rimedi per sconfiggere l’afa

Fa caldo. Fa molto caldo. Gli esperti consigliano di bere molta acqua, mangiare tanta frutta, evitare di uscire di casa nelle ore più assolate e altre perle da premio Nobel della medesima fattura; i meteorologi straparlano a proposito di anticiclone africano e annunciano, con un sorrisetto Durban’s stampigliato sulle loro facce di merda, che questo sarà non solo il più caldo weekend da inizio anno, ma probabilmente anche uno dei più caldi dell’intera estate. D’altra parte, Bologna oggi è la terza città più calda d’Italia dopo Napoli e Pescara. Chiusi in casa con un ventilatore anche su per il culo, in canottiera come Lino Banfi, il DVD de La Cosa in loop da stamattina nella vana speranza che l’immedesimazione in Kurt Russell scatti a tal punto da portare anche il refrigerio del Polo Nord dentro questa testa sudata (oltre a strani ectoplasmi baconiani nel soggiorno). Non sta funzionando. Tra poco forse lo cambio con Encounters at the End of the World. Nel frattempo, altra flebo di MG.K Vis e playlist dei pezzi più gelidi che conosco. Da qualche parte, tempo fa, ho letto che Abbath come vero lavoro fa il babysitter. Buon fine settimana, ovunque voi siate.

1. IMMORTALMountains of might
2. I – Warriors
3. MINISTRY – Paisley
4. THE NEFILIMShine
5. THORNS – Existence
6. COLIN NEWMAN – Alone
7. GODFLESH – The Internal
8. DARK DAY – No, Nothing, Never
9. DESIRE – Insane
10. PiL – The Order of Death

WEIRD WIVES – piccoli fans, mattoni, download illegale della settimana, true believers e pure un po’ DISCONE.

Avete mai sentito parlare di tali Surfer Blood? Parlando del loro ultimo disco, Nunziata di OndaRock scrive “è un piccolo, delizioso compendio di noise-pop impreziosito da qualche eccentrica soluzione in fase di arrangiamento e da una scrittura che, se raramente tenta la sorte, pur riesce mediamente fresca e accattivante”. Sarò un classista e un pezzo di merda, ma ho pensato che non fosse necessario ascoltarlo per decidere che era un disco del cazzo. Googlando alla ricerca di altri pareri in materia mi imbatto su indie-rock.it e scopro che le recensioni sono tutte impostate rispondendo a una decina di tag (tra cui spicca densità di qualità), perdo interesse nella faccenda Surfer Blood e inizio a leggermi le rece tanto per capire il punto.  Comunque poi il disco me lo son sentito, e ovviamente tutti i paroloni di ‘sta terra non tolgono il fatto che sia una robetta paracula blurgh-fi che mischia Pet Sounds, gli Weezer e due quintali di shoegaze d’accatto -fosse uscito in qualsiasi anno precedente al 2008 probabilmente sarebbe stato persino un buon disco pop. Stamattina invece mi alzo presto e vado a cacare col macbook sulle ginocchia, decido di dare la mia occhiata mensile a Stereogum e scopro conto che esiste una side-band non ufficiale dei Surfer-Blood (tre musicisti su cinque) che si chiama Weird Wives e spacca il culo alle vigogne. Ci sono pezzi in streaming, e sono una specie di antipasto ad un paio di EP messi in download gratuito dalla band. File under COSE A CASO: un pastone vintage-noise* devastante tra Jesus Lizard ed ubriachezza molesta, con un sacco di accenti garage che ricordano vagamente certe cose di Hunches o Hospitals. Le canzoni rispettano quasi tutte i dettami delle band sopracitate, AKA pezzi punk sconvolti di due minuti, ma il CLIMAX è senza dubbio una traccia di nove minuti intitolata Bulldozer Puppet Fucker. Che in realtà è una canzone di tre minuti più sei minuti di feedback di chitarra a buffo, roba davvero MOLTO gratuita ed esaltante. Il fatto che il cantante sia un obeso sudatissimo à la Pink Eyes e faccia il trick di sputar fuoco ai concerti li farà probabilmente finire in mezzo alle cronache accanto alla lunga et insidiosa schiera di sodali-barra-imitatori dei Fucked Up, ma sono davvero un gruppo noise di quelli che Dio ne caga fuori uno ogni sei mesi al massimo. E vi danno pure i dischi gratis da scaricare. RISPETTO.

*vintage-noise per me significa AmRep più qualche disco T&G/Skin Graft basato su coordinate AmRep. Giusto per chiarire, sia mai che mi prendete per un fan degli Scratch Acid. Beh ok, gli Scratch Acid spaccano il culo.

DISCONE e/o Piccoli Fans – SLOATH(un post con gli asterischi e le parentesi)

Sloath are a sickly, unwholesome, long & short-haired five piece from the south coast of England, brought together by a mutual desire to play the slowest, loudest and heaviest music possible using guitars, bass, drums and chant-like vocalisations. Sta scritto nel sito di Riot Season, che ancora per un paio di giorni sarà la mia etichetta preferita. Ovviamente come bio è una forbita parafrasi per dire che questi Sloath suonano tipo Eyehategod –un genere estremamente frequentato di metal estremo, del quale gli Eyehategod sono tra i principali vessilliferi. Altri gruppi che suonano tipo Eyehategod sono cose tipo Cavity, Iron Monkey, Teeth Of Lions, metà del roster Southern Lord*, primi Boris ed altri gruppi a caso su questo genere. Se volete chiamarlo sludge non mi offendo, primo perché è il mio genere preferito (assieme agli altri mio genere preferito), secondo perchè ai tempi del metal io e m.c. avevamo pensato di aprire una webzine di settore e terzo perché tutto sommato è la musica che suonano. Giusto perché lo sappiate il disco tipo Eyehategod dell’anno scorso l’hanno inciso tali The Proselyte, questo almeno se state a sentir me. Quest’anno se la giocheranno altri gruppi, ivi compresi appunto i/gli/le Sloath. Il principale tratto distintivo tra un gruppo tipo Eyehategod e l’altro è il dosaggio delle parti doom e core del suono; essendoci parti core, tuttavia, per parti doom s’intende che i pezzi durano un disastro di tempo e i riff sono rubati ai Black Sabbath o a gente che rubava i riff ai primi Black Sabbath**. In buona sostanza il disco omonimo*** di Sloath contiene tre tegoloni arrogantissimi per un totale di quaranta minuti, roba che ti fa venir voglia di suicidarti e rinascere per poterti risuicidare nell’arco di una sola canzone. Come genere fate conto già difficile distinguere tra un pezzo e l’altro, figurarsi all’interno dello stesso pezzo. Comunque i primi due sono più fisici e l’ultimo (che dura come gli altri due messi assieme) è più riflessivo. E se mi puntassero una pistola alla tempia ordinandomi di trovare il parente più prossimo, probabilmente direi Electric Wizard (((cioè il cantante invece di urlare come una vecchia ((alla Mike Williams (il cantante degli Eyehategod)) recita litanie esoterico-wannabe registrate da dentro un tombino)))****. Oppure già che ho detto esoterico dirò anche Esoteric*****. Derivativissimo e stupidissimo, come tutti i miei dischi preferiti dell’ultimo periodo. Naturalmente, visto che l’LP****** uscirà il 10 aprile, sto solo immaginando come potrebbe suonare.

Gli asterischi:
*la metà buona.
**e poiché i gruppi tipo Eyehategod tendono a somigliare agli Eyehategod, TUTTI rubano i riff ai Black Sabbath, quindi quando nelle recensioni vi parlano di componenti doom significa soltanto che i pezzi durano molto.
***o anche eponimo, che come probabilmente sapete è un inglesismo sbagliatissimo che non dovreste usare, ma fa curriculum. Tutti quanti i giornalisti rock professionisti hanno detto eponimo, in un momento o nell’altro.
****il giochino delle parentesi è voluto. Le sto guardando e mi flippano un sacco.
*****dei quali, ricordo, faccio finta di non aver ascoltato l’ultimo disco
******sì, solo in LP. Ma se ve lo pappate vi regalano il link per il download digitale legale.