Gruppi con nomi stupidi: AN AUTUMN FOR CRIPPLED CHILDREN

 

 
Campioni di buon gusto: il loro nome tradotto suona più o meno come “Un autunno per bambini azzoppati“, e l’artwork di lancio dell’esordio Lost è tutto un tripudio di carrozzelle disseminate in androni malmessi che ricordano l’inizio di Session 9 e foto di bimbi tumefatti da mandare in fregola preti sadici. Loro sono olandesi e si nascondono dietro foto sfocate sile primi In The Woods e sigle da codice fiscale: txt al basso, cxc alla batteria e l’eclettico mxm ad occuparsi di voce, chitarra e tastiere. Sul loro myspace han messo metà album, tre tracce più il naturalistico video di I beg thee not to spare me che raccontano di un depressive black metal con innesti doom sulla scia degli ottimi Austere ma con registrazione ignobile. Gli ingredienti sono gli stessi: chitarre zanzarose o languide a seconda dei momenti, urlacci da gemello deforme rinchiuso in cantina, tupa-tupa-tupa-tupa di batteria che pare provenire da una catacomba, su tutto un senso di malinconia avvolgente e contagioso, malinconia che diresti autentica. Poi dai uno sguardo ai titoli delle canzoni – To Set Sails to the Ends of the Earth, Tragedy Bleeds All Over the Lost, In Moonlight Blood is Black, financo Gaping Void of Silence e per chiudere addirittura Never Shall Be Again – e cominci a chiederti se ci sono o ci fanno. Nel dubbio, aspettiamo di vederli suonare come special guest alle Paralimpiadi.

Dischi stupidi: Option Paralysis

 

Dopo Calculating Infinity (che è un disco che non dovrebbe mancare in ogni casa che si rispetti), la rovina. Da allora, ogni disco dei Dillinger Escape Plan fa più schifo del precedente. Ma poi, la merda che si sono messi a fare: una robaccia indescrivibile che al confronto gli Asia degli anni belli o gli Yes di 90125 sono sobri e minimali, un indigeribile beverone tra svisate math core dei mongoloidi, metallaccio pomposo di ultima categoria e figure di crossover generalismo nate già decrepite, scariche di onde radio a cazzo di cane, ogni tanto qualche tastierata reboante tanto per gradire, il latte alle ginocchia travasa, sullo sfondo i latrati di uno scimmione anabolizzato povero cristo. Fanno talmente schifo al cazzo i loro dischi che ormai si aspetta quello nuovo con la perversa curiosità di misurare quanto ancora avanti abbiano spostato l’asse del pessimo senza possibilità di redenzione, del paradossale, del tragicomico, del gratuito. E, puntualmente, ogni nuova uscita non delude: è talmente brutto Option Paralysis, talmente votato al disastro completo e totale con decisione e convinzione incrollabili che la sua intrinseca schifezza diventa al di là del bene e del male. Ormai non è nemmeno più tristo cabaret involontario; è un rotolarsi scientemente nei propri stessi escrementi mentre un cieco sta praticando una lobotomia col trinciapolli. Non ci sono più parole e abbiamo esaurito da un pezzo lo sbigottimento. Seguirli, a questo punto, diventa puro atto di fede.

cose a caso: il metal estremo

 

Inaspettato e imprevedibile come un calcio negli stinchi da un nano, ecco spuntare a tradimento su RepubblicaTv uno speciale sul metal estremo, dove gente a caso discetta per una mezzora principalmente sul black metal cattivo, malvagio e stupramadonne che si fa in Norvegia (ma ci sono anche i Cannibal Corpse, i Carcass e un bell’intervento di un sempre lucido e sul pezzo Lucarelli). Chiunque volesse sentirsi ripetere per l’ennesima volta che Burzum era un nazo e Gaahl è froscio o rivedersi qualche faccia pittata a random ora è servito.

N.B: non riesco a embeddare il video, ecco qui il Link diretto. Segue una foto di Burzum vecchio.