IL POMPOSO MANIFESTO

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Ciao caro gruppo di auto-aiuto, sono una giornalista – anche – musicale. Mi chiamo Chiara (i cognomi si dicono ai gruppi di auto-aiuto?). A inizio anno, dopo una serie di penosi incidenti come quello di Violetta-di-X-Factor usata in effigie al posto di Violetta-quella-delle-regazzine (su Repubblica del 3 gennaio scorso), mi sono venute in mente un po’ di criticità legate al giornalismo italiano, e a quello musicale nello specifico. Ho cominciato non tanto a metterle giù quanto a segnarmi cosa potevo fare io per non essere “complice” di uno stato di cose molto pesante e molto avvilente per chi fa questo mestiere. 

Ho pensato che conoscevo persone che avrebbero potuto pensarla come me, ma anche molti che l’avrebbero pensata diversamente, e con le quali avevo voglia di condividere queste riflessioni. Qualche mese di riscritture dopo, la cosa che inizialmente ho scritto per me è diventata una specie di “nostra culpa” che Francesco si è reso disponibile a pubblicare su Bastonate forse perché aveva dormito poco quel giorno, chi lo sa (con Francesco non ci conosciamo che superficialmente, quindi approfitterei per dirgli ciao Francesco grazie Francesco). Il testo che state per leggere è scritto al plurale non perché io mi sia montata la testa nel frattempo, ma perché ho trovato persone che hanno letto e fatto di sì con la testa più volte di quante abbiano detto “Mh”. La casella di posta che trovate indicata alla fine non è la mia ma è collettiva: usatela se pensate che valga la pena contribuire alla conversazione e passare magari anche all’organizzazione di una Cosa. Che speriamo non faccia la fine di quell’altra (Cosa).

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Negli ultimi mesi sono successe delle cose interessanti: per esempio, Beyoncé ha deciso di pubblicare un album senza darne preventiva comunicazione alla stampa, anzi destinando ai giornalisti specializzati informazioni false quando in realtà il disco in questione era già pronto e con una macchina promozionale già in fase di riscaldamento. Solo che la macchina in questione non prevedeva di appoggiarsi alla stampa musicale in maniera tradizionale. Per lo più non l’ha utilizzata affatto. Beyoncé e il suo staff hanno invece sfruttato la platea fornita dai propri social network per raggiungere un numero di ascoltatori potenziali di gran lunga più alto di quello offerto da qualunque testata online o cartaceo. Salto in avanti fino a marzo, quando Skrillex pubblica Recess, attraverso un videogioco per smartphone, oltretutto gratuito. La stampa viene a saperlo ad app già distribuita, quando girano già versioni piratate per ascoltatori “pigri”, che non sanno o non vogliono superare i livelli del gioco. Possono sembrare casi limite, ma non è così -sono solo i più visibili. Ci dicono quanto sia diventata irrilevante una stampa musicale mondiale che fa fatica ad allinearsi con le nuove maniere di esistere artisticamente, su internet così come a computer spento. Chi fra i colleghi ritiene che la cosa non riguardi la sua area di competenza perché non si occupa di pop o di EDM, o perché magari certi artisti non finiranno mai sulla testata con la quale collabora sbaglia: perché per quanto esagerati i numeri della platea alla quale si rivolge, artisti come quelli citati sono stati preceduti da colleghi che hanno ritenuto di pubblicare i propri album solo in Rete e senza promozione ottenendo comunque successo e visibilità. A questi seguiranno altri musicisti che sapranno lavorare a partire da questi esempi. La cosa non deve spaventare, e semmai stimola verso una radicale trasformazione del nostro lavoro, perché l’opportunità di fare parte di questo nuovo modo di comunicare la musica è ghiotta.

Questa trasformazione è tanto più urgente perché con le molteplici e frequenti sofferenze (anche economiche) del settore giornalistico in Italia, le crisi (sì, plurale) hanno toccato per primi proprio quei settori informativi ritenuti meno indispensabili nel quadro di un tentativo di fare economie, e fra i servizi a essere colpiti più duramente ci sono stati proprio quelli dedicati alla cultura e agli spettacoli, con critici e giornalisti musicali chiusi fuori dalle redazioni. La necessità di informare non è mai venuta meno, ma come accaduto altrove si è ritenuto che fosse possibile “riciclare” giornalisti di e in altre aree, diminuire gli spazi per l’informazione culturale più in generale e destinare a quel genere di informazione un messaggio meno specialistico, con quest’ultimo elemento che ha creato un circolo morboso all’interno del quale a un pubblico meno stimolato corrisponde un pubblico meno interessato a leggere approfondimenti (le generalizzazioni sono sempre rischiose ma a chiunque  scriva non sfuggirà che per lo più è proprio così). Questo fenomeno di taglio indiscriminato ha creato mostri veri e propri, che si sono ingigantiti e diventati difficilmente affrontabili se non con un ripensamento radicale del tipo di informazione culturale e musicale da porgere a lettori, telespettatori e ascoltatori. Siamo noi stessi giornalisti a essere stanchi di errori marchiani ai quali non si ritiene necessario riparare con errata corrige; trasmissioni basate su informazioni sommarie o errate; “approfondimenti” e focus corredati di fotografie sbagliate, nomi scambiati, recensioni superficiali, notizie scopiazzate.

Diversi anni dopo il mettersi in moto di questo processo siamo di fronte a compromessi editoriali organici in cui il pubblicista si pone come figura di mediatore senza in realtà niente di specifico da mediare, come una sorta di cottimante dello scagliar latte di vernice contro quadri finiti. Una notizia di qualsiasi portata viene rimbalzata da più testate a cui si reagisce in maniera grossomodo incrementale secondo una dialettica di allineamento/disallineamento a cui non pesa soggiacere. Abbiamo scritto più sopra che la critica e l’informazione musicale sono diventate irrilevanti. È così? Facciamo autocritica: è difficile rispondere qualcosa da diverso da “sì”. Lo sanno bene anche gli operatori del settore, dagli artisti ai discografici, che si appoggiano all’attuale stato di cose per promuovere prodotti a ritmi frenetici, aspettandosi un copia incolla di comunicati precotti senza contraddittorio, senza l’input di alcun tipo di creatività, fidandosi al limite del giornalista per la correzione degli errori di ortografia ed un inconsapevole aiuto nello spargere eventuali viral.

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Secondo ogni aspetto, chi scrive di queste cose dovrebbe ripensare se stesso allo scopo di uscire da questo cerchio. Ecco alcune delle idee che abbiamo raccolto: l’obiettivo si colloca da qualche parte tra *riformare il nostro ambito professionale* e *stare bene la sera*.

# Produzione

Consapevoli dei ritmi delle redazioni, di qualunque tipo esse siano, ci impegnamo a produrre meno articoli, ma più meditati, più documentati e meno frettolosi qualora questo non cozzi con le necessità dei nostri datori di lavoro e committenti.

Respingiamo l’utilizzo compulsivo di Wikipedia come unica fonte per la pur necessaria attività del controllo delle fonti, quando non addirittura unica base per scrivere articoli. Ci impegnamo invece a fornire la nostra professionalità a Wikipedia e ad altri siti analoghi per integrare schede lacunose, errate o scarsamente documentate e obiettive.

Invitiamo alla cautela e alla moderazione nell’utilizzo compulsivo dell’inglese per la descrizione di generi, mestieri, situazioni che possono essere raccontati anche in italiano.

Valutiamo la possibilità di pubblicare il nostro lavoro con licenze Creative Commons per permetterne una maggiore circolazione, nei modi che ognuno di noi sarà libero di stabilire a seconda della propria personale posizione sull’argomento.

Invece ci impegnamo a collaborare con artisti e case discografiche con modalità che esulino dal semplice calendario delle pubblicazioni, con azioni come la curatela (con l’accento sulla E) di numeri delle testate da parte di musicisti; numeri antologici; dossier slegati all’obbligo di creare una copertina “forte” per attirare un lettore casuale. Anche il lettore fedele diventa casuale se non ha soldi da dedicare all’acquisto della rivista “del cuore” – quindi va motivato con contenuti che possono sopravvivere alla concorrenza che galoppa soprattutto in Rete. Le strategie di promozione, dopotutto, sono uniche per ogni artista – le nostre idee e le modalità con le quali decidiamo di coprire un argomento… no.

# Etica

Rifiutiamo gli omaggi di case discografiche e uffici stampa, particolarmente se non hanno nulla a che fare con il lavoro che svolgiamo: in epoca di streaming e sistemi di condivisione cloud non ha più senso richiedere copie fisiche di album la cui spedizione rappresenta un onere per realtà piccole e più indifese come etichette indipendenti e un ingombro per i luoghi nei quali lavoriamo, siano essi uffici o le nostre case. Vale lo stesso discorso per i biglietti dei concerti o altre gratuità che accetteremo solo quando strettamente collegate a un incarico che stiamo svolgendo. La rimessa in moto del settore musicale in Italia passa anche per gesti come questi.

Rifiutiamo di svolgere il nostro lavoro gratuitamente o senza essere pagati in maniera commisurata all’impegno e all’attività di ricerca svolta per la redazione dei nostri articoli, anche se valuteremo di volta in volta a quali nuovi progetti stimolanti ci sentiamo di aderire per passione e non per guadagno.

Ci impegnamo a non seguire il lavoro di artisti o band che promuovano odio razziale, omofobia, transfobia, misoginia e che abbiano atteggiamenti irresponsabili nei confronti della loro platea di ascoltatori: questi saranno gli unici musicisti davvero fuori target con la testata per la quale scriviamo.

Considerando le condizioni di vita di molti milioni di italiani e la mutata realtà della scena musicale che si appoggia sempre più a strumenti come servizi di streaming o piattaforme come Bandcamp o SoundCloud, invitiamo tutti i direttori e i colleghi del settore musicale a fare un passo indietro sulla quantità di recensioni proposte e pubblicate e sui voti a esse assegnati: consideriamo di diminuire la quantità delle stesse a favore di un’analisi più approfondita, che si traduce in una lunghezza maggiore e in un maggiore dettaglio nel racconto e nella spiegazione di quanto ascoltato. Non escludiamo a priori dalla possibilità di una pubblicazione di recensioni di dischi autoprodotti e/o disponibili per l’ascolto online, sia come download gratuiti che come streaming: dopotutto questi sono, come accennato in apertura, canali distributivi validi quanto gli altri. Facciamo un esame di coscienza sui voti delle recensioni che scriviamo: non tutto quello che ci viene assegnato può essere un capolavoro, e lasciar sedimentare un ascolto spesso e volentieri coincide con una valutazione più serena che è gradita a chi ci legge e anche ai nostri direttori. Valutiamo di dedicare gli spazi dei dischi più importanti anche alle stroncature, e nell’ottica di un rinnovamento delle testate per le quali scriviamo, sfruttiamo strumenti alternativi come la recensione “comparata” fra più autori (cfr. Metacritic).

Torniamo a scrivere di concerti, ma uscendo dall’ottica che le uniche due notiziabilità di un tour siano date dal loro annuncio o, a valle, dalla recensione dell’evento: immaginiamo altre possibilità, e non solo in quest’ambito.

In generale, facciamo lavorare i nostri cervelli un po’ di più: staccandoci dalle logiche della semplice promozione saremo più soddisfatti noi, e ci saranno grati lettori e operatori del settore.

# Educazione

Ci impegnamo a fare nostri gli strumenti che sono ormai considerati standard per lo svolgimento della professione in qualunque altro ramo della lavorazione dell’informazione: che siano le infografiche o i video, le ottimizzazioni SEO o il corretto utilizzo dei social network. Tutti strumenti necessari per rendere quanto scriviamo di maggiore impatto, più comprensibile, più completo per chi ci legge. Quando per la nostra funzione all’interno della produzione di una notizia questo non sia possibile a noi personalmente, ci impegnamo a spingere nella direzione di una modernizzazione delle notizie che produciamo, e a collaborare con chi in redazione si occupa di questi aspetti con proposte e suggerimenti.

A maggior ragione perché dal 1° gennaio di quest’anno, recependo un Decreto del Presidente della Repubblica, i colleghi tra noi iscritti all’Ordine dei Giornalisti sono obbligati alla formazione professionale continua, ci impegnamo a organizzare, seguire e pubblicizzare corsi di aggiornamento e approfondimento, seminari, workshop, conferenze. In più, stimoliamo la nascita e la produzione di saggi, monografie, pubblicazioni anche slegate dal rapporto con case editrici tradizionali (.epub autoprodotti, per esempio).

Nel caso in cui i nostri profili sui vari social network siano aperti e non personali, ci impegniamo a stabilire un rapporto costante con i lettori – senza i quali il nostro lavoro non esisterebbe – che sia improntato al rispetto, all’ascolto, che offra anche informazioni sul meccanismo di produzione di una notizia, perché non si creino più fastidiose e antistoriche contrapposizioni. Il tutto nell’ottica di voler creare un rapporto costante che può essere, perché no, utile per il reperimento di nuove idee, e nuovi giornalisti (del resto se noi lo siamo è perché qualche “vecchio” è stato disponibile con noi).

Ci piacerebbe se di tutto questo ci diceste cosa ne pensate voi. Siamo più che disponibili ad ascoltare le vostre proposte, discutere ma soprattutto organizzare: anzi, non vediamo l’ora. Per mettervi in contatto, irrilevanti[at]gmail.com.

Pikkio Music Awards 2k13 (parte 2)

L’intro è nella prima parte leggetevelo se volete capire il 2k13 in musica!!! E ora ecco le 18 categorie delle cose musicali 2k13! Ricordatevi la terza parte sarà quella in cui ci saranno i DISCHI DIO quelli proprio DIO.

"2k13" (opera d'arte di https://soundcloud.com/ragazzodiperiferia )
“2k13” (opera d’arte di https://soundcloud.com/ragazzodiperiferia )

SGRAKKIO (il vero suono del 2013 è stato lo SGRAKKIO, ne noise skranno ne sgrattoa rusty, ma proprio quel suono de sgrakkio alla gola in rigoroso ordine alfabetico)

Kyle Hall – The Boat Party LP (Prendi la house sgrakkiala male, dentro 10 cassette sgrakkianti e hai il boat party di Kyle Hall)
Deerhunter – Monomania (tutto Monomania sgrakkia male già dal primo pezzo, ma lo fanno un po’ tutti i dischi garage rock (anche se non con sto suono skrotale), il fatto è che in Monomania c’è il primo esempio di assolo di SGRAKKIO DE CATARRO (escluso tom waits) nel pezzo T.H.M.)
Kanye West – Yeezus (Kanye West è uno JEZU’ COGLIONE perché con Yeezus ha creato il primo esempio di SGRAKKIO HD tipo che ne so ricostruire con 300miliardi delle rovine scrause però con materiali pregiati. Senza motivo. Unico disco che mi piace veramente di Kanye West e poi infatti ho scoperto che al mitico Lou Reed (RIP) piaceva per gli stessi motivi miei. Quindi c’ho ragione io e mi metto a cantare HEAVENLY ARMS REACH OUT TO HOoOOOLD MEEeE con il fantasma di Lou evocandolo nella mia casa in un cortocircuito con la prima canzone “my house” di Blue Mask dove Lou evoca lo spirito del suo mentore cortocircuito triplo visto che invece heavenly arms è l’ultima canzone di blue mask!! ahahah quanto sono POSTMODERN(O))) RETROMANIA REVENANT IL FANTASMA EL PHANTASMO HD SOLDI FINANZA etc.)

#CIVOTI (quei dischi che dici “ammazza belli!”, ma poi pure sticazzi nonostante tu li apprezzi come artisti e il disco è piacevole. in rigoroso ordine alfabetico)

Machinedrum – Vapor City (Bravo Machinedrum! un bel piano liquido una ritmica fooworkjungle tutto perfetto, pare sempre tutto perfetto, ma poi rimetti su Room(s) che essendo uscito su Planet Mu e non su Ninjatune era più dritto e aerodinamico senza lo spauracchio del dire/fare/ammorbidire)
Matmos – The Marriage of True Minds (I Matmos li amo poi quest’album ha titoli e intenzioni bellissime, sviluppo electro malato bello, psicoterapie e mentalismi, ma poi metti su la musica di Ape Escape 3 e te lo dimentichi. Credo sia un capolavoro ma lo riaggancerò nel futuro. Per ora #CIVOTA)
MGMT – MGMT (MGMT video e canzone loop sgrakkio2k13 con your life is a lie, ma poi l’album m’ha rotto li coglioni mica ho capito perché visto che è pure più pazzo degli altri dischi. Gli ho pure dato tante chance! Sarà perché #CIVOTA)

SO HD IT HURTS (quei dischi così HD che ti fanno spaccare la faccia contro il muro dei 1440p)

Rustie – Triadzz/Slasherr ep (Rustie continua imperterrito il suo trip fatto di Sonic Generations, ITALIA…. UNO!!!! e pasticche HD)
Jackson and His Computerband – Vista *Hudson Mohawke Remix* (MINCHIE IN AMORE/CAZZI TAGLIATI per il pacchian-francese Jackson che si unisce con l’HDGOLENBOY e TwitterStar scozzese HudMo in questo remix che è ai limiti del 1440p)
Atom™ – HD (album intellettual/politico sul POP in HD, che però è cazzismo come dev’esse l’HD e in più da un senso agli scassamenti di palle techno brutta spacciata per arte dell’ultima Raster-Noton)

BonusKanye West – BOUND 2 (il video! perché contiene cose non descrivibili per il genere umano in quanto oltre il 1440p oltre il muro della megalomania e dell’universo riproducibile)

SNAZZICACHANNEL (dischi per snazzicare a casa, in disco o in auto)

Thundercat – Apocalypse (Thundercat già noto bassista di Flying Lotus migliora la sua formula fusionphuturo diventando più aeroso e funky, per snazzicare in scioltezza ho scelto il pezzo più classic dedicato ai suoi amici Lotus e Jondy!)
Syclops – A Blink of an Eye (Maurice Fulton aka Syclops aka ER FRONTE ci fa saltare tipo insetti in Jump Bugs! IN generale il disco è Gran Snazzicamento in uno SkrotoClub Houzz)
Omar-s – Thank You For Letting Be Myself (Omar-S ci ringrazia che l’abbiamo lasciato esse se stesso e ci fa snazzicare da Detroit in stile Out-Run!)

INSTICCHIAMENTO (i dischi di ritorno verso l’utero/la morte-la vita eternity loop)

Boards of Canada – Tomorrow’s Harvest (nothign is real. i boards of canada ci dicono che nulla è reale se non l’insticchiamento mummia per sfuggire all’apocalisse dei semi della morte)
Flaming Lips – The Terror (il terrore di una vita senza amore, ma tanto ti devi insticchiare lo stesso)
Daft Punk – Random Access Memory (vitamortevitamorte pacchian hd insticchiamento opera’70 sbagliati. give me something real.)

DISCHI GAMING (dischi con cui ho giocato bene ai videogiochi in rigoroso ordine alfabetico)

Kenobit – Kenobit (se volete correre più veloci di tutti a Trackmania2 dovete assolutamente mettervi in loop l’album di Kenobit come faccio sempre io. TURBOTUTTO8BITBLASTO ULTRAMODE ON)
Knx. – Anthology (se volete fare più trick maledetti e sfidare la morte con la vostra motocross a Trials Evolution togliete la sua orrida colonna sonora e mettetevi l’antologia di Knxwledge! Swaggherete rombando e sarete un tutt’uno con gli ammortizzatori!)
Polysick – Daydream (Se volete giocare 52 ore di seguito a Civilization mettetevi in loop Daydream di Polysick vi terrà in stato di lucido sogno di conquista del mondo!)

Bonus: Parallax & Shaders (compilation gratise di cover di musiche di videogiochi superpsychodeludica e dentro c’è pure la mia band Rainbow Island che rifà Cannon Fodder, SPAM)

BLAST FROM THE PAST (le RISTAMPE i REMAKE i CAPOLAVORI NASCOSTI il PASSATO)

Psyche BFC ‎– Elements 1989 – 1990 (che gran phuturo che vedeva l’allora giovane maestro della techno Carl Craig nell’89/’90! Capolavori detroitiani che finalmente hanno una loro raccolta!)
Alessandro Alessandroni – I Cantori Moderni Di A. Alessandroni (Alessandro Alessandroni aka Mr Fischio ci portava nell’infinito delle voci italo’70, ovviamente ristampa da avere nell’edizione vinilica fetish!)
Piero Pelù – Identikit (Piero Pelù si re-inventa più STRAROCK che mai e ritorna come un maldito boomerango!!! E quanto è TUTTO2kMORTE che pure Pelù ti torna remake ROCK (una volta i remake erano boh acustici al massimo elettronici) tipo bumerango dietro la clavicola?!?)

Bonus: Rainbow Island – Road To Mirapuri (ristampa fondamentale di questa band krautdarkdub polacca dell’79 rimasta sconosciuta fino ad oggi)

PHUTURO (i dischi che ti comunicano quella sensazione di fantascienza phuturo urbana extra urbana o aliena. in rigoroso ordine verdeo!)

Mu-Ziq – XTEP ep (µ-Ziq non ha fatto solo il disco PHUTURO dell’anno ma anche l’ep più bello dell’anno. E il viaggio di MONJ2 che vi ho linkato ne è solo un esempio. Il disco intero Chewed Corners merita, ma non quanto questo EP.)
Roly Porter – Life Cycle of a Massive Star lp (Roly Porter ci porta oltre i bastioni d’orione a veder balenare raggi gamma, nel disco più gravity/frontier: elite 2 di sempre!!)
Mark Pritchard – Ghosts / 1234 / Make A Livin’ Eps (Mark Pritchard sbaraglia qualsiasi bass turbo phuturo muzik con tre ep di cristo per ballare in un Wipeout5040)

Bonus: Buromaschinen – Welcome to Buromaschinen (Buromaschinen purtroppo incastrato tra 2012 e 2013, ma tutt’ora il miglior disco electro phuturo possibile in questo 2k13 ! ED E’ GRATISE)

SMORFINAMENTO COMFY (i dischi che agevolano lo scivolo nel piumone, quella musica che ti coccola e anestetizza dolcemente piano piano. Ordine alfabetico!)

Terekke – Yyyyyyyyyy ep (ah che dolce scivolare in una glassa galassia piuminosa con l’ep di Terekke! tipo quando c’hai la febbra e prendi lo sciroppo glocconico)
TM404 – tm404 lp (un’orchestrina techno che ti coccola e ipnotizza a dovere, bravo TM404 se proprio dobbiamo basic channelare allora channeliamoci nel letto)
Raajmahal ‎– Raajmahal lp (Raajmahal sono i capi del COMFYCON2k13 alla faccia della regina Grouper, seguiteli nel loro bandcamp buttatevi sul letto e poi provate a rialzarvi, non ci riuscirete rimarrete immobili con la bava alla bocca in overdose di comfyness oppiacea.)

IKKEHAUNTING (la musica phantasmo che ti haunta di stramaledetto)

Actress – Silver Cloud ep (La nuvola argentea di Actress è stata la cosa più hauntante del 2k13 inizia con uno sgrakkio e finisce con uno SPECIAL DREAM VOODOO POSSE CHRONIC ILLUSION)
L VIS 1990 – Ballads ep (Un rolex che ti perseguita nella notte, una ferrari che non ti appartiene, un incubo in HD. Tutto questo è Ballad 4D di L VIS 1990)
Mazzy Star – Seasons of your day (ogni tanto è bello anche farsi perseguitare da dolcezza noir e porporina dreamy come fanno i Mazzy Star!)

BIAGY SNACK (l’ora della merenda, quei dischi gustosi che ti fanno scivolare bene la giornata)

Four Tet – Beautiful Rewind (disco BIAGY SNACK per eccellenza alterna puccyoserie tipo Unicorn a momenti movimento phessi tipo Buchla. Four Tet malcagatissimo da chi lo osannava perché non più in Domino fa in bel concept audiolibro sui ritmi che gli piace ballare, che secondo il mio disonesto parere è l’album più completo che ha fatto insieme a Rounds e Everything Ecstatic. BRAVO FOUR TET!)
Blondes – Swisher (Swisher dei Blondes è quel momento di snack sulla scrivania alle sei di sera, hypno nebbioso e melodia crunchy)
Ducktails – Flower Lane (ogni canzone dell’altrimenti prescindibile Flower Lane di Ducktails è un momento di jingle janglo snack feel good con infiltrazioni di momenti nostalgia per non farci mancare niente. E grazie a sto disco ho scoperto la fusion autostradale jappo)

FIRE MUSIC (dischi di fuoco improvvisativo che vi scuotono dal torpore !!!)

Fire Orchestra – Exit! lp (l’orchestra di Matts Gustaffson ci indica che l’uscita è DA QUELLA PARTEEEEEEEEEEE dove tutti fanno RParaprpiuapURPESKREEWE ma in modo bello !!!)
Rob Mazurek Octet – Skull Sessions lp (esplorazioni febbrili dentro le misteriose cave del teschio !!!)
Fabio Mancini – Noi Due youtube (focosa e struggente storia d’amore per un tripudio di emozioni free improv impareggiabili !!!)

SKRANNO DELL’ANNO (la musica SKRANNA quella dei RUMERI)

Pete Swanson – Punk Authority (Pete Swanson ci insegna che la vita finisce a 30, poi bisogna cercare di averne 10 in skrannostrobo techno loop!)
Wolf Eyes – No Answers: Lower Floor (classico disagio zombie del Michigan tagliando alberi a caso, belli pure hair police o quello di aaron dilloway non più wolf eyes)
Venta Protesix – Lolicon Noise Star (skranno manga video morte: un bel digestivo effervescente brioschi)

YOUTUBE LOOP (canzoni ascoltate in loop per 10kmila volte)

Beck – It won’t be long (non sarà lunga Beck e quindi l’ho dovuta mettere in loop per 20mila volte almeno. per me canzone pop dell’anno alla faccia de quella merda de pop lady gaga li porco dio o quelle cose popbegoli che non se ne può più !!20912012)
Fabio Mancini – Noi Due (FABIO MANCINI NON POTEVA NON VINCERE ALMENO DUE PREMI! NOI DUE IN LOOP PER 8 ORE DI LAVORO AL GIORNO SEMPRE!)
Mauro dj – GNOMO ROTTINCULO (Un pezzo straordinario e capellone, un avventura romantica in una cornice da sogno, ma anche un momento di grande trascuratezza personale e sciatteria. Un pezzo per stare insieme, ma anche un pezzo per stare male. Consigliato soprattutto a drogati e malfattori.)

Fuori classifica Ape Escape 3 – Happy Sensation Italian Version (non è del 2013 però E’ LA CANZONE PIU’ BELLA D ISEMPRE NON POTRERWEE FARNE A MAEONAON DOAJNT IUODCRISTOO!!!)

MINGHIIIEeeEE SWAG (turboswagga2k13)

DJ Rashad – I Don’t Give a Fuck ep / Double Cup lp (ai ai ai ai stis tisitstilll lll–lll-loove youuu)
RP Boo – Legacy (that’s what the speaker are for / what they do what they do what they do)
Traxman – Blow Your Whistle (oooo-o-o-o-o-oneone-oneone-twotwo-three-four)

DISCHI FAMMOCC (delusioni dischi rate cacca che la gente se magna)

Black Angels – Cascionata Futile Involuzione A Cui Voto CONTRO!!!! BASTA CON LE RADICI! (emmesà che i pontiak so i prossimi uff)
Forest Swords – Monnezza Finto Burial Coi Suoni Orribili E La Composizione Tipo Finto Darkettone Pretenzioso (questo è veramente non capibile il perché esista)
Fuck Buttons – Brillocchio Pretenzioso (e pure i live mo so a rischio fregna de pecora epic mogwai-style che palle)

PREMIO SPECIALE “COME UNA MINCHIA IN FACCIA”

Burial – Rival Dealer EP (Era difficile battere entità abnormi come Kanye West in questo matto matto 2k13, ma Burial si conferma outsider in tutto e per tutto e che fa? Si fa una foto del suo cazzo e la schiaffa sui desktop di tutto il mondo così, come regalo di natale! Abbiamo Rival Dealer che è Burial feat. Jean Alesi, c’è Hiders che è una cover degli WHAM!, e poi quel Come Down To Us tipo Final Fantasy XXVIII che nel mitico minuto 7:40 diventa Cheb Khaled – Aisha + Zucchero – Senza una donna = Pavarotti & Friends 2030 Veramente, non se l’aspettava proprio nessuno.)

Pikkio Music Awards 2k13 (parte 1)

CIAO IO SONO DJ PIKKIO E BENVENUTI ALLA PRIMA EDIZIONE DEI PIKKIO MUSIC AWARDS! SONO ONORATO CHE FRANCIKEKKOBEGOLI DI BASTONATE HA VOLUTO PUBBLICARE I MIEI AWARDS QUI SU BASTONATE !!!

per leggere questo articolo si consiglia questo sottofondo musicale
 

Prima di spararvi banali classifiche ripercorriamo quest’anno 2k13 in musica, che ne vale proprio la pena! Voi penserete sicuramente “anno banale/le solite canzoni/ma che è/la mia giovinezza/bloating” invece è stato un anno specialissimo. Un anno di musica tipo cazzo all’indietro che si insticchia, cioè un cazzo che torna indietro e si rificca nello sticchio da dove era nato, forse per far morire tutti non riproducendosi più, oppure per generare una nuova vita nel mondo pre-vita che abbiamo sempre snobbato, ma che necessita ancora di tante scoperte e ascolti come dimostrano le tante troppe ristampe di cazzate tipo “mizzìo il prog cantautore italiano sconosicuto”. Attenzione questo cazzo insticchio2k13 non è retromaniaco piuttosto vuole rifugiarsi nel luogo della mente (che non ha spazio e tempo ma solamente KEK), questo si può anche evincere dalla forma caratteriale di 2013 che è molto “<==3” tipo aerodinamicità al contrario nel senso “sono aerodinamico solo dentro la mia mente non vi inculo de pezza CIAONE DOMANI” quindi si è proiettati verso il DOMANI da tanti ormai tragicamente disprezzato.

Guardatelo bene! <==3 è proprio lo specchio magico del più banale e volgare cazzo dritto 8==D  che invece va stupidamente diritto contro il muro dell’ottusità dell’oggi!!!!!

Il 2k13 musikale è un 2k13 che ci ha rivelato i segreti dell’HDLIFE, del post-apocalittico quello non sgothico orendo (che però non cessa di morire e condannandoci al living with sgothic, ma d’altronde la purezza e il bello assoluto non esistono e lo sgoth ce lo ricorda saggiamente), dello sgrattare la superficie del grattino, dell’esseri liberi da vincoli tipo “la glossa”, del potere mental, degli eccessi e irregolarità racchiusi in album pesanti (o leggeri) ma piuttosto megalomani e consapevoli del loro concetto di album dall’inizio alla fine. Questo avviene dopo anni in cui tutti si erano fissati con il “pop” o il formato “canzone singola” (compresi molti che leggono e scrivono qui dentro) o addirittura “la musica di genere” (tipo la famigerata musica AKTION) in un trip sbagliatissimo tutto loro, figlio magari di cacate sul mito dei 45 giri (cheppalle) o di youtube e la musica liquida. Sbagliatissimo perché mentre il 45 giri ti limita  a due canzonette, youtube soundcloud torrentz quel cazzo che vi pare non si limita per niente! il vostro limite è soltanto la banda larga e la vostra faaAntAasiAAA, anzi si presta a quelle operazioni qui già celebrate tipo “rumore di click del mouse per 2 ore in loop” o “la playlist infinita del mio amore gatto! <3 “. Certo è tosta racchiudere in un album intero (e non in una raccolta canzoni tipo le mie meglio canzoni 2006-13) la propria ispirazione che si diluisce in mille cazzatielle, per questo a fare il DISCO DIO ci sono riusciti in pochi (ma ci sono riusciti al contrario di anni scivolosi tipo il 2011) e gli altri però ci si sono avvicinati con album altrettanto notevoli.

Nothing Is Real
Nothing Is Real

Insomma la prima parte di questo gigantesco e verboso Pikkio Music Awards 2k13 si conclude qui, era solo un intro. La seconda parte vi mostrerà le ben 20 microcategorie che rappresentano la segmentazione del mio cervello (e non del mercato, che è roba che non conosco), mentre la terza vi raccoglierà i veri SETTE+DUE DISCHI DIO DEL 2k13 QUELLI PROPRIO GLI ALBUM DA ASCOLTARE INTERI (e no non ci sarà manco l’ombra di una roba metal o hc, quindi potreste non leggermi più) CIAO A TUTTI !!!!!

“PISAPIA FA RIMA CON UN SACCO DI MALATTIE” (Brainstorming post-natalizio pre-befanico)

è con malcelato entusiasmo che sono ad annunciare che (nonostante la riluttanza dello staff e di alcuni hater non ben identificati) Bastonate procede a gonfie vele ed è diventato il blog di musica più letto, importante ed influente d’Italia. Questo incredibile risultato si deve alla dedizione dello staff, ad un’azzeccatissima politica editoriale di lungo periodo, all’alacre dedizione della nostra fanbase (siamo l’unica cosa al mondo la cui esistenza è riconosciuta su internet ma non ha una fanpage su facebook, per dire) e soprattutto all’elaborazione di una teoria culturale volta a squalificare qualsiasi altro blog musicale più letto/importante/influente di Bastonate in quanto FAKE o incentrato su musica FAKE e quindi in via d’estinzione. Detto questo, siete davvero UN SACCO a chiedere delucidazioni a Google in merito agli argomenti disparati, e questo ci consente di glissare una volta di più sulla nostra mancanza di argomenti in cambio di un post fluviale in cui celebriamo la nascita di Cristo e del nuovo anno rispondendo ad alcuni dei vostri quesiti più significativi.

AMORE BLOG “TI AMO” PASSIONE “ANNI FA” “IN MACCHINA” GIAPPONE MOGLIE
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il pezzo serio.

Questo pezzo non parla di niente. È una specie di abbozzo di cose che succedono e se non esistesse il blog omonimo si sarebbe chiamato Pop Topoi, ma ovviamente se non ci fosse stato il blog non mi sarebbe mai venuto in mente e tutti saremmo più snelli e felici, ivi compreso il pezzo che sto scrivendo il quale sarebbe stato defalcato di due o tre righe MA se non cito Pop Topoi almeno una volta ogni due settimane mi esplode il cervello. Per ora la chiameremo PIPPONE. La principale notizia musicale del giorno è che in una New York inguaiata dalla testa ai piedi col CMJ, aka invasa da un esercito di indie-reporters tra cui persino qualche sparuto amico mio, i Daft Punk hanno suonato al Madison Square Garden sul palco dei Phoenix, o viceversa. Pare che della partita facesse parte anche Wavves, il mio pop-rocker contemporaneo preferito partendo dal fondo. In altri posti ed altri palchi la nuova America del rock faceva bella mostra di sé con la stessa colpevole nonchalance con cui ti spurghi il naso con l’anulare di fronte a tua madre durante il pranzo di natale per fare sfoggio del tuo ateismo. Questo dei Daft Punk assieme ai Phoenix naturalmente è un naturale punto d’arrivo della musica ed una piccola morte dell’orgoglio mainstrindie, e somiglia molto metaforicamente a un ciclo di reincarnazioni buddiste bruscamente interrotto dagli zombi che mordono la musica viva infettandola e rendendola una di loro, da cui ovviamente si capisce che a dispetto di ogni ragionevole previsione l’attesissima colonna sonora di Tron Legacy farà CAGARE A NASTRO e conterrà almeno un dirigibile nero, cioè l’unica vera freccia all’arco dei Phoenix. Mentre succedeva tutto questo (non tenendo conto del fuso orario) io stavo ascoltavo una ragazza (la mia) leggere una fiaba della buonanotte a sua nipote intitolata L’amico del piccolo tirannosauro, un grandioso precipitato di cultura pop che contiene tirannosauri, topi, animali strani ed informi, cucina faidate, amicizia, cose verdee e –del tutto a sorpresa- Wolfgang Amadeus Phoenix in persona, fagocitato e cacato via dal Piccolo Tirannosauro pochi secondi prima dell’inizio della storia a segnare il principio di una nuova necessaria ondata di vitalità barbarica (cit.). La cosa più divertente ed autoironica del tutto è che per il viaggio d’andata verso la casa in cui veniva raccontata la storia avevo trovato necessario incaponirmi per avere un best of di Beyoncè (informalmente fomentato da un post di Colasanti), a costo di dovermene fare uno con le mie mani. Il che non sarebbe stato difficilissimo, considerato il fatto che un best of di Beyoncè che si rispetti contiene solamente Crazy in Love, il guest starring in Telephone di Lady Gaga (che comunque già possiedo nella mia copia di Fame Monster, anche se ormai è troppo rigato e devo cambiarlo) e ovviamente Single Ladies, una canzone il cui ritornello potrebbe essere storpiato nell’espressione Boia d’e singulèri, un moccolo inoffensivo che non sapendo cosa significa esattamente non sarei in grado di tradurre se non come Bioparco, cercando di svicolare sul senso e droppare l’argomento prima di incappare in qualche domanda scomoda e tendenziosa –per quanto immaginare Beyoncè che smoccola un tanto al chilo mentre balla sorridente a grappoli di tre  è BELLISSIMO e importantissimo e più pop di qualsiasi cosa abbia fatto Stefani Angelina Germanotta questa settimana (non essendo occorsi questa settimana i VMA, nel qual caso la gerarchia sarebbe stata ristabilita a forza di calci e bistecche di manzo). Curiosamente scopro che qualcuno ha già pensato di fabbricare un best di Beyoncè, e riesco ad accaparrarmi un torrent in sedici secondi contenente una decina di pezzi con dieci remix ad opera di cani e porci. Il mio universo collassa. Riesco comunque a masterizzare un CD, lo metto su e prima di imboccare la superstrada mi torna il bisogno fisico di ascoltare un disco a caso degli Husker Du, il che significa che l’overdose di pop becero e brutto (la musica brutta è migliore, e qui cito un gigante come Fabrizio Ferrini, tra i più grandi conoscitori di musica che abbia mai conosciuto) sta passando in favore del sempiterno noiosissimo concetto di non passa più. Il video di Single Ladies è talmente DROGA che in qualche modo sono costretto a ipotizzare complotti, tipo che nella versione uncut (quella che passa su Vimeo, perchè su Vimeo tutto è più verdeo che su Youtube) ogni trenta secondi appare la gigantesca scritta OBEY. Il gancio con gli Husker Du serviva solo per dire che oggi ho anche pensato ai live più belli e importanti della storia del rock e me ne sono uscito fuori con una lista su Twitter, che riposto qui perchè su Twitter io non sono un cazzo di nessuno:
#1 Replacements al CBGB’s, circa 1984, ubriachi fradici, cover di Sabbath/REM/Beatles, musica che viene da Dio e a lui ritorna
#2 Husker Du – Camden Palace, Londra, 1985 (audio). bottona. la miglior celebrated summer mai suonata tra quelle che ho sentito.
#3 Rollins Band -Live 87/88 (dal cofanetto Audio Airstrike Consultants). Gun In Mouth Blues dieci volte meglio dell’originale, cioè dieci volte meglio della musica rock,
#4 Brutal Truth – Goodbye Cruel World, spiegazioni pleonastiche.
#5 Suicide – 23 Minutes Over Brussels. vabbè.
#6 Stooges – Metallic KO (in realtà qui ci avevo messo i Pearl Jam a Seattle 2000, poi ho visto la vita superarmi e farmi il dito).
#7 MC5 – Kick Out The Jams.
#8 Slayer – Decade of Aggression.

e qui mi interrompo per mettere nono e decimo a pari merito tutti i dischi e le cose dal vivo che non ho in mente in questo particolare momento. Naturalmente non intendo dire che preferisco Stooges, Suicide ed MC5 agli Slayer, nè che in qualche modo il live degli Earth col pezzo pallosissimo di settanta minuti uscito su Megablade sia in qualche modo inferiore a 23 Minutes Over Brussels. Come potrei? Il problema naturalmente non sarebbe nemmeno quello. Su twitter la situazione si incaglia invece perchè il live preferito dei Pearl Jam di GiorgioP è un altro. GiorgioP è un fan degli ultimi Converge, di Vasco Brondi, dei Sonic Youth e di tante altre cose che rivelano sostanzialmente la confusione emotiva che la sua generazione continua a fare tra scorrettezza politica e dare opinioni non richieste. In questo senso il consigliatissimo blog di Giorgio, nonchè il celeberrimo tlog che a lui fa capo, sono la forma più compiuta di nostalgia anni novanta messa in scena sul web in questo momento. Primo perchè nel blog di Giorgio in linea di principio ci scrivo anch’io, secondo perchè Giorgio è anche un fan di Justin Broadrick e terzo perchè io negli anni novanta a GiorgioP NON LO CONOSCEVO, e questo è indice di tante cose, la prima delle quali è che prima del 2000 non ho mai visitato Roma. Uso le ultime dieci righe per un’autocritica e per fare una sponda. La prima si basa sul fatto che quando mi metto a scrivere senza un argomento potrei andare avanti per giorni e giorni, anche se in genere arriva (metaforicamente parlando) qualcuno che mi toglie da un tavolo di blackjack che sto sbancando per portarmi a vedere Tab Jones, la seconda è che parlando di metafore una domanda MOLTO interessante è perchè i tre dischi più caldi dell’alternative italiano (Verdena, Marlene Kuntz, Le luci della centrale elettrica) hanno tutti e tre un titolo che è una palese e definitiva metafora delle seghe?
Il nuovo Le Luci della Centrale Elettrica si chiama Per ora la chiameremo felicità.
Il nuovo Verdena si chiama WOW.
Il nuovo Marlene Kuntz si chiama Ricoveri virtuali e sexy solitudini.
Un’altra domanda che mi sto facendo da ore e ore è se l’uscita quasi contemporanea del nuovo disco delle tre formazioni sia o meno la più meschina e pianificata alleanza contro l’italiano corrente degli ultimi venti o trent’anni. Poichè la risposta non è particolarmente interessante passo oltre, nel disperato tentativo di non passare per un fan dei Verdena anche se di fatto i Verdena (per motivi a me ignoti) mi son sempre piaciuti UN CASINO, anche Il suicido del samurai, anche il Grande Sasso, tutto quanto. Se è per questo arrivai anche a consigliare caldamente Vasco Brondi a m.c. in tempi non sospetti, ammesso e non concesso che per Vasco Brondi siano esistiti tempi non sospetti. Gli dissi che mi ricordava il primo Carboni e questa cosa mi mandava fuori. Qualche mese o anno dopo, al concerto degli Ex con Mekuria, m.c. mi risponde che credo di aver capito LLDCE, davvero, insomma, il fascino che può esercitare, insomma, portami a bere dalle pozzanghere, va bene, ma ecco… anche no. Decretai la sua vittoria formale e sostanziale, in larga parte perchè nel frattempo avevo girato il culo e perso interesse in Brondi e in qualsiasi altra forma di cantautorato ad eccezione di Fausto Rossi e Piero Ciampi, e mettiamoci dentro pure il riunito Edda che tirò fuori in quello stesso periodo un disco che ho ascoltato una volta a dir tanto ma che, insomma, non è che ci puoi dire molte cose contro. Nell’attesa dunque che i tre mammasantissima del rock italiano caghino fuori il loro ovetto d’oro, mi segnalano che Ari Up muore di una malattia contro cui stava lottando, che John Lydon era il suo patrigno e che il Kindergarten di Bologna è stato chiuso per storie di droga sgamate da un’inchiesta di Repubblica. Pare che nonostante fosse appunto coinvolta Repubblica, il Ministro della Cultura non abbia detto un cazzo di niente in merito. Non che io sia mai stato al Kindergarten, ma se tagliano la programmazione rischio di vedermi saltare l’agendina settimanale dei concerti. L’unica altra cosa rimasta da dire è che questa settimana Indie Passere ha aggiornato, e qui mi interrompo perchè voglio scrivere un pezzo per Maps sulla ristampa del primo disco degli Earth prima che il gallo canti. Ora che ci penso qua intorno di galli non se n’è mai sentito uno, quindi Francesco e Jon se la possono anche andare a prendere nel culo fino a domattina. Sapete quale potrebbe essere un’idea davvero STUPIDA? Infarcire il post di foto del piumone su cui sto sopra in questo momento.