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L’agendina dei concerti Bologna e dintorni – 14-20 novembre 2011

però, andiamoci cauti perché, anche lì, bisogna non cadere dall'ottavo piano per facile entusiasmo. (Giovanni Trapattoni)

 
A meno di 48 ore dalle dimissioni di Berlusconi e quando tutto quello che veramente vorrei è drogarmi pesantemente da qui al 16 dicembre arrivano invece i Pulling Teeth, questa sera al Voodoo Club a Comacchio per una scarica di hardcore old school da bulletti muscolosi che i denti ce li spaccheranno a noi; aprono i bulletti introspettivi Seraphim e i revivalisti di certo screamo preso male che fa tanto anni Zero Gods And Queens (dalle 22, otto euro più tessera ARCI). Martedì un cazzo, ci si cura gli ematomi. Mercoledì Ahleuchatistas (Qui il nuovo disco in streaming) al Teatrino degli Illusi, MeryXM in assetto hip hop battagliero e per chi vuol morire lentamente c’è pure l’irsuto Josh T. Pearson al Locomotiv (ore 22, dodici euro più tessera AICS). Giovedì ultramegagay fattanza al Clandestino con il fantastico viaggio omosessuale dei Captain Ahab (dalle 22, gratis), ancora a Faenza con Cannibal Movie e amici al Tesco (Qui tutte le info, Qua il gigamegaflyer che a fissarlo intensamente ti cava via almeno un paio di diottrie), doppietta di gruppi con nomi orribili ma che musicalmente spaccano i culi all’Elastico, e nientemeno che Fabio Concato in jazzy associazione a delinquere al Bravo Caffè. Venerdì lasciatevi crescere la barba e rispolverate quei bei camicioni di flanella da taglialegna autistico che portavate nel 1993 (se nel 1993 non eravate ancora nei coglioni di vostro padre), arrivano i Pinback al Locomotiv (dalle 22.30, tredici euro con tessera AICS); oppure ancora Cannibal Movie ma questa volta allo Zuni. Sabato oltre alle solite cose (Fleet Foxes all’Estragon, Shigeto al Locomotiv, Paul Van Dyk al Link) meritano una segnalazione Wolves in the Throne Room (con Wolvserpent di spalla) nella location più improbabile di sempre (dalle 21.30, dodici euro) e i Crash of Rhinos che tanto piacciono a noi vecchiacci rincoglioniti in vena di amarcord di quando l’emo era qualcosa di rispettabile, assieme ai parimenti revivalistici Distanti al Valverde a Forlì (dalle 21.30, GRATIS con tessera Arci). Domenica di nuovo al Clandestino, c’è Andre Williams, imperdibile è dire poco, e si accelerano le pratiche per dedicare alla Morena una statua o una piazza davanti a un ipermercato…
Non bastasse, qui sotto i flyer di due bei festivalini che avranno luogo nel fine settimana tra Bologna e Carpi; cliccateci sopra per accedere alle relative info .

 

L’agendina dei concerti Bologna e dintorni – 12-18 settembre 2011

Qualcosa scompare: è la settimana dell’ultimo AntiMTVDay. Quando è cominciato, una vita fa, c’era questo megafestival al Parco Nord, l’MTVDay appunto, IL NEMICO; io ero poco più di un ragazzino e la musica era ancora per poco qualcosa in grado di creare fazioni, i buoni da una parte, quelli degli infiniti tour nei centri sociali, biglietto cinquemila lire, in dieci sul furgone, i panini vegani portati da casa e dormire sul pavimento gelido della palestra, sudore a secchiate e pogo assassino, fai girare il microfono, pugni e calci  e urlare a squarciagola ogni strofa in un inglese da seconda elementare, la maglietta autoprodotta, i cataloghi della Green Records, domani c’ho il compito in classe di matematica e non so un cazzo; dall’altra la musica “commerciale”, i gruppi “costruiti a tavolino”, quelli dei videoclip alle due del pomeriggio, quelli che andavano ospiti a “Total Request Live”, i concerti nei palazzetti mai a meno di cinquantamila l’anello meno costoso: MERSH. Oggi MTV trasmette solo reality show su trogloditi sudamericani e minorenni incinte, il concetto stesso di ‘major‘ fa ridere per non piangere e non c’è davvero più un nemico contro cui innalzare barriere di integrità e purezza per il semplice motivo che di tutta la faccenda sembra non freghi più un cazzo a nessuno, e tanto comunque quasi tutta la musica fa cagare indistintamente; io sono un po’ più vecchio e manco per il cazzo più saggio e questa è un’altra parte della mia vita che se ne va. Martedì ci sono gli Emeralds a Bologna, maggiori informazioni appena riesco a capire cosa e dove sia la “galleria Verdi” dove dovrebbe tenersi il concerto… Mercoledì la scelta è tra il roots alla vecchia della fenomenale one-man blues band The Blues Against Youth all’Honky Tonk Bar (dalle 21.30, ingresso a offerta libera), i redivivi Casino Royale in karaoke incarognito all’Estragon (21.30, cinque euro e nostalgia divorante compresa nel pacchetto, e quante trombe quando partiva il SangueMisto remix di Cose Difficili in loop…) o i decisamente più attuali Ofeliadorme in piazza Verdi (gratis dalle 21.30). Giovedì ancora all’Honky Tonk per il piratesco, viscerale passatismo alcolico del supergruppo Captain Jack and His Tunas (dalle 21.30, gratis). Venerdì prima serata dell’AntiMTVDay, più che altro roba noise molestissima spalmata tra sala sopra e sala sotto con dj-set virulento di Madkore a chiudere (si fa per dire); sabato ancora AntiMTVDay, e questa è proprio l’ultima… altrimenti, per gli intellettuali drogati presi male ci sono i Demdike Stare gratis al Festival della Filosofia a Carpi. Sabato e domenica c’è anche un bel festivalino tra hardcore e hip hop con Kaos, Salmo, Unearth, Evergreen Terrace, Bane e tanti altri: tutte le info Qui.

Ma io lo so chi è Mark Lanegan

quando l'erba era verde e gli uomini erano veri uomini

Ritorna William Elliott Whitmore, e questa volta lo senti che è speciale. Pur avendo continuato a incidere dischi con una certa strana regolarità (fino a tutto il 2006 al ritmo di un album e un EP a semestre, roba che manco i Kiss dei tempi d’oro, poi nulla fino al 2009 di Animals in the Dark), il mandriano dell’Iowa (che di per sé è come dire il meccanico di Detroit, ce ne rendiamo conto) non era più riuscito a raggiungere i picchi di pura, cristallina, incontaminata devastazione emotiva dell’immortale Ashes to Dust, ancora oggi e per sempre uno dei dischi più belli e strazianti degli anni Zero (e prima, e dopo, e oltre). Certo, qualche zampata da giovane vecchissimo leone ancora riusciva a piazzarla (Dry su Song of the Blackbird, che riprendeva il discorso esattamente da dove era stato interrotto alla fine di Ashes to Dust, There’s hope for you su Animals in the Dark, sorta di Love will save you ma campagnola e giusto un pelo meno amara) ma erano episodi isolati se si considera quanto i dischi prima fossero capaci integralmente di strapparti l’anima e farla a pezzetti con giusto qualche giro di acustica o banjo e il rantolo di un ultracentenario in fin di vita col catrame al posto del sangue nelle vene. Già, perché poi più passavano gli anni più la voce di Whitmore si normalizzava, ringiovaniva perfino, come una specie di Benjamin Button però bravo a scrivere canzoni che ti lacerano il cuore; fino al 2005 pareva un incrocio tra Tom Waits, l’ultimo Johhny Cash e un tabagista immortale che aveva da poco oltrepassato la boa del primo millennio di età; ora invece è effettivamente la voce di un mandriano trentatreenne che magari apprezza pure whisky e tabacco da masticare, ma senza abusarne. Ma questo non rappresenta più un problema dal momento in cui l’ispirazione dell’uomo torna ai livelli stellari di una volta: i due pezzi in streaming in anteprima dal nuovo, laneganiano Field Songs (che esce il 12 luglio, come il precedente ancora su Anti – ormai definitivamente la roccaforte certificata del vecchiume cool) dicono di una penna che affonda le radici fino alla carne e al sangue della tradizione, ridefinendo il concetto stesso di americana con la sola forza di una chitarra e dell’aria che passa attraverso le corde vocali. Sono canzoni senza tempo, che sono state scritte oggi ma potrebbero esser state scritte duecento anni fa o dopodomani che comunque la loro potenza rimarrebbe esattamente la stessa in ogni caso (magari al netto del costante cinguettio di uccelli registrato in sottofondo che alla lunga diventa leggermente fastidioso, almeno per chi come me vive in città e preferisce il rumore del traffico); canzoni che possono essere apprezzate anche se non avete mai visto una mucca in carne e ossa, non avete la minima idea di come si faccia a dissodare un terreno e dove vivete ci sono giusto i giardini pubblici. Se tutti i rednecks fossero come William Elliott Whitmore probabilmente il mondo sarebbe un posto un poco migliore (o perlomeno in giro ci sarebbe musica molto più bella).

Ascolta i due pezzi in streaming da Field Songs

L’agendina dei concerti Bologna e dintorni – 20-26 giugno 2011

 

Esiste un modo migliore per cominciare la settimana se non in compagnia di un mucchio di energumeni polacchi e brasiliani lungocriniti grugnanti e bestemmianti? Non che io sappia. L’appuntamento questa sera è al Blogos con Vader e Krisiun (di spalla Essence, Resistance ed Eloa Vadaath), l’inizio intorno alle 20, il prezzo diciotto eurini. Domani a parte Anna Calvi al bagno Hana Bi (gratis dalle 21.30) e Il Pan Del Diavolo al Bolognetti l’ipotesi di farsene dei grammi o restarsene in branda diventa ben più che un’eventualità. Mercoledì in compenso due begli appuntamenti al prezzo che ci piace di più (zero euro/gratis/a ufo): badilate di cultura all’XM24 per MeryXM, e nostalgia canaglia di quando l’erba era verde e gli uomini erano veri uomini all’Honky Tonk bar con la one-man band The Blues Against Youth. Giovedì ancora all’XM24 per una scarica di ultraviolenza con i massicci Thou (che vengono dalla Louisiana e ci tengono a farcelo sapere), gli ultramassicci Moloch e i massiccissimi D.U.N.E. (dalle 22, quattro euro); se invece temete di spettinarvi la frangetta o stropicciarvi gli stracci che portate addosso, al Bolognetti c’è il pitchforkiano Destroyer (gratis dalle 21). Venerdì Battles eccetera al Link (dalle 22, venticinque euro più tessera), oppure festival nel cortile del Crash con Mother Propaganda e altri (more news to come, come si dice); sabato potrebbe anche essere un buon giorno per morire (la ragione? Iron MaidenMotörhead sullo stesso palco può bastare?), se poi domenica non ci fossero Agnostic Front e U.S. Bombs gratis a Portomaggiore.

 

Nei giorni 23-24-25-26 giugno al parco della Montagnola si terrà la Festa delle Musiche, dalle 15 a mezzanotte tavole rotonde e concerti a strafottere senza soluzione di continuità. Tutte le info Qui.

 

Breaking News

L’ennesimo nuovo gruppo di qualche ex-Refused a caso e i buzzurrissimi Venerea giovedì all’XM24; il problema è che a guardare sui rispettivi myspace la stessa sera li danno al Forte Prenestino a Roma. Chi avrà ragione? In attesa di ulteriori delucidazioni ve la vendo esattamente come l’ho comprata.

 
 
UPDATE DELL’ULTIM’ORA: IL CONCERTO E’ CONFERMATO A BOLOGNA. Domani all’XM24 sarà definitivamente la serata degli svedesi belli.