DISown Radio / SOPHIE – Hard (PC Music è la prima etichetta HD COJO del mondo: un ora di mix frulla cervello, distopia pop melassa/molesta tipo radio happy new world order. Fa il paio quel cretino di SOPHIE con il turboscivolo di Hard che sfrulla e rifrulla una mazzafionda di metallo su una folla che urla “Italia 1 !”: #divertente.)
Pinch b2b Mumdance (Il capoccia della dubstep/bass bristoliana Pinch si sincronizza perfettamente con il militante accelerazionista dell’#HDLIFE più obscura Mumdance. Mix che riassume e accelera tutta l’estetica HD più ritmica, atonale, gommo-basso-vetrosa. A corollario godetevi pure la compila Keysound e l’ep della nuova etichetta di Logos e Mumdance.)
Arca – Xen (Primo album HD di genere iper-emozionale torcibudella. Arca crea sti suoni che ti roteano attorno in 3D con delle melodie un po’ alla Oversteps, alla lunga può rompe arcazzo, ma coi video del suo ragazzo è un grande roteare attorno a fuochi d’artificio emozionali. Come diceva il poeta Samuel dei Subsò: “sento la voglia di un pino, di un cane e di un grande microchip emozionale.”)

Bonus: il manifesto #NORMCORE #HDLIFE The Lego Movie con uno dei singoli HD CORPORATE dell’anno // L’eroe proto-HD Prince con il suo concept sull’HDLIFE Art Official Age // Green Language dell’HDHERO Rustie: ha dei gran generi, ma i cantati smosciano, avrei goduto in 4k con un disco solo verdeo ambient aerox o solo cazzismo gratuito.

ESISTERE, UN GIORNO (quei dischi che ti ritrovi ad esistere un giorno in questo mal contemporaneo)

Mr Mitch – Parallel Memories (Un giorno ti svegli e ti ritrovi piccolo crash bandicoot, triste e spaesato, nella grande città grigia d’inverno. Mr Mitch esplora sentimenti e memorie parallele della playstationfruityloopshd generation, tramite il risukkio in uno stikkio di cristallo.)
Lorenzo Senni – Superimpositions (Un giorno ti svegli e ti ritrovi in tutti i momenti trancey della tua vita, svuotati di significato e con solo arpeggi iperrealisti sovrapposti sulla tua faccia.)
Fatima Al Quadiri – Asiatisch (Un giorno ti svegli e ti ritrovi in una megalopoli cinese dove però ci sono tutti americani coatti-intellettuali che parlano in cinese e ti deridono in inglese perché non sai il cinese. Che ansia oh.)

Bonus: Kode9 and the Spaceape – Killing Seasons EP (L’epopea radioattiva del fondamentale Black Sun era anche il metaviaggio di Spaceape nella sua lotta contro il cancro attraverso chemioterapie e trasformazioni. Spaceape tornò poi solista con il NATURALISMO afrofuturista di Xorcism EP. Un’essenzialità negrophuturo naturalista che Kode9 porta a nuovi livelli in questo instikkio ep Killing Seasons, con la voce di Spaceape mai così chiara nel dilaniarci e farci esistere un giorno. Purtroppo Spaceape è morto contro la radioattività poco prima dell’uscita di questo ep, e riascoltarlo fa ancora più male. SPACEAPE VIVE NEL NOSTRO PHUTURO.)

SNAZZICACHANNEL (dischi per snazzicare a casa, in giro o in auto)

CN – Nu (Lo sviaggio perfetto per snazzicare a casa perdendosi in analogiche meraviglie electro-ambient che ci trasporteranno in misteriosi altroquandi. CN è in realtà EOD: mago scandinavo dei morbidi e acidi synth cosmici.)
Teebs – E S T A R A (i riddims-chilloni di Teebs sono perfetto per quando snazzichi al sole con l’arietta primaverile pure se non è primavera. Sempre grazie a Brainfeeder.)
Soundcarriers – Entropicalia (sviaggi psych-tropicalisti chillos, per snazzicare in qualunque luogo come fossimo sott’acqua a nuotare con simpatici bobblers di mare)

Bonus: Blu – Good To Be Home (Hiphop feel good, da quel fenomeno di Blu. Polveroso il giusto per snazzicare in giro con le cuffiette nelle metro e tra i palazzi delle nostre città. La versione solare di Pinata.)

SKATTABOTTO (minkia muzik, kazzotti, fiskiofoni a vapore)

Perc – The Power and The Glory (‘na roba blottotechno AIUTO KAZZOTTI MI PIKKIA !!!!!)
Mr Oizo – The Church (già ne ho parlato qui. Il suo solito disco di “tirare ciabatte ai cani” dell’anno)
Dj Nigga Fox – O Meu Estilo (Lo stile di dj negro volpe da Lisbona è la sozzeria di fiskioni coatti su ottusi skattabotti afro con skuregge di basso ke skrotano di stramaledetto!!!)

Bonus: i due 12″ di Dj Vague, skattabotti fatte di sgommate techno #HDLIFE friendly.

DISCHI GAMING (dischi con cui ho giocato bene ai videogiochi)

Ekoplez – Unfidelity +  Four Track Mind (perso nelle isole tropicale drogate di Far Cry 3 ho tolto la sciapa ost hollywood del gioco e mi sono messo questi due album di Ekoplekz su Planet Mu. E finalmente mi sono ritrovato come in stato di ipnosi febbrile a far casino mentre tutto attorno era lento e drugapulco.)
(d) – Progression (autechrosa elettronica smagnata al servizio di maestose visioni cosmiche. La miglior colonna sonora possibile per i viaggi spaziali e interstikkiali di Elite: Dangerous.)
Vladislav Delay – Visa (muri di suono dedicati al concetto di passaporto, ho provato ad ascoltarli mentre giocavo al miglior videogioco di passaporti di sempre Papers, Please! e mi si è sfasato il cervello)

BLAST FROM THE PAST (le RISTAMPE i REMAKE i CAPOLAVORI NASCOSTI il PASSATO)

The Group – The Feed-Back (ovvero il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, cioè Evangelisti, Macchi, Morricone etc., che fa una roba psychtribalurbanskrot tipo On The Corner + Can, ma 2 anni prima. Finalmente ristampato per la gioia di tutti noi, ma sopratutto di DORO.)
Ariel Kalma – An Evolutionary Music (Original Recordings: 1972 – 1979) (raccolta NATURALISMO sviaggio panaccorbaleno del finora a me sconosciuto musicista francese Ariel Kalma.)
Sly’s Stone Flower 1969-70 (Le produzioni per la propria etichetta Stone Flower di quel genio di Sly Stone. Droga soulfunk vera.)

PHUTURO (i dischi che ti comunicano quella sensazione di fantascienza phuturo urbana, extra urbana o aliena. In rigoroso ordine verdeo!)

Lee Gamble – Koch (un incredibile viaggio dentro i cristalli liquidi che usiamo quotidianamente insieme ai LED. Lee Gamble mi ha detto in realtà che si tratta di una visione di come sarà il suono di Grosseto nel 2050.)
Objekt – Flatland (abstract-electro/techno/sbasso ci illustrano con precisione assoluta la phutura megapianura hi-tech europea!! Ma sopratutto un bel surfare sulle wi-fi dei nostri elettrodomestici preferiti.)
Jeff Mills – Emerging Crystal Universe (Jeff Mills perso nello spazio, vede emergere dal risukkio l’universo di cristallo in cui finiremo nel corso del nostro phuturo)

Bonus: Datassette – Cagney XOR Lacey EP (un phuturo voxel bucolico)

SMORFINAMENTO COMFY (i dischi che agevolano lo scivolo nel piumone, quella musica che ti coccola e anestetizza dolcemente piano piano.)

Bing & Ruth – Tomorrow Was The Golden Age (Il massimalismo/minimalismo sinfonico di questo ensemble new yorkese avvolge nelle luci bianche e smorfina a puntino la nostra giornata.)
Occult Oriented Crime – The Occult Oriented Crime Album (Legowelt sforna il suo capolavoro assoluto in questo imponente album di ambient psichedelia: quasi due ore in cui vecchi synth lasciati sotto un nordico abete prendono vita e risuonano per sciogliere la neve e rimirare l’immenso cielo stellato invernale. Noi scivoliamo nel nostro piumone cadendo in estatico letargo da Solstizio Invernale e ringraziamo.)
Maurizio Abate – A Way To Nowhere (Psychdroningfolk come copertina e caminetto per smorfinare in una sperduta baita in montagna e ritrovarsi nel vuoto a meditare.)

Bonus: Satori – Kaikou EP (bozzetti zen per sola casio cz-5000 che calmerebbero chiunque. Nella sala d’aspetto dei miei sogni risuonerebbe solo la musica dei giapponesi Satori e Wheelrock)

BIAGY SNACK (l’ora della merenda, quei dischi gustosi che ti fanno scivolare bene la giornata)

Luke Vibert – Ridmik (Luke Vibert, qui la sua monografia completa per bastonate, va al cuore del ritmo analacid*808/303 e ci dona la merenda più gommosa, elastica, gelatinosa e tichiliziosa che esista!)
Lone – Reality Testing (Lone smussa, rallenta e compatta i suoi classici green hill zone-beats e ci fornisce un ottimo skrokkio per una merenda da gustare fuori casa scivolando su morbidi shuffle colorati.)
Todd Terje – It’s Album Time (una merenda fatta di cocktail di scampi di fronte ad bar disco-stu sulla spiaggia. Oppure una merenda fatta di pane e nutella + pane sale e olio sul divano davanti alla tv con Europa7. Grande l’omaggio a Lesuire Suite Larry.)

Bonus: Young Marco – Biology (La merenda di quando studi o di quando dai da mangiare al cane.)

FIRE MUSIC (dischi di fuoco improvvisativo che vi scuotono dal torpore !!!)

Fire! Orchestra – Enter (il collettivo del fuoco dopo esser uscito con Exit! l’anno scorso, stavolta decide di instikkiarsi rientrando da dove erano usciti. FREE INSTIKKIO MUZIK 400%)
Pharoah & The Underground – Spiral Mercury (l’immenso Pharoah Sanders con gli illuminati Sao Paolo Underground di Mazurek in un viaggiomaggio aldilà)
Fabio Mancini – Mago Merlino (il maestro della fire music distopica italiana torna con le sue canzoni sempre più ispirate e dall’astrazione HD)

SKRANNO DELL’ANNO (la musica SKRANNA quella dei RUMERI)

NATURALISMO – Undici Anni (dopo il fantastico tweet del 2k13 “SO’ DIECI ANNI CHE SCOPO” ecco il seguito sotto forma di album: UNDICI ANNI. Un’avventura NATURALISMO fatta di mini SKRANNI TURBOBLASTI da mandare in random continuo, si esplora la concretezza SKRANNA di oggetti come Fettine Unghie Erezioni Stucco Erbacce Singhiozzi Concime Mattoni Dentisti Compensato Portiera Sabbia Sudore MOTORINO.)
Kevin Drumm/Jason Lescalleet – The Abyss (Il re del tutto Kevin Drumm e sto tizio fikissimo ke non konoscevo salgono sullo SKRANNO per regnare sull’abisso. Skranni anche quando diventa monofischio o drone del regno dei morti dei Rumeri.)
Earth – Primitive and Deadly (ogni disco Earth merita sempre di rientrare nello SKRANNO, se non altro perché Dylan Carlson tributa lo SKRANNO con sincerità e NATURALISMO ai più sconosciuta. Kui’ si confronta kon il klassik SKRANNO e kon il kantato.)

Bonus: DrCarlsonAlbion – GOLD (non propriamente SKRANNO ma sgrattoaterusty desertiche del nostro Dylan preferito. Sapevatelo!)

MINGHIIIEeeEE SWAG (turboblasti footwork 2k14)

DJ Rashad – We On 1 (ep allucinante e cattivissimo che lasciava presagire ulteriori squarci futuri per il fenomeno Dj Rashad che purtroppo ci ha lasciati nel corso del 2014. RIP)
Next Life (compilation su Hyperdub di vecchie e giovani leve della crew Teklife. L’eredità lasciata da Dj Rashad turbotributa Dj Rashad.)
I’m Tryna Tell Ya (fondamentale documentario su nascita ed evoluzione della footwork a Chicago)

DISKI ‘FAMMOKK (cioè i dischi VAFAMMOC)

Ben Frost – A M E R D A (OMFG SUONA CON DUE BATTERIE KON LA DOPPIA KASSA! MA SPARATI A SALVE IN KULO KOJONE!!!! non kapisko perké kuesto ripoff dell’ambient e dello skranno piaccia tanto a vari savi. FAMMOKK)
Sunn (O))) e Ulver – RATE / Have A Nice Life – The Sgoth World (un disco kosì di merda dai sunnulver non se l’aspettava nessuno manko gli haterz. Mentre i Muse del genere hipstersgoth sono riusciti a fare ancora peggio di quella monnezza di deathcsocisness. FAMMOKK)
Caribou – Nostro Rateism/Clark – Clark (giusto monetizzare, però insomma io ci rimango sempre un po’ male e a sto punto preferisco kantare APE ESCAPE e non le kanzoni di NOSTRO RATEISM, oppure preferisco NON vedermi Jon Hopkins dal vivo piuttosto che ascoltarlo nel disco di Clark. FAMMOKK)